Domenica, 25 Luglio 2021
Galatina Via Alessandro Manzoni, 1

“Vogliamo sposarci”, ma era una rapina. Via con fedi e gioielli per migliaia di euro

Una coppia di malviventi, intorno alle 20, si è introdotta in una gioielleria di Galatina, simulando l’acquisto di due anelli nuziali. Ha arraffato, sotto la minaccia di un taglierino, gli espositori contenenti i gioielli e ora è ricercata dai poliziotti del posto

@TM News/Infophoto

GALATINA  -  Si sono finti più innamorati che mai, ostentando un matrimonio che non “s’ha da fare” ed esibendo un coltello che ben poco ha a che fare con l’amore. Una coppia, intorno alle 20, si è presentata presso l’oreficeria “Spedicato gioielli”, nel centro di Galatina, fingendo di dover acquistare delle fedi nuziali.

L’intento, invece, era quello di mettere a segno una rapina. Un colpo perfettamente riuscito, che ha fruttato ai due malviventi un bottino di diverse migliaia di euro. I due, una volta all’interno della rivendita, al civico 1 di via Alessandro Manzoni, una strada che incrocia Corso Roma, si sono accomodati su invito della commessa, simulando l’acquisto dei due anelli che avrebbero suggellato il loro sentimento in eterno. Davanti agli espositori dei gioielli, invece, l’uomo ha tirato fuori un taglierino, minacciando la dipendente. La sua complice, intanto ha scavalcato il banco vendita, arraffando tutti i preziosi, mentre l'uomo ocntinuava a tenere sotto scacco la donna.

Hanno esortato la vittima, che si trovava da sola al momento dell’episodio, a riempire un sacco con tutte le fedi esposte, ed altri monili. Ottenuti preziosi, si sono dileguati, senza neppure preoccuparsi di essere riconosciuti. Entrambi, infatti, si sono presentati i a volto scoperto, senza alcuna precauzione, fatta eccezione che per un cappellino con visiera sulla testa dell’uomo. La vittima del colpo, intanto, ancora sotto choc, ha allertato le forze dell’ordine e lo stesso proprietario. Quest’ultimo è stato ascoltato dagli agenti di polizia del commissariato della cittadina, guidati dal viceqeustore aggiunto Giovanni Bono, e sta ricostruendo nel dettaglio l’inventario degli oggetti preziosi mancanti. Il danno è ancora in fase di quantificazione, ma potrebbe essere ingente.

Al vaglio degli investigatori, che hanno avviato da subito la caccia ai due sulla scorta della descrizione fornita dalla donna e da eventuali altri testimoni che si trovavano all’esterno, anche la presenza di videocamere interne, o esterne, all’esercizio.

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