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Giovedì, 18 Aprile 2024
L’imprenditore sostenuto da Donato Metallo / Galatina

“Inclusivo e trasversale”: la sfida di Vergine per rilanciare Galatina

Intervista al candidato in corsa per Palazzo Orsini che spiega il suo impegno, le linee programmatiche e le divisioni emerse nel centrosinistra locale

GALATINA – Si rinnova il consiglio comunale di Galatina, il comune più grande tra quelli che saranno coinvolti dal prossimo turno di amministrative nel Salento: sono queste le settimane decisive per i candidati in corsa per la poltrona più importante di Palazzo Orsini. Quattro i contendenti: il sindaco uscente, Marcello Amante, l’ex prima cittadina, Sandra Antonica, Antonio Antonaci e Fabio Vergine. È quest’ultimo, imprenditore “prestato alla politica” come si è definito, il protagonista di questa intervista.

La corsa elettorale è ormai entrata nel vivo. Lei si è definito un “imprenditore prestato alla politica”: com’è nata la sua candidatura?

“Nella mia vita ho avuto tantissima fortuna, sono nato in una bella famiglia, dopo gli studi ho avuto il privilegio di insegnare in Università prima e di fare impresa dopo: tutte cose su cui ho avuto modo di riflettere durante la pandemia. Ho pensato che forse dovevo restituire qualcosa alla comunità in cui vivevo, dovevo mettermi a disposizione. Così ho iniziato a parlare di questa mia idea e dell’importanza che una classe dirigente riprendesse le fila della cosa pubblica dopo 16 anni in cui in pochi avevano fatto scorrere solo livore e veleno. La crisi peggiore della nostra storia repubblicana, il covid, e l’instabilità ai confini dell’Europa sono pericoli reali e tangibili: non c’è tempo per contrapposizioni personali, vendette, ripicche e vecchie liturgie di una politica locale che è incompatibile con il futuro dei nostri figli. Così, il 19 dicembre, ho lanciato l’idea di Galatina Spazio Aperto, una lista di imprenditori, insegnanti, artigiani, di persone attive nella città. Da allora quel piccolo afflato di speranza si è trasformato in una coalizione di 11 liste e 176 candidati”. 

Il suo impegno nasce in alternativa all’esperienza amministrativa in carica: cosa pensa di poter dare alla città di diverso o migliore rispetto al sindaco Amante?

“Ho già raccontato i motivi del nostro impegno e mi limito a questo. Rispetto al sindaco Amante credo di poter mettere a disposizione una visione delle cose, della vita, del futuro che mi ha regalato tanti successi importanti. Non credo che per gestire una città importante come Galatina, sia sufficiente eseguire un compitino ragionieristico o mantenere in equilibrio un consiglio comunale senza troppa visione di futuro e in un eterno presente”.

Ci sono meriti che riconosce, invece, alla gestione dell’attuale sindaco?

“Non vi sono dubbi che si deve essere sempre riconoscenti con chi si impegna e dedica parte della propria vita per amministrare il proprio territorio, ma non è sufficiente perché il giudizio su questo impegno possa essere positivo. C’è una differenza tra portare avanti i conti per controllare la spesa e recuperare i crediti secondo regole di rientro di un commissario prefettizio e lavorare per fare crescere l’economia e aumentare il gettito nelle casse comunali. C’è una grande differenza tra osannare un prodotto tipico molto caro ai galatinesi come il pasticciotto e renderlo parte di una esperienza turistica complessiva da proporre al mondo per riempire alberghi. b&b, ristoranti, bar e negozi. Potrei continuare a lungo…”

Quali i punti cardine del suo programma amministrativo?

“Sarò telegrafico: smart city perché la tecnologia può migliorare e motivare la qualità del lavoro dei dipendenti comunali e rendere i servizi forniti a cittadini e imprese più efficaci e imparziali. Destinazione Galatina come sintesi di una strategia di marketing territoriale che si fonda sulla città d’arte e sulle nuove forme di turismo internazionale come il turismo esperienziale e lo slow tourism. Città policentrica perché Galatina deve tornare ad essere il centro pulsante di una comunità più vasta, che includa i comuni limitrofi e possa intercettare finanziamenti e occasioni che richiedono unioni territoriali di 50 o 100 mila abitanti, dal Pnrr al Fse. Il rilancio della fiera, a me particolarmente caro e vicino alle mie corde di imprenditore, attraverso una riprogettazione complessiva della zona e la trasformazione, anche con i privati, in un centro polifunzionale con sport, eventi, cinema all’aperto, ecc…”

La sua è una città che ha visto al centro del dibattito l’attenzione a questioni come l’ambiente e la salute. Quali sono le sue proposte sui temi?

Credo che un sindaco debba saper assumere iniziative che vadano oltre le proprie competenze in senso ristretto: non mi sfugge che il sindaco di un comune, pur essendo il primo responsabile sanitario della comunità, non abbia alcun potere amministrativo sull’ospedale e che le politiche energetiche e ambientali incrocino le competenze regionali e nazionali. Ciò nonostante la nostra visione, policentrica, tende proprio a costruire un sistema allargato di amministrazioni capaci di pressione adeguata per tutelare la qualità della sanità (e quindi anche del presidio ospedaliero) che va ben oltre i 27 mila abitanti di Galatina perché coinvolge anche gli abitanti dei comuni vicini some Sogliano, Soleto, Cutrofiano, ecc… Lo stesso vale per l’equilibrio, sempre difficile, tra diritto dell’ambiente e necessità di sviluppo. Nella sua enciclica Laudato Sii, papa Bergoglio sprona a promuovere un altro tipo di progresso, più sano, più umano, più sociale e più integrale e questo tipo di progresso si fonda sulla visione della natura come bene comune, anziché come oggetto di profitto e di interesse e si basa su un cambiamento nella gerarchia di valori che comporta una vita più sobria, un altro stile di vita. L’ecologia ambientale non produrrà risultati significativi se non si accompagnerà a una «ecologia economica, sociale e culturale, a una ecologia della vita quotidiana”.

La sua è dichiaratamente una coalizione civica che si rifà al “modello Draghi”: qual è il collante di questa alleanza?

“Lo ha detto lei: il modello Draghi. Abbiamo sensibilità diverse che si incontrano: la destra liberale, la sinistra riformista, il movimentismo grillino. E tanto civismo. CI tiene insieme molto di più di quanto mi aspettassi. Basti pensare che quasi quotidianamente, da un mese, ci incontriamo con referenti e candidati per scrivere il programma, per ascoltarci e raccontarci, trovando comunione di intenti e di valori. Siamo innamorati tutti della stessa visione di Galatina e condividiamo la speranza di superare un medioevo cittadino iniziato quasi 16 anni fa. Serve mettere in campo un impegno straordinario e avere come unico obiettivo una Galatina migliore, di tutti”.

In quest’ottica di sensibilità diverse che s’incontrano, il sostegno del consigliere regionale, Donato Metallo, eletto nel Pd, evidenzia però la frattura del centrosinistra locale, che si presenta ripartito in tutti gli schieramenti in campo: come spiega questo dato e che lettura politica dà, tenendo presente la possibilità di un secondo turno in cui far dialogare queste “anime” divise?

“Ho molto rispetto della gloriosa ed importante storia del riformismo italiano e locale. Purtroppo queste cose accadono quando il senso di proprietà di un’area o di un simbolo diventa prioritario rispetto agli obiettivi comunitari e collettivi. La sinistra galatinese ha una candidata volitiva e passionale, ma, ahilei, divisiva. Soprattutto con un passato cittadino non entusiasmante: una esperienza da sindaca naufragata male. Ovvio che gli elettori di quell’area desiderassero qualcosa che donasse loro il sogno di una galatina migliore piuttosto che un’offerta restaurativa. Così ci ritroviamo con la sinistra galatinese divisa in 4 parti: una in ogni coalizione. Una sorta di primaria che guarda al dopo elezione per la ricostruzione di quel campo culturale. Donato Metallo rappresenta una bella esperienza di militanza e di amministrazione, sa entusiasmare e riscaldare i cuori. Credo che il suo sarà un contributo che si rivelerà decisivo. Leggo tra i candidati della sua lista un altissimo profilo morale e culturale ed il sogno di una Galatina solidale e, ancora una volta, di tutti”.

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