Galatina Galatina

Galatina, la chiesa di San Biagio compie 500 anni

Già Santa Caterina Novella, è testimonianza della presenza degli Olivetani nella città. Celebrazioni, testi e messe per commemorare lo storico edificio di culto

La Chiesa di San Biagio, già Santa Caterina Novella, legata alla presenza degli Olivetani nella città di Galatina, compie 500 anni. "I 500 anni della nostra chiesa richiamano alla memoria un tratto non breve della storia cittadina che ha conosciuto eventi e pagine gloriose documentate dai suoi monumenti", è il commento di don Pietro Mele. "Ma dietro le pietre ci sono sempre persone, con le loro ricchezze e limiti, con la fede, il lavoro, la vita delle famiglie e della comunità. Vogliamo non solo fare 'memoria' e rendere grazie per tutto ciò, ma soprattutto essere noi pietre vive che in continuità con il nostro passato, sentono l'urgenza di portare a compimento, il tempio del Signore attraverso la lode, ma soprattutto attraverso la testimonianza dell'amore che ci fa essere 'chiesa casa di comunione'".

Martedì 4 dicembre, alle 18, presso la sala Pollio, si terrà a tale proposito un convegno. "I 500 anni del complesso monumentale di san Biagio e la presenza degli Olivetani a Galatina e nel Salento" sarà il tema trattato da don Donato Giordano, priore del monastero Olivetano di Picciano (Matera) e docente della Facoltà teologica pugliese. Giancarlo Vallone, ordinario di Storia delle dottrine politiche dell'Università di Lecce si soffermerà su "Il contesto storico della presenza degli Olivetani: Galatina tra il 500 e l'800". Verrà inoltre presentata la pubblicazione " Chiesa S. Biagio già S. Caterina Novella- Piccola Guida", di don Salvatore Bello. Sabato 8 dicembre, alle 10, presso la stessa chiesa, si terrà la solenne concelebrazione presieduta da sua eminenza Michelangelo Riccardo Tiribilli, abate generale della Congregazione Benedettina di Santa Maria di Monte Oliveto (Siracusa). Domenica, infine, alle 17, sempre presso la chiesa, un'altra solenne celebrazione, questa volta presieduta monsignor Donato Negro, arcivescovo di Otranto.

L'inizio della costruzione del monastero e della prima chiesa risale al 1507, dopo la 'concordia' del 1° giugno di quell'anno tra gli Olivetani e i Francescani ritornati nella basilica di Santa Caterina dove, dal 1494 al 1507, si erano insediati gli Olivetani per benevolenza di Alfonso II. La fabbrica del nuovo complesso sacro, assai costosa, si protrasse per circa centotrent'anni, su un progetto iniziale poi ripreso e aggiornato nel 1612 da Marcello da Lecce e da Pietro Antonio Pugliese da Galatina. La chiesa, rimasta aperta al culto anche dopo l'incameramento dei beni dei benedettini e dei rami monastici derivati, ad opera delle leggi napoleoniche (1807), nel 1892 fu affidata alla cura di una appena nata Confraternita di S. Biagio e al sacerdote Can. D. Pietro Sabella (+15 aprile 1901), primo rettore di questo luogo sacro che i galatinesi inizieranno a chiamare col titolo San Biagio accanto a quello popolare dei Bianchini (dall'abito bianco degli Olivetani). Durante la Grande Guerra e il II Conflitto Mondiale essa fu adibita ad alloggio delle truppe e a deposito del loro vettovagliamento (le tracce di ciò sono emerse nel corso dei recenti restauri 2004-'05). Un contributo notevole alla rinascita della Chiesa fu dato nella prima metà del '900 dalla Confraternita della Sacra Famiglia che, in una fase di crisi della Confraternita S. Biagio, si trasferì (anni '30) dalla Basilica di Santa Caterina d'Alessandria a San Biagio dove tuttora risiede. Il 12 febbraio 1970 l'arcivescovo di Otranto Monsignor Nicola Riezzo la elevò a parrocchia affidandone la cura a Don Salvatore Bello.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Galatina, la chiesa di San Biagio compie 500 anni

LeccePrima è in caricamento