Mercoledì, 4 Agosto 2021
Galatina

Roberta Forte fa chiarezza sulla circonvallazione sud ovest di Galatina

La vicesindaco risponde alle polemiche pervenute sul progetto inserito nella riqualificazione urbana delle periferie, premiato e finanziato dalla Regione Puglia, già dal 2008: “Trovo le critiche strumentali e pretestuose”

GALATINA – Tempo di chiarezza sulla circonvallazione sud ovest di Galatina, inserita all’interno del progetto di riqualificazione urbana delle periferie, premiato e finanziato dalla Regione Puglia già dal 2008. È questa l’esigenza del vicesindaco, Roberta Forte, che in una nota si dice stanca delle accuse, neanche tanto velate, indirizzate alla propria persona e all’amministrazione, rivendicando la propria storia e i risultati ottenuti con l’aiuto di tante persone.

“La strada mostruosa di cui si parla è una normale strada - specifica - a sole due corsie di marcia, affiancate da una pista ciclabile ed una pedonale, che mette in collegamento tre quartieri periferici della città: Nachi, 167 e San Sebastiano, le cui estremità oggi sono scollegate tra loro, costringendoci per il passaggio da uno all’altro a ripercorrere Via Galatone”.

“Su questa strada – prosegue -, che si sviluppa come un semicerchio a collegamento delle suddette periferie, si affacceranno le opere di intervento finanziate dal progetto: un centro sportivo, 14 alloggi di edilizia popolare, l’area mercatale, un asilo nido, un centro polifunzionale. Rivendico il contenuto e la valenza sociale del Pirp, di cui la strada fa parte, premiato non a caso dall’assessore Barbanente notoriamente attenta al rispetto del territorio, che del Pirp di Galatina ne fece un esempio inserito nella scuola Casr a livello regionale e che venne personalmente a spiegarlo nella stessa scuola di Via Arno”.

Altra cosa sarebbe il progetto esecutivo della strada, che è stato approvato in un pubblico consiglio comunale nel 2010 durante l’amministrazione Coluccia, “senza obiezioni da parte di alcuno, che abbiamo scoperto, subentrando nel governo cittadino, presentare delle criticità evidenti che rischiavano di vanificarne l’efficacia, per la cui soluzione ci siamo immediatamente adoperati, anche grazie alla piena disponibilità dimostrata dalla Provincia di Lecce”.

“Abbiamo ottenuto l’impegno della Provincia – spiega - a garantire l’attraversamento a raso dell’incrocio di Via Arno in prossimità della scuola, la modifica, per quanto possibile, del tracciato in prossimità della scuola materna di Via Montecassino, la tutela e la salvaguardia della quercia vallonea con la realizzazione di una zona di rispetto ed un percorso in sicurezza per i pedoni oltre ad una segnaletica illustrativa dell’esemplare, posto a 15 mt dal ciglio della pista ciclopedonale, che affiancherà la strada, distanza ritenuta sufficiente dal professor Medagli del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche dell’Università del Salento, con il quale abbiamo immediatamente attivato un dialogo per la soluzione del problema”.

Forte chiarisce come la Provincia si sia impegnata anche all’espianto dell’albero di gelso, previa relazione da parte di un fitopatologo, che verrà suggerito dallo stesso professor Medagli per accertare l’esito positivo di tale operazione, trattandosi di albero caduto su stesso da molti anni: “Pertanto – puntualizza -, trovo le continue polemiche strumentali e pretestuose, come irresponsabile è l’idea di  bloccare la realizzazione della strada, le cui conseguenze rischierebbero di portare il Comune verso il dissesto finanziario per il risarcimento del danno all’impresa appaltatrice oltre al rischio di rimborsare alla Regione l’intero finanziamento ottenuto per gli interventi legati al Pirp, che rimarrebbero fantasmi non finiti nella nostra periferia per i quali i galatinesi dovrebbero rimborsare danni per decine di milioni di euro”.

“Altro che monetine simboliche – ribadisce -, ciò comporterebbe il blocco di tutti i servizi erogati dal Comune ed un’impennata della tassazione ai cittadini. Soprattutto significherebbe rinunciare alla trasformazione della nostra periferia, che da zona dormitorio finalmente diventerà un’area integrata, collegata ed attrezzata dove svolgere attività sociali e culturali in una città in cui mancano gli spazi pubblici”.

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