Mercoledì, 28 Luglio 2021
Gallipoli

Altri 57 migranti in balìa delle onde. Salvati anche bambini e donna incinta

A bordo di un veliero di 14 metri in difficoltà nelle acque di Santa Caterina i clandestini sono stati rimorchiati dai mezzi della guardia costiera e della finanza. A bordo cinque bambini e una ragazza al terzo mese di gravidanza

Photoart Dario Perrone (per gentile concessione).

GALLIPOLI – Dopo i diciassette migranti salvati appena ieri a largo di Leuca a bordo di un piccolo natante di 5 metri, in balia delle onde e con il motore in avaria, oggi altra mattinata di sbarchi. E con le condizioni del mare forza 4, provvidenziale ancora una volta l’intervento di uomini e mezzi della Guardia costiera e del gruppo navale della Guardia di finanza. Con una barca a vela bianca monoalbero, lunga circa 14 metri e battente bandiera degli Stati Uniti, altri 57 immigrati mediorientali e asiatici (43 uomini, nove donne e cinque bambini) hanno raggiunto le coste del Salento e sono sbarcati stamattina sul molo di Riva nel porto di Gallipoli. 

 

Alcuni degli immigrati molto provati dalla traversata, tra cui una donna al terzo mese di gravidanza, sono stati trasportati in ambulanza presso l’ospedale Sacro Cuore di Gallipoli per accertamenti,  mentre gli altri, una volta constate a terra le condizioni fisiche da parte dei sanitari della Croce rossa, sono stati trasferiti nel centro di accoglienza don Tonino Bello di Otranto a bordo di un pullman. Ad allertare i soccorsi è stata una segnalazione giunta al numero di emergenza 1530 delle Capitanerie di Porto, con la quale è stato indicato un natante in difficoltà, a causa delle proibitive condizioni meteo marine, nelle acque tra la marina di Nardò di Santa Caterina e la Montagna spaccata.
 
Immediatamente si sono dirette in zona le motovedette e un battello pneumatico della Guardia costiera e un mezzo della squadriglia navale della Guardia di Finanza di Gallipoli. I militari, viste le condizioni proibitive e in peggioramento del mare, hanno rimorchiato il veliero e lo hanno portato nel porto gallipolino dove i migranti, che dicono di essere afghani, iracheni, pachistani, siriani, turchi e del Bangladesh, sono sbarcati e hanno ricevuto le prime cure. Indagini sono state avviate dal gruppo interforze della Procura di Lecce per individuare gli scafisti che potrebbero nascondersi tra i clandestini.
 
Sul posto oltre al personale della capitaneria di porto di Gallipoli e alla Guardia di finanza, anche gli agenti della squadra nautica della polizia e i carabinieri della stazione cittadina, e le ambulanze del servizio Seus/118, il personale sanitario della Croce rossa e i volontari della protezione civile Cir di Gallipoli. 
 
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