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"Dammi 15mila euro". Ma all'appuntamento ci vanno anche i poliziotti

Cosimo Semeraro, 52enne di Galatina, avrebbe tormentato un'anziana per almeno due anni, arrivando a conquistarsi lentamente la sua fiducia per chiedere soldi dovuti ai più svariati motivi. Di fronte ai primi rifiuti e alle somme sempre più elevate, le intimidazioni vere e proprie

GALATINA – Come la goccia che scava la pietra, lentamente Cosimo Semeraro, 52enne di Galatina, avrebbe conquistato negli anni la fiducia di un’anziana del posto. L’unico motivo, a quanto pare, spillarle più denaro possibile.

Prima ci sarebbero stati piccoli prestiti, nell’ordine di qualche centinaio di euro. Poi, strada facendo, le richieste sarebbero state sempre più alte e con toni sempre meno cortesi e amichevoli, assumendo la fisionomia di pretese. E, di fronte a perplessità e primi rifiuti, non sarebbero mancate anche intimidazioni. Quando poi Semeraro sarebbe arrivato a “domandare” la bellezza di 15mila euro, la vittima, definitivamente nella morsa della tagliola, per uscire da quel labirinto, ha deciso di fare quello che già avrebbe dovuto molto tempo prima: rivolgersi alle autorità.

Solo questa mattina, dunque, la donna, una 70enne, si è presentata negli uffici del commissariato di polizia di Galatina, denunciando di essere divenuta la preda di un estorsore. L’aguzzino, uno da lei conosciuto molto bene, peraltro, e non da poco tempo. S’è così scoperto che la vicenda sarebbe andata avanti per circa due anni. E due anni di tensioni e paure di ritrovarselo ancora una volta davanti con le sue richieste sempre più avide, si sarebbero di lì a poco sciolti in poche ore. Il tempo di organizzare un servizio per acciuffarlo con le mani nella marmellata.   

Questo l’antefatto. La donna ha raccontato ai poliziotti di aver conosciuto Semeraro tempo addietro, nella chiesa “Cuore Immacolato” di Galatina. Dato che entrambi all’epoca frequentavano quotidianamente la chiesa, avrebbero iniziato a scambiarsi qualche parola, fino a stringere una normale conoscenza. Nulla di anomalo. Naturali dinamiche, quando si frequentano gli stessi luoghi. Durante alcune conversazioni, Semeraro avrebbe spiegato alla 70enne di trovarsi in uno stato di necessità economica causato da una separazione dalla moglie.

Per questo, avrebbe detto ancora all’epoca, si sarebbe reso disponibile anche a compiere qualche lavoro per la parrocchia. Già in questo modo, avrebbe quindi catturato la sua fiducia, rafforzatasi di fronte ad alcune confidenze fatte quando, in qualche occasione, l’avrebbe accompagnata a fare la spesa, raccontandole di presunti problemi passati con la giustizia con il guaio di dover ancora finire di pagare i suoi avvocati.

Per rafforzare il credito già acquisito, l’uomo le avrebbe anche presentato la nuova compagna e, in qualche occasione, i due sarebbero stati persino invitati in casa dalla donna. Stando al racconto dell’anziana, proprio durante una di queste visite della coppia, ci sarebbe stata la prima richiesta di un prestito, mai rimborsato, per 800 euro.

L’incasso senza troppe difficoltà potrebbe aver spinto Semeraro a continuare a reclamare altre somme. Sempre stando a quanto denunciato dalla donna, in diverse occasioni gli avrebbe elargito, infatti, cifre variabili fra i 200 e i 300 euro. Ma, come si suol dire, il troppo stroppia, e così, di punto in bianco, la donna avrebbe deciso di smettere i panni di “bancomat” e chiudere i rubinetti.

L’insistenza di quell’uomo, infatti, sarebbe diventata eccessiva, e la 70enne avrebbe iniziato a sospettare che almeno parte dei problemi narrati (oltre a quelli con la giustizia e l’ex moglie, persino a un certo punto di salute) fossero pure invenzioni per fare soldi facili contando sul suo buon cuore. E in qualche caso, di fronte ai dinieghi, sarebbero giunte anche le prime minacce di ripercussioni per lei e i suoi congiunti.

A febbraio, poi, Semeraro si sarebbe di nuovo fatto avanti, chiedendo di punto in bianco 3mila euro. Motivo: essendo, a suo dire, sottoposto alla misura della sorveglianza speciale da parte della magistratura, avrebbe dovuto pagare tale somma per poterne venire fuori. Di fronte al netto rifiuto della donna e alla diffida a non avanzare più richieste, altrimenti avrebbe informato le autorità competenti, sarebbero arrivate, per tutta risposta, ulteriori minacce. E a quanto pare anche piuttosto pesanti, perché, seriamente spaventata, dopo aver fissato un appuntamento nei pressi di una casa di riposo di Galatina, avrebbe alla fine ceduto, consegnando all’uomo i soldi, tentando di strappargli però la promessa che non l’avrebbe più disturbata o minacciata.

Cosimo Semeraro-2Tutto inutile, perché poco più di due settimane addietro, mentre la 70enne era in casa insieme al fratello, verso le 9.30, del mattino, avrebbe sentito suonare il campanello. Alla porta non avrebbe trovato nessuno, ma sul pavimento sarebbe rimasto un foglio di carta con frasi molto sinistre. La donna avrebbe però fatto in tempo a notare Semeraro allontanarsi lungo la via, mettendo in relazione le due cose. E, in effetti, subito dopo avrebbe chiamato al telefono la vittima chiedendole conferma della lettura del messaggio e rinnovandole una richiesta di ben 15mila euro.

Davvero eccessivo. Ormai la donna sapeva che non ne sarebbe più venuta fuori da sola. Per questo, alla fine, s’è persuasa a rivolgersi alla polizia. E con gli agenti diretti dal vicequestore aggiunto Giovanni Bono, s’è concordato un piano per cogliere Semeraro in flagranza di reato.

La donna ha così contattato il 52enne per fissare l’ennesimo appuntamento, preparando 500 euro in banconote da 50 fotocopiate e fatte sottoscrivere alla vittima. Alle 14.20, gli agenti hanno notato Semeraro giungere a piedi nei pressi dell’abitazione della donna, senza però entrare all’interno, come concordato in precedenza. Dopo una breve telefonata e alcuni minuti d’attesa, i due si sono incontrati in una via di Galatina dov’è avvenuto lo scambio della busta contenente il denaro.

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Il passaggio è stato il momento clou: all’improvviso i poliziotti, che avevano seguito tutti i movimenti di Semeraro senza fari notare, sono usciti allo scoperto. Il 52enne ha anche tentato una fuga disperata, lasciando cadere la busta in un giardino, ma è stato comunque bloccato. E fine dei giochi, quando sono scattate le manette. 

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