Casarano

Nel garage, nascosti sei etti di "maria". Nei guai padre e figlio

Due uomini, entrambi muratori, sono finiti ai domiciliari con l'accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Durante le perquisizioni, sono stati trovati in possesso di oltre mezzo chilogrammo di droga

Il materiale rinvenuto dai carabinieri

TAVIANO - Durante le ore diurne, armeggiavano con distanziometri, livelle a bolle, spatole e betoniere; di notte, invece, gestivano una seconda attività, sempre a conduzione familiare, in tutt'altro settore. Due uomini, professionalmente molto versatili, padre e figlio, sono però finiti nei guai con l'accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

Nel pomeriggio di ieri, i carabinieri della compagnia del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Casarano, hanno eseguito una perquisizione in casa di Massimiliano Schito, muratore 42enne di Taviano, e di suo figlio Michel, di 19 anni. I militari dell'Arma, li tenevano da tempo sotto osservazione, fno a quando, durante l'ennesimo appostamento, hanno individuato il "punto vendita", gestito da padre e figlio, per poi passare all'azione.

Nel garage, nascosti in una borsa sportiva, circa 600 grammi di marijuana. Oltre allo stupefacente, all'interno, anche il materiale per il confezionamento delle dosi, tra cui un bilancino di precisione, finito immediatamente, assieme alla droga, sotto sequestro. Inevitabile, per padre e figlio, la detenzione domiciliare.

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