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Foto di repertorio (@TM News/Infophoto)

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"Paga o dico tutto alla tua famiglia": donna in arresto per ricatti a sfondo sessuale

Per Sonia Mighali, 35enne di Galatina, volto ormai più che noto, si sono riaperte le porte del carcere di Lecce. Avrebbe usato il suo antico repertorio persino dopo la condanna e l'affidamento ai servizi sociali. Gli agenti di polizia del commissariato l'hanno ammanettata

GALATINA – E’ ricaduta nell’antico vizio dei ricatti a sfondo sessuale ed ha perso il beneficio dell’affidamento ai servizi sociali. Per Sonia Mighali, 35enne di Galatina, volto ormai più che noto, si sono riaperte le porte del carcere di Lecce.

Alcuni giorni addietro la donna era stata denunciata dagli agenti di polizia del commissariato locale per minaccia e tentata estorsione. Avrebbe vessato un anziano con richieste di soldi, “avvertendolo” che, in caso di diniego, avrebbe spifferato ai suoi parenti di presunte prestazioni sessuali consumate insieme. La denuncia è confluita sul tavolo del giudice, che ha deciso per il ripristino della misura cautelare.

La donna non è affatto nuova a simili trovate.  Anzi, sembra che faccia parte di un repertorio ormai classico. Fra ottobre e dicembre del 2011, infatti, avrebbe adescato un 80enne, concedendosi a prestazioni sessuali, divenute poi un’arma di ricatto. Tanto da spillare circa 14mila euro in più tranche al malcapitato, in cambio del silenzio. Pena, raccontare tutto a moglie e figli. La vicenda finì davanti ai carabinieri, che la arrestarono, fino alla condanna a tre anni e sette mesi.

mighali sonia-2-2-2Prima ancora fu arrestata per un altro fatto simile. La vittima, un 88enne. La donna avrebbe tentato di convincere l’anziano ad avere un rapporto sessuale, dopo essere salita a bordo della sua auto. Questi non accettò, e le diede comunque 50 euro. Da quel giorno, la giovane l’avrebbe subissato di richieste di denaro, sempre sotto la minaccia di raccontare alla moglie che si erano visti.

Anche in quel frangente, i fatti furono denunciati e la donna finì in arresto. Ad ammanettarla, in quel caso, furono sempre gli agenti del commissariato di Galatina.  Ora, con questo terzo episodio, maturato peraltro mentre si trovava in affidamento in prova ai servizi sociali, l’inasprimento delle misure a suo carico.  

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