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Sabato, 20 Aprile 2024
Galatina Galatina / Contrada Lo Vita

Terza rapina in poche ore. Feriscono anziano in casa: caccia alla banda con accento barese

Dopo i casi di Lecce e Porto Cesareo, i malviventi si sono presentati in casa di un pensionato 83enne di Collemeto, alla periferia di Galatina, con un'arma, maschere e guanti. Cercavano la cassaforte, ma sono fuggiti con alcune banconote e un fucile rubato da un armadio. Indagini a tutto spiano da parte del commissariato galatinese

GALATINA  - Rapinatori impazziti. Dopo i due preoccupanti casi, nel giro di poche ore, a Porto Cesareo e Lecce, dove i colpi hanno rischiato di trasformarsi in tragedia, un terzo episodio è avvenuto nella serata di ieri. Intorno alle 20,45, un malvivente con capelli brizzolati, alto circa un metro e 70, di corporatura robusta, si è presentato nell’abitazione di un agricoltore in pensione di Collemeto, A.C., di 83 anni, armato di fucile a canne mozze.

La vittima ha udito alcuni rumori provenire all’esterno della sua casa in campagna di contrada Lo Vita,, alla periferia di Galatina, e ha aperto la porta di ingresso pensando si trattasse di alcuni suoi parenti. Ma si è ritrovato di fronte a un rapinatore, con addosso una tuta di colore scuro. Il malvivente ha spinto il proprietari odi casa verso l’interno, seguito da altri due complici, alti circa un metro e 60, un altro sempre mascherato, il terzo con degli occhialini da piscina sul volto.

Il primo rapinatore ha colpito l’83enne alla testa, con il calcio del fucile. Per poi immobilizzarlo su una sedia vicina. “Dov’è la cassaforte?”, ha chiesto alla vittima. Forse aspettandosi che in una casa utilizzata come residenza sporadica potesse esservene una.

Gli altri due, intanto, rovistando nell’abitazione  hanno trovato nell’armadio della stanza da letto un fucile, rubato assieme alla somma di una settantina di euro, prelevata dal portafogli dell’anziano. Dalla casa, inoltre, potrebbero aver arraffato anche altri 600 euro: un importo che non è detto sia sparito. Fino alle scorse ore, nello stato di agitazione in cui versava l’uomo, non è stato possibile accertare l’ammanco.

I tre si sono poi allontanati con il bottino, costringendo il malcapitato a non muoversi. “Resta seduto o sparo”, avrebbe detto il “leader” della banda, con un accento spiccatamente barese. Usciti di casa, devono aver percorso soltanto pochi metri a piedi, per poi allontanarsi a bordo di un mezzo: il pensionato avrebbe infatti udito il rombo di un motore poco dopo. Sul posto, gli agenti di polizia del commissariato locale, assieme ai colleghi della sezione scientifica.

L’anziano è stato accompagnato presso l’ospedale di Galatina dai sanitari del 118, dove è stato medicato alla testa: la lesione che ha riportato è stata giudicata guaribile in circa due giorni. Gli investigatori, intanto, coordinati dal vicequestore aggiunto Giovanni Bono,  hanno avviato subito le ricerche dei responsabili. Sono convinti che, innanzitutto, i tre non fossero lì per caso. Evidentemente conoscevano il titolare dell’abitazione.

Che si sia trattato di un furto poi finito male, o di una rapina pianificata, è quantomeno insolito che i rapinatore si aspettassero di trovare un ingente bottino in casa di un pensionato, per giunta nell’abitazione di campagna. Se avessero pensato, inoltre, di non trovarvi nessuno, quasi certamente non si sarebbero presentati con i volti travisati, guanti e addirittura armati. Le indagini, pertanto, sono concentrate su quell’accento barese del rapinatore. Non è escluso che possa trattarsi di una persona vicina, magari non proprio di recente, all’anziano ferito.

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