Gallipoli

Appalto cartellonistica e corruzione, Fasano ribatte al fuoco di fila dell'accusa

E' stato il giorno dell'ex assessore provinciale e già sindaco di Gallipoli nel processo nato dall'inchiesta "Galatea 2", che ha risposto ai quesiti del pm chiarendo i rapporti con gli altri imputati e la legittimità degli atti

 

LECCE – E’ stato il gran giorno di Flavio Fasano nel processo nato dall'inchiesta denominata “Galatea 2”, che vede tra gli imputati l’ex assessore provinciale e già sindaco di Gallipoli. Fasano, per una volta, ha svestito la toga, indossata in tanti anni di carriera, per salire sul banco degli imputati e rispondere alle domande del pubblico ministero Elsa Valeria Mignone. Un fiume di domande su uno solo degli episodi contestati nell'ambito dell’inchiesta: la gara d'appalto per la rimozione della cartellonistica pubblicitaria e la gestione degli spazi pubblicitari, bandita dalla Provincia di Lecce nel mese di dicembre 2008. 
L’avvocato Fasano, sereno e tranquillo, ha risposto con precisione e meticolosa puntualità ai quesiti e alle contestazioni dell’accusa. Nessun “non so” o “non ricordo”, ma risposte precise e dettagliate, attraverso riscontri cartacei e dati. Ripercorrendo la sua avventura politica di amministratore della cosa pubblica, bruscamente interrotta all’indomani dell’arresto (64 giorni ai domiciliari), l’ex sindaco della “Città Bella” ha illustrato i vari passaggi che portarono alla gara d’appalto, chiarendo i rapporti con gli altri imputati e l’assoluta legittimità degli atti.
L’imputato ha poi spiegato come il bonifico eseguito da un altro degli imputati, l’imprenditore Alfredo Barone, accusato di corruzione in merito all’appalto per la realizzazione dell’istituto nautico di Gallipoli, fosse legato semplicemente a questioni professionali. Un bonifico bonifico di 3mila euro eseguito sul conto del Pd di Gallipoli (fu lo stesso avvocato Fasano a chiedere che la sua parcella fosse devoluta al partito), come sottoscrizione volontaria, e come tale regolarmente detratto dalle tasse. Una tesi dimostrata dai riscontri documentali. Riguardo alle intercettazioni (costate complessivamente oltre 150mila euro) l’avvocato Fasano ha fornito una chiave di lettura ben precisa degli eventi, attraverso nomi, circostanze e periodi temporali. 
DS-fasano-3-3L’ex assessore ha inoltre fornito spontaneamente, senza che alcun quesito gli fosse posto, chiarimenti in merito agli altri fatti contestati: il progetto per la realizzazione dell'istituto nautico di Gallipoli, avviato dalla Provincia di Lecce nel 2009 e la presunta assunzione illegittima di un altro indagato nel procedimento, in qualità di dirigente del Comune di Parabita. Una deposizione quella di Fasano che ha pienamente soddisfatto il collegio difensivo, formato dagli avvocati Luigi Rella e Francesco Paolo Sisto, dando una nuova deriva al processo.
Oltre a Flavio Fasano nel processo figurano come imputati l'ex amministratore della Lupiae servizi Gino Siciliano; l'imprenditore Giovanni Lagioia, ex presidente della sezione Comunicazione di Confindustria; Michele Patano, 49enne, di Triggiano (Bari), direttore tecnico del Cotup e Michela Corsi, 43enne di Roma, ex collaboratrice dell'autorità di vigilanza sui contratti pubblici. I cinque imputati devono rispondono a vario titolo di corruzione, turbativa d'asta, violazione del segreto d'ufficio e falso in atto pubblico.
 

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