Domenica, 25 Luglio 2021
Galatina

Galatina, L'ASSESSORATO CHE FA DISCUTERE LA SINISTRA

Dopo l'uscita di Stefanelli e la sua adesione al Pdci si discute sull'opportunità di sottrarre la delega assessorile a Rifondazione. Frena lo stesso Stefanelli

Mentre Sandra Antonica scioglie ogni riserva sul suo ruolo di primo cittadino di Galatina, lontana da ogni tentazione da parlamentare, all'interno del suo schieramento amministrativo, qualcosa si muove, soprattutto dalle parti della Sinistra Arcobaleno di recente formazione. La recente confluenza del consigliere Leo Stefanelli nel Partito dei Comunisti Italiani ha creato una certa attenzione e una discussione circa i rapporti interni, attuali e futuri, dell'alleanza di maggioranza galatinese. Lo stesso Stefanelli fa sapere come a Galatina ed altrove nel paese, ci sia "un bisogno urgente di sinistra, di una sinistra seria e concreta che sappia leggere nel cuore della società, cogliendone il dolore ed il senso del vuoto della politica". La decisione di Stefanelli di confluire in un'altra realtà della sinistra galatinese, diversa da quella di provenienza, avrebbe suscitato una riflessione da parte di molti sull'opportunità di immediata richiesta di ritiro della delega assessorile all'avv. Roberta Forte di Rifondazione.

Ma è lo stesso Stefanelli, che ha voluto smentire con forza ogni ipotesi di questo tipo, in quanto come egli stesso afferma "c'è qualcosa di molto più importante, il futuro della sinistra a Galatina, troppe volte vittima di inconcludenti miti autoreferenziali e di infiniti litigi". Al suo appello, fa eco lo stesso assessore Forte, che, in un comunicato rende esplicita la contrarietà ad ogni "politica del pettegolezzo", che continuerebbe ad interrogarsi anacronisticamente sulle sorti della delega assessorile affidata a Rifondazione. L'assessore Forte chiarisce senza mezzi termini: "Rifondazione Comunista è presente in questa Amministrazione a pieno titolo per volontà degli elettori, che le hanno attribuito la legittimazione per partecipare attivamente alla gestione della res pubblica". Quindi aggiunge: "Le vicende, oramai note, che hanno portato il consigliere Stefanelli ad abbandonare gli scranni di Rifondazione, non hanno di certo potuto interrompere il rapporto politico che si è instaurato tra il partito della Rifondazione Comunista, la coalizione di centrosinistra ed il Sindaco, che ha deciso di mantenere fede ad un patto politico frutto di responsabilità, correttezza, e lealtà reciproca, fondato non su personalismi, ma su un progetto programmatico comune".

Pertanto, l'assessore di Rifondazione troverebbe piena legittimazione "nella forza di un partito, con il quale il Sindaco ha mantenuto un rapporto politico, nonostante l'abbandono del Consigliere, oltre che nella fiducia riposta dal Sindaco nell'assessore espresso da Rifondazione, il cui operato è da sempre rimesso, con trasparenza ed onestà intellettuale, al suo giudizio, così come a quello dei cittadini". Ma la discussione continua da giorni in una querelle che sembra andare avanti, nonostante le spiegazioni dei principali protagonisti. E il dubbio appare lecito: solo una sterile querelle ampliata pretestuosamente o spine fastidiose per la giunta Antonica?

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