Domenica, 1 Agosto 2021
Casarano

Tentata estorsione dopo l’asta giudiziaria, arrestato l’imprenditore Fulvio Alfarano

Personaggio noto per essere stato presidente di varie compagini sportive locali, il 52enne avrebbe cercato d'impedire a due fratelli di Collpasso di entrare in possesso di un suo ex capannone, aggiudicato in un'asta giudiziaria

 

COLLEPASSO – “Dovete rinunciare a quel capannone”, avrebbe intimato più volte a una coppia di fratelli di Collepasso (fratello e sorella, per la precisione), e per meglio far comprendere che non intendeva scherzare, Fulvio Alfarano, imprenditore casaranese di 52 anni, avrebbe anche condito le richieste con minacce piuttosto esplicite. Gli episodi, nel tempo, si sarebbero susseguiti più volte, e dalle denunce è scaturita l’indagine che ha condotto, oggi, all’arresto dell’uomo.

Alfarano, infatti, alle prime ore del pomeriggio ha visto bussare alla sua porta i carabinieri della stazione di Collepasso, il comune dov’è scaturita l’intera la vicenda. I militari si sono presentati con un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, emessa dal tribunale di Lecce. Fulvio Alfarano, personaggio molto noto nella zona di Casarano, specie negli ambienti sportivi delle serie minori (è stato, negli anni, presidente del Casarano, del Racale e, di recente, del Taviano) risponde di tentata estorsione.

I fatti sarebbero avvenuti nel corso dell’estate appena trascorsa. Alfarano avrebbe cercato di impedire ai due fratelli di entrare in possesso di un capannone, un tempo di sua proprietà, quando, all’interno, vi gestiva un’azienda che operava nel settore calzaturiero, e poi espropriato dopo la dichiarazione di fallimento.

ALFARANO FULVIO-2I due fratelli, che avevano intenzione di creare un’attività imprenditoriale in quel magazzino dismesso, sono quindi riusciti ad aggiudicarselo, dopo aver partecipato a un’asta giudiziaria indetta dal tribunale di Lecce. Alfarano, a quel punto, si sarebbe fatto avanti di persona, nel tentativo di impedire che i fratelli entrassero materialmente in possesso del fabbricato. Da una loro eventuale rinuncia, infatti, sarebbe scaturita una nuova asta. Non si esclude che, in quel modo, l’ex proprietario sarebbe riuscito a tornare in possesso dell'immobile. L'intera storia è però finita in procura ed ora per  l'imprenditore sono scattate le manette. E le indagini, sul suo conto, sono ancora in corso.   

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