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Undici anni alla guida del Commissariato, ritratto del vicequestore Bono

Da domani in pensione, nel Salento ha anche avviato e diretto Taurisano. "Speed Drug" fra le ultime operazioni più rilevanti

GALATINA – Trentadue anni in polizia, di cui quasi un terzo, circa undici, alla guida del Commissariato di Galatina. Pensionatosi per raggiunti limiti di età (da domani, 1° marzo), il vicequestore Giovanni Bono lascia il posto alla collega Eliana Martella, dopo aver conseguito diversi, importanti risultati nel Salento, e non solo. A Galatina vi era arrivato dal Commissariato di Taurisano, che aveva avviato e guidato. E, durante la direzione dei due Commissariati, diverse sono state le indagini condotte, che hanno portato a numerosi arresti, molti dei quali per 416 bis e per omicidio.

Sono da menzionare, fra le varie operazioni, “Santa Clause” nei territori del basso Salento, “Viribus Uniti” in gran parte della provincia di Lecce e “Speed Drug”, la più recente, condotta insieme con la Squadra mobile e riguardante, nel caso specifico, la parte d’inchiesta sui territori di Cutrofiano, Sogliano Cavour e Galatina.

II vicequestore Bono si è laureato nel 1986 in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Siena e si è abilitato all’esercizio della professione forense presso la Corte di appello di Lecce. L’ingresso nella Polizia di Stato risale al 1989, quando frequenta il 74° Corso di formazione per vicecommissari presso l’Istituto superiore di polizia a seguito del quale viene inviato al Reparto mobile di Reggio Calabria. Fra il 1990 e il 1991, in Puglia, partecipa a numerosi servizi di rimpatrio in Albania dei profughi sbarcati a bordo di una nave nel porto di Bari. 

In Sardegna, poi, presso la scuola di Polizia di Abbasanta, frequenta il corso di formazione e addestramento di Squadriglia antisequestro eliportata. Dal ministero dell’Interno viene quindi inviato in Basilicata a dirigere il Nucleo prevenzione crimine di Potenza.

Durante la lunga carriera ha svolto inoltre importanti servizi di ordine pubblico nella terra dei fuochi, in Campania, fra Napoli e Tersigno, per il problema delle discariche. In missione ha diretto diversi servizi di polizia a Catania presso il campo profughi di Mineo. Nel 2018 è stato insignito con l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

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