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Venerdì, 19 Agosto 2022
La resa dei conti a Galatina / Galatina

Dal fair play Amante-Vergine agli stracci tra Antonica e Metallo

Nel giorno della proclamazione del nuovo sindaco scoppia la polemica a distanza sul sostegno elettorale del consigliere regionale Pd al candidato “civico” sostenuto anche da Lega e centrodestra.“Solo accanimento”, e la candidata Dem sbotta: “Incoerenza pura”

GALATINA  - Nel giorno della proclamazione in piazza Orsini per il neo sindaco di Galatina, Fabio Vergine, reduce dal successo all’ultima scheda valida nel turno di ballottaggio, è già tempo di resa dei conti a distanza nella frastagliata componente del Pd che ha ceduto il passo già al primo turno e che presenterà una determinata Sandra Antonica a guidare parte della minoranza consiliare.

E intanto è polemica aperta, a colpi di post sui social, proprio tra la candidata sindaco del centrosinistra spurio e il consigliere regionale dei Dem, Donato Metallo che, così come altri esponenti del governo regionale, quali l’assessore Sebastiano Leo, ha deciso di puntare deciso sul sostegno “all’amico” espressione della società civile, Fabio Vergine.

Candidato sul quale già convergevano simpatie e appoggi dagli ambienti del centrodestra pugliese: dalla Lega di Roberto Marti e Gianni De Blasi, al movimento del sindaco neretino Pippi Mellone (nella scorsa campagna elettorale fautore della vittoria del sindaco uscente Marcello Amante), al movimento Regione Salento dell’altro consigliere regionale Paolo Pagliaro.

Il civismo e il trasversalismo delle larghe intese, stavolta, non ha visto protagonista il Pd che ha deciso di seguire un orientamento più lineare, viaggiando sull’asse con il M5S, e con il sostegno incondizionato alla candidatura di Sandra Antonica.

L’esito del primo turno non ha dato i frutti sperati, e al ballottaggio sono approdati Vergine e l’ex sindaco Amante. Il responso delle urne ha finito per “premiere” le scelte elettorali e personalistiche mutuate da Leo e Metallo, ma nel contempo ha aperto una voragine di polemiche sulla “coerenza” politica rispetto ai percorsi e alle strade tracciate dalle segreterie dei partiti di riferimento in merito alle comunali di Galatina.

Galeotti anche i festeggiamenti a seguito del responso elettorale quando all’abbraccio traversale intorno al neo eletto sindaco, Vergine, si sono susseguite le immagini che hanno visto accomunati sullo stesso carrozzone i vari esponenti di Lega, Andare Oltre e Movimento Regione Salento e gli stessi Sebastiano Leo e Donato Metallo. Per questi ultimi anche una sporta di ostentata soddisfazione per aver puntato sul candidato giusto. E alla fine, vincente.

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Immagini che hanno fatto il paio con la bella pagina di fair play che ha visto protagonisti lo stesso Fabio Vergine e il sindaco uscente Marcello Amante, andato ad omaggiare il successo del vincitore e a sancire la pax politica in nome dell’interesse generale della città di Galatina.

Il tutto mentre la polemica galoppante ha registrato oggi la presa di posizione social proprio di Metallo, che ha chiarito la sua posizione rigettando le ridondanti contestazioni piovute sul suo capo per il sostegno, oltre i confini del Pd, al candidato di civiche e centrodestra. Posizione letta e fronteggiata con durezza dalla candidata Dem, Sandra Antonica, che dopo giornate di “rispettoso” silenzio ha finito per stigmatizzare, senza mezze misure, l’atteggiamento dell’ex sindaco di Racale.                                                                

La posizione “ibrida” di Metallo

“Quante ne sto sentendo in questi giorni. Grandi e autorevoli esponenti a pontificare, da un pulpito poco credibile, sulla mia scelta di sostenere il sindaco Vergine a Galatina” il commento apparso nel pomeriggio di martedì da parte del consigliere Metallo, “inizialmente ho pensato di non rispondere ma forse è giusto rispondere per chiarire non agli scribi dei nostri giorni ma ai tanti amici che conoscono la mia storia e la mia anima”.

“Motivazioni forti, personali e politiche mi hanno spinto a non poter condividere la prima scelta fatta dal nostro partito. Ho spiegato queste ragioni, nel dettaglio alle maggiori cariche del partito, e questi comprendendo la gravità hanno accettato la mia posizione chiedendomi di mantenere il profilo basso. Cosa che ho fatto”.

“Terminata la prima parte delle elezioni, si è andati al ballottaggio, e non entro nel merito del risultato elettorale che forse dava alla mia analisi ragione” prosegue nella sua analisi Donato Metallo, “nel ballottaggio, nessuna riunione è stata fatta, nessuna discussione, come in realtà già nella prima fase. Quindi mi sono sentito libero di schierarmi pubblicamente con la persona che stimo. Riguardo poi al fatto che quella persona fosse sostenuta anche da esponenti del centrodestra fa specie la polemica solo strumentale sollevata”.

Il consigliere regionale rammenta, infatti, come lo stesso schema, che si è prefigurato a Galatina, è stato replicato in tante altre realtà amministrative, in questa e nelle precedenti tornate, “dove i pontefici e tuttologi che ora si stanno scandalizzando, erano schierati con propri uomini o partiti fianco a fianco a quegli esponenti che ora invece mi rimproverano di avere accanto” ammonisce Metallo, “però in quel caso stranamente schieravano loro candidati e festeggiavano le vittorie ibride. Avesse vinto il già sindaco Amante avremmo avuto invece un perimetro chiaro e netto di centrosinistra?”.

“A queste persone ricordo solo che nella mia storia da provincia lotto, e di questa definizione me ne vanto, perché continuo a girare tutti i Comuni della provincia, ad ascoltare amministratori e cittadini, tante sono le tappe fatte” incalza Metallo, “potrei narrarne tante, ma mi fermo a Nardó, dove non ricordo autorevoli esponenti del centrosinistra o della sinistra venire a fare la campagna elettorale per il nostro candidato sindaco Falangone. Certo alcuni, non sono usciti pubblicamente per Mellone, ma quanti hanno lavorato su questa candidatura?”

“Se pensate che io faccia questi giochetti sporchi vi sbagliate, può non piacere la mia scelta ma è fatta alla luce del sole” chiarisce in maniera diretta Metallo, “guardate le liste e scoprirete tanti amici di amici candidati in liste che non sono quelle del Pd. Però così non si fa polemica, così si è furbi, ed io furbo non voglio esserlo. Sul Presidente Emiliano mi sono espresso più volte rivendicando un ruolo di maggior protagonismo del Pd, spesso solo o con pochi compagni che tenevano la barra dritta. Altri si sono persi sulla via di Damasco”.

“Chiudo soltanto dicendo che la mia appartenenza la rivendico forte, la rivendico per quello che ho fatto, per quello che cerco di fare” conclude il consigliere Dem, “c’è chi fa il politico di sinistra a parole, spesso radical chick, chi ha usato il partito o continua ad usarlo, lontano dalla strada e chi invece la sinistra la costruisce ogni giorno, con i fatti, quelli veri, quelli che cambiano la vita delle persone. Poi se tutto questo accanimento è dovuto solo alla mortificazione che qualcuno ci stia provando, e in molti casi ci stia riuscendo, allora è un’altra cosa, ancora più triste se possibile”.

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La reazione “sonora” di Antonica

“Ho taciuto per mesi, nel rispetto del mio partito e nella assoluta volontà di non danneggiarne l'immagine pubblica in un delicato momento elettorale. Ma adesso è ora di parlare” ha sbottato Sandra Antonica, desiderosa di replicare con “assoluta” chiarezza sulla ricostruzione difensiva di Metallo che ha viaggiato a briglia sciolta nella competizione galatinese.

“Leggo stupefatta un post del consigliere regionale Donato Metallo che sguaiatamente cerca di giustificare le vergognose foto, apparse su tutta la stampa, in cui festeggia insieme ai più autorevoli esponenti della destra leghista pugliese la vittoria di Fabio Vergine, nuovo sindaco di Galatina” rintuzza la candidata sindaco del centrosinistra.

“Si intravede, anzi si vede, un irrefrenabile consigliere regionale del Pd, gioire della vittoria del candidato suo amico dice, abbracciare e dare il cinque a tutta lo stato generale pugliese della Lega presente a festeggiare il loro legittimo candidato” incalza Sandra Antonica, “cosa ancora più grave, già al primo turno, il consigliere in questione, è stato l'ideatore ed il fautore materiale di una lista civica a favore del candidato sindaco Vergine, mentre i militanti e compagni del Pd di Galatina, con enormi sacrifici, presentavano la lista ufficiale del Partito democratico, autorizzati dal segretario regionale, dal segretario provinciale e dal commissario per il congresso, Francesco Boccia. Tutti e tre, tra l'altro, presenti in iniziative pubbliche a sostegno della lista del Pd nella campagna elettorale appena trascorsa”

“Tutto questo, probabilmente, è passato inosservato al giovane erede di Berliguer di casa nostra” evidenzia in maniera sferzante la Antonica, “forse troppo impegnato da un lato a massacrare pubblicamente il presidente Emiliano sulla nomina assessorile di Palese, dall'altro a tramare con i vertici della Lega per garantire la loro vittoria nella terza città del Salento, arrogandosi anche il diritto di giudicare legittima una scelta politica sulla base di ragioni strettamente personali. Praticamente uno statista”.

“Perchè così si descrive nella sua narrazione, il ragazzo di provincia tutto pane, politica e sudore” prosegue, “a me, che il pane me lo sono dovuto guadagnare facendo tutti i lavori più umili per mantenermi all'università, che a 23 anni ho dovuto affrontare da sola un mutuo gigantesco per aprire la mia attività professionale, beh a questa narrazione mi viene spontaneo rispondere con una sonora pernacchia. La stessa che ho fatto a coloro, amici miei fraterni, che più di un anno fà si sono recati a casa mia per chiedermi di sostenere la candidatura alle regionali di questo giovane ragazzo. Ho detto di no, adducendo motivazioni che a me parevano dirimenti nella scelta della rappresentanza politica e istituzionale di un partito come il nostro. Ma l'ho fatto a casa mia, con persone care e fidate. Non mi sono mai permessa in nessuna assemblea pubblica e di partito di denigrare un candidato. Nè a Galatina, nè a Racale, nè in nessuna altra parte del globo.

“Posso perdere le elezioni, prendermi bastonate nei fianchi, cadere e rialzarmi mille volte altre” conclude l’attuale consigliere comunale Pd, “ma sono e sarò sempre la Sandra, quella che quando il partito chiama, risponde. Altri invece, evidentemente, del partito ne fanno solo un trampolino di lancio. Poi non è cosi importante se lo si dileggia con atteggiamenti pubblici sconcertanti. Prossimo giro, prossima corsa. Non è così? A questo eroe del pragmatismo politico mi sento solo di dedicare un'ultima riflessione: anzi no. Basta solo un'altra sonora pernacchia”.

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