Martedì, 15 Giugno 2021
Gallipoli Corso Italia

Affittavano case per la vacanza abusivamente: la vera proprietà ignara

Nasce da una segnalazione del gruppo immobiliare l'indagine della Procura, per ora a carico di ignoti. Sfollato buona parte del complesso "Corso Italia Residence" di Gallipoli

Foto di Antonio Quarta.

GALLIPOLI – Ventuno appartamenti, i più invenduti, e ventisette box auto. Un residence di lusso sorto diversi anni or sono laddove c’era un vecchio tabacchificio, oggi in carparo, marmo e pietra leccese, circondato da palme e con uno stile architettonico particolare, a due passi dal mare di Gallipoli, su Corso Italia, lungo la via per Alezio, che potrebbe aver fatto gola a qualcuno (o forse più di qualcuno) per specularvi. Ovvero, facendo affari d’oro con l’affitto di case vacanze ai turisti. Senza avere alcun titolo.

Nasce, infatti, da una segnalazione del legale rappresentante del gruppo proprietario degli immobili (Saff Srl *), un sequestro preventivo effettuato questa mattina dai militari della guardia di finanza della compagnia di Gallipoli. Si tratta di un’indagine delegata dalla Procura di Lecce. La richiesta arriva dal procuratore aggiunto Antonio De Donno e dal sostituto Maria Vallefuoco. La firma è stata apposta dal gip Carlo Cazzella

Una vicenda a dir poco singolare, quella che vede al centro il complesso conosciuto come “Corso Italia Residence”. Il reato ipotizzato, per il momento a carico di ignoti, è di invasione di edifici. Come detto, il gruppo immobiliare ha segnalato che molti appartamenti e box sarebbero stati occupati abusivamente da soggetti senza diritto. Qualcuno, duque, sarebbe entrato in possesso delle chiavi o, comunque, della disponibilità degli immobili. 

Va detto che molti immobili sono rimasti invenduti e sfitti, probabilmente per i costi alti. Eppure, il luogo deve essere apparso tutt’altro che immerso nel silenzio e nella desolazione, ma ravvivato dal vocio di accenti di mezza Italia. Questo, proprio per gli affari che si sarebbero consumati all’ombra delle palme e alle spalle della proprietà. La quale, dopo i sigilli, ha ricevuto in custodia giudiziale appartamenti e box.

La presenza dei finanzieri guidati dal maggiore Francesco Mazza, in borghese e in divisa, non è certo passata inosservata questa mattina ed è così che s’è sparsa rapidamente la voce che potesse esservi qualche operazione in atto.

Ma è proprio il tipo di operazione che lascia in qualche modo stupiti: sembra, infatti, l’altra faccia della medaglia della classica truffa delle case vacanze inesistenti, di cui Gallipoli è uno degli epicentri. In questo caso, le case vacanza esistevano, eccome, ma era il locatario a essere “inesistente”. O, per meglio dire, del tutto diverso dal vero proprietario. Che, appunto, resta il gruppo immobiliare.

L’indagine è dunque solo all’inizio. I finanzieri, come secondo passo, dovranno ascoltare tutte le persone presenti (sei famiglie locali che a quanto pare vi dimorerebbero stabilmente e sei turisti che si trovavano in altri due immobili) per capire con chi, esattamente, siano stati intessuti i rapporti e se fossero in buona fede o in qualche modo consapevoli dell’irregolarità. Ed è più che lecito supporre che, nel corso dell'estate, in vari appartamenti si siano succeduti altri turisti, rispetto ai "soli" sei trovati oggi.

* Errata corrige rispetto alla precedente versione

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