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Ampliamento darsena di Porto Gaio. Gallipoli Futura “affonda” il progetto

L’interrogazione dei consiglieri del gruppo di opposizione si trasforma in mozione per il diniego dei pareri alla realizzazione del porto turistico. Fasano: “Interesse privato, variante da bocciare”. Minerva: “Iter iniziale, confronto su portualità”

GALLIPOLI - Nuova bagarre nell’ambito del consiglio comunale convocato per questa mattina dal presidente Rosario Solidoro, con otto punti in discussione tra cui una interrogazione urgente (trasformata in corso d’opera in mozione) sul tema della portualità privata. Il gruppo consiliare di Gallipoli Futura, con i consiglieri Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi, con puntigliosa ricerca di chiarimenti e delucidazioni, era tornato infatti sulla questione inerente il parere già espresso dal sindaco Stefano Minerva nell’ambito della conferenza dei servizi regionale per la valutazione del progetto preliminare per l’ampliamento del porto turistico di Porto Gaio che dovrebbe portare ad aumentare la capienza dei posti barca della darsena privata dagli attuali 80 ormeggi a oltre 400 posti con nuove strutture e servizi.

Una vicenda atavica che si trascina ormai da oltre un paio d’anni e sulla quale l’assise comunale non si è mai pronunciata dopo ben quattro tentativi di convocazione, mai andati a buon fine in quanto le relative sedute, incentrate sul tema della portualità e sul progetto di Porto Gaio, sono andate sempre deserte per mancanza del numero legale. Ma ora c’è un nuovo capitolo che anima il dibattito politico e sempre inerente il progetto di ampliamento della darsena privata del litorale nord di Gallipoli.

“Abbiamo scoperto noi di Gallipoli Futura che dal 30 giugno scorso è pervenuta e giace nei meandri del Comune” spiega il capogruppo Flavio Fasano, “una ulteriore richiesta, con una nota protocollata da parte della Regione Puglia, per la convocazione della nuova conferenza dei servizi fissata per il prossimo 14 gennaio 2021 per il rilascio di una concessione demaniale marittima e per l’approvazione, stavolta definitiva, del progetto di riqualificazione con ampliamento di Porto Gaio. Un mega progetto privato di porto turistico, a dir poco impattante, che si sviluppa su una grande estensione di oltre 16 ettari e prevede imponenti opere di difficile rimozione” conclude Fasano, “che, se approvato, impedirà di avere per la città un porto turistico a gestione comunale. La ricettività della nuova infrastruttura portuale è di 450 imbarcazioni fino a 40 metri di lunghezza”.

Partendo da questa valutazione di carattere politico il gruppo di Gallipoli Futura ha inteso presentare una interrogazione rivolta al sindaco Stefano Minerva e ai dirigenti comunali interessati al fine di avere contezza sull’iter procedurale in corso, ma anche per presentare la propria diffida e censura politica inoltrata già via pec all’indirizzo del sindaco, del dirigente dell’ufficio tecnico e della Commissione locale per il paesaggio.

Per Gallipoli Futura infatti è necessaria altresì “l’interruzione della procedura con obbligo preventivo di attivazione dell’iter procedurale interno al Comune di Gallipoli, per la valutazione circa l’adozione o meno della variante urbanistica”. Secondo il capogruppo Flavio Fasano infatti sull’intera procedura l’unico organo amministrativo competente ad esprimersi sulla portata e la natura del progetto di ampliamento della darsena privata, sulle prospettive dello sviluppo della portualità cittadina e sulle eventuali varianti urbanistiche da adottare, non può che essere il consiglio comunale.

Valutazioni che nell’ambito nella discussione odierna in aula, e alla luce della risposta fornita dal primo cittadino, non hanno arginato i dubbi dei consiglieri Fasano e Cataldi che, insoddisfatti delle argomentazioni della maggioranza, hanno trasformato l’interrogazione in mozione per far si che il consiglio esprima, in una prossima seduta, “il diniego alla modificazione della destinazione urbanistica dell’area interessata con variante al Prg, per totale carenza di interesse pubblico dell’opera presentata”.  

La società Porto Gaio srl di via Lecce ha chiesto l’affidamento in concessione, per la durata di trent’anni, un’area demaniale marittima a terra e di uno specchio acqueo per una superficie complessiva di oltre 157 mila metri quadri per la “riqualificazione infrastrutturale”, architettonica ed ambientale dell'area in cui insiste già la concessione demaniale marittima intestata alla stessa società che offre servizi per la portualità turistica e privata.

Con la presentazione della mozione, i consiglieri Fasano e Cataldi, propongono di impegnare il sindaco e la giunta comunale a fornire al dirigente gli indirizzi necessari perché, in ordine alla vicenda della Porto Gaio Srl, fornisca il parere negativo “dichiarando che il progetto sottoposto a conferenza di servizi non è idoneo a soddisfare in via combinata gli interessi pubblici alla valorizzazione del territorio comunale ed alla tutela del paesaggio e dell’ambiente, nonché alla migliore utilizzazione dell’area demaniale marittima nell’interesse pubblico generale”.

Di contro il sindaco Stefano Minerva nella sua replica contenuta nella risposta alla originaria interrogazione e richiamando il regolamento recante la disciplina del procedimento di concessione di beni del demanio marittimo per la realizzazione di strutture dedicate alla nautica da diporto, ha evidenziato “la sussistenza di un iter procedurale incardinato, tra l’altro alle fasi iniziali, e posto che sino alla conclusione dello stesso non vi sarà alcuna decisione finale ed impegnativa per l’Ente” precisando altresì che “la tematica della portualità, con particolare riguardo a quella turistica, è per l’amministrazione comunale una materia sul cui ragionamento va necessariamente coinvolta l’intera cittadinanza, attraverso un percorso partecipativo e di confronto dialogante con le sue diverse espressioni, a livello istituzionale, politico ed associazionistico e più in generale con quanti intendano dare il loro contributo di idee e proposte su una tematica di primaria importanza”.

MOZIONE PORTO GAIO 5.11.2020-2

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