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Ospedale di Galatina: cinque richieste per potenziarlo

Il Pd locale avanza le sue istanze, specificando: "Non sono negoziabili, le porteremo avanti con decisione". Alla base il piano di riordino e la riorganizzazione dell'ospedale Santa Caterina Novella

"Attivazione della terapia intensiva post chirurgica, apertura di nuove unità complesse quali pneumologia e ripristino di neurologia, urologia e geriatria". E ancora: "Miglioramento della funzionalità del pronto soccorso, con stabilizzazione delle criticità e superamento della fase acuta, potenziamento di psichiatria, gastroenterologia, nefrologia, malattie infettive, attualmente esistenti all'interno del presidio ospedaliero di Galatina. Potenziamento della medicina operante sul territorio con spostamento di tutte le attività ambulatoriali ospedaliere nel distretto; potenziamento della specialistica sul territorio per una migliore assistenza domiciliare del paziente a vantaggio della sua salute e dell'economia della Asl, nonchè per una riduzione dei costi di ospedalizzazione". Sono queste le proposte del Partito democratico di Galatina. Richieste ritenute dalla sezione locale "non negoziabili". E già si annuncia: "Saranno portate avanti con decisione".

"Tale proposta - spiegano dalla sezione galatinese - è compatibile con la pianificazione regionale, in quanto la stessa ipotesi di riorganizzazione regionale recita: 'rispetto allo standard di 4,5 per mille, risultano al momento non ancora assegnati circa 700 posti letto che potranno essere utilizzati per particolari attribuzioni a livello regionale nella fase di elaborazione del piano di riordino ospedaliero'". Con i potenziamenti richiesti, il Pd ritiene che "si potranno dare alla città risposte coerenti con il programma elettorale, sia del governo regionale, sia del governo cittadino".

Il presidio ospedaliero Santa Caterina Novella è situato nell'area nord-Ovest dell'agglomerato urbano di Galatina. Si tratta di "una struttura facilmente raggiungibile da tutte le direttrici stradali", dicono dal Pd. A livello urbanistico, è una zona F/2- attrezzature sanitarie ed assistenziali. "L'Ospedale - spiegano - sino all'anno 2002 era dotato di unità operative mediche e chirurgiche con posti letto a ciclo continuo e servizi quali: medicina, infettivi, pediatria e neonatologia con annesso nido, psichiatria, cculistica, chirurgia generale, Orl, ostetricia e ginecologia, ortopedia, cardiologia con annesso Utic, neurologia, urologia e dialisi, geriatria, direzione medica e amministrativa, pronto soccorso, servizio di anestesia, servizio trasfusionale, radiologia, laboratorio di analisi e farmacia".

"Con l'attuazione del piano di riordino della rete ospedaliera del 2002, cosiddetto "Piano Fitto", sono state soppresse neurologia, Orl, oculistica, urologia. Il reparto di geriatria è stato trasferito presso il presidio ospedaliero di Nardò. L'attuale proposta del piano regionale della salute (2008/2010) - prosegue il Pd - pone l'ospedale Santa Caterina Novella tra quelli inquadrabili nella tipologia di ospedale di base e non intermedio per mancanza '...dell'unità complessa di rianimazione...', nonostante presso la struttura operino tre unità complesse, con posti letto, in discipline intermedie per acuti, quali psichiatria, gastroenterologia e nefrologia, e nonostante sia attiva l'unità di malattie infettive".

Diverse le osservazioni che portano alle richieste, basate, secondo il Pd, sui "principi ispiratori dell'attuale proposta di piano". Ovvero: standard di dotazioni di posti letto di 4,5 per mille abitanti; rimodulazione della rete ospedaliera che preveda la individuazione di centri di riferimento tecnologicamente avanzati, intorno ai quali deve svilupparsi una rete di ospedali di primo livello o di livello intermedio, rispettivamente dotati delle discipline di base e delle discipline specialistiche richieste dalle condizioni epidemiologiche, demografiche e socio-economiche; accessibilità degli ospedali; visione innovativa".

Richieste che nascono, d'altro canto, "visti gli indicatori demografici riportati nello stesso piano regionale e considerato che la configurazione del territorio rende evidente lo sbilanciamento di posti di rianimazione tra Sud Salento e Nord Salento; che l'adeguamento degli standard, con l'apertura di una terapia intensiva post-operatoria, consentirebbe all'ospedale di possedere i requisiti indicati dal nuovo piano di riordino per gli ospedali di livello intermedio, in quanto in possesso di tutte le tipologie assistenziali richieste, ovvero della presenza delle specialità di base e di almeno quattro unità operative complesse con posti letto in discipline intermedie per acuti, nonché le unità operative complesse di cardiologia - Utic e di rianimazione e i servizi di medicina trasfusionale ed emodialisi".

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