Gallipoli

L’Acquedotto “scarica” i fondi. Più vicine le soluzioni del depuratore

Ufficializzata da Aqp al Comune la disponibilità di un finanziamento Cipe da 4milioni e mezzo per le opere di ampliamento e adeguamento dell'impianto di affinamento dei reflui. Errico: "Buona notizia, ma blocchiamo gli scarichi"

GALLIPOLI - Dopo i tavoli tecnici e le ipotesi progettuali, arrivano anche i fondi. E per le soluzioni relative allo scarico a mare del depuratore consortile di Gallipoli si entra nella fase concreta. Un finanziamento pari a 4 milioni e 450mila euro (fondi Cipe) è infatti destinato per il depuratore di Gallipoli, per consentire di dare il via al progetto e ai lavori per il potenziamento della struttura a servizio del comune ionico e di quelli di Alezio, Tuglie e Sannicola.

A darne notizia all’amministrazione comunale, e al primo cittadino Francesco Errico, è stato direttamente l’Acquedotto pugliese con una nota ufficiale recapitata oggi in Comune. E tale circostanza sarà quindi anche all’ordine del giorno del V commissione regionale di metà luglio che tornerà a riunirsi per l’aggiornamento sul nodo del depuratore e degli scarichi sottocosta nel mare di Gallipoli.

Messa in soffitta la soluzione della realizzazione della condotta sottomarina, dopo il tavolo tecnico del 22 maggio scorso in terra gallipolina e l’audizione della Commissione ambiente regionale, si erano già individuati dei percorsi virtuosi da seguire per risolvere definitivamente la problematica. L’assessore regionale Angela Barbanente aveva illustrato le soluzioni in itinere, mentre dal territorio gallipolino veniva ribadita con forza la volontà di tutelare ad ogni costo l’inviolabilità del proprio litorale. Ora quelle soluzioni potranno avere una valenza in più con lo stanziamento annunciato per potenziare l’impianto di affinamento delle acque reflue e il riuso della risorsa idrica.             

“Registriamo la notizia con soddisfazione” commenta il sindaco Errico, “anche perché da un fattivo

seguito all’impegno con cui l’esecutivo si è mosso sin dal suo insediamento, per affrontare e risolvere una questione ormai divenuta annosa”. Nello specifico gli interventi previsti ricadono nell’area dell’impianto esistente di via Scalelle e sono finalizzati all’adeguamento del presidio depurativo, in conformità con quanto previsto nel Piano di tutela delle acque della Regione Puglia, con particolare riferimento ad interventi che sono indirizzati a garantire più elevati standard di qualità dell’effluente e quindi, conseguentemente, tanto a migliorare quanto a minimizzare il rapporto esistente impianto-ambiente.

“Un passo importante è stato dunque fatto” aggiunge il primo cittadino, “e l’auspicio è che questo cospicuo investimento possa garantire livelli assai elevati di affinamento delle acque, per ottenere la salvaguardia ambientale ed evitare sprechi idrici. Chiarito questo, la nostra posizione originaria, su cui non siamo disposti a derogare, resta immutata. L’obiettivo principale sulla questione depuratore” conclude Errico, “è infatti la salvaguardia e l’inviolabilità del nostro mare e la balneabilità del nostro litorale, per intuibili ragioni di natura ambientale, turistica e di immagine della nostra città”

Anche l’assessore alla Qualità del territorio, Angela Barbanente aveva posto recentemente delle rassicurazioni sulle soluzioni in arrivo per la questione del depuratore consortile gallipolino. “La soluzione c’è già e su questa si sta intensamente lavorando d’intesa anche con il Comune di Gallipoli” aveva già chiarito la vice di Vendola, “è una soluzione sostenibile che consente di riusare le acque affinate ed evitare anche lo scarico in mare e quindi di consentire la balneazione nel tratto di costa nel quale oggi è vietata. Dato l’imminente potenziamento dell’impianto di Gallipoli che consentirà di affinare tutta la portata in arrivo alla piattaforma” ribadisce l’assessore regionale, “si è valutata, con la condivisione del Comune, la possibilità di estendere il distretto irriguo Brile mediante il collegamento a distretti irrigui adiacenti, di rinaturalizzare il canale dei Samari per disperdere in esso le acque affinate eccedenti il fabbisogno irriguo, di realizzare una rete irrigua a servizio degli spazi pubblici della città di Gallipoli. E ancora, di realizzare una rete di irrigazione nella fascia di rispetto dell’impianto di depurazione”.

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