Gallipoli

Errico bis alla prova di fiducia in Consiglio. Fuoco incrociato di Udc e di Barba

Dopo la revoca dell'assessore Leopizzi e l'allargamento della maggioranza a Chianella e Di Mattina è scontro tra Ruggeri e il sindaco Errico. Domani la verifica in Consiglio sul programma e le nuove alleanze. E Barba tuona: "Noi fuori dagli inciuci"

Vincenzo Barba

GALLIPOLI - Errico bis al via e alla prova di fiducia in Consiglio comunale. E sono ancora scintille in casa dell’Udc e anche il gruppo consiliare di “Oltre con Fitto”, che fa riferimento a Vincenzo Barba, è intervenuto per stigmatizzare il varo della nuova maggioranza e il nuovo “Patto per Gallipoli” che porterebbe al coinvolgimento anche dei due consiglieri della minoranza Salvatore Di Mattina (ex Fi) e Cosimo Chianella (Puglia Prima di Tutto). E proprio il senatore fittiano ritiene del tutto improponibile il nuovo scenario politico e amministrativo che intende mettere in piedi il sindaco dopo aver ritirato le sue dimissioni e soprattutto ritiene non “compatibile” il possibile sodalizio che vedrebbe il sindaco Errico “a braccetto” con il suo ex antagonista nella tornata delle comunali del 2012 e candidato della coalizione del Pdl, Toti Di Mattina.   

Il caso Gallipoli si era già infiammato negli ultimi giorni con il botta e riposta a distanza tra il segretario provinciale dello scudocrociato Salvatore Ruggeri e lo stesso sindaco Francesco Errico impegnato a superara la crisi amministrativa. La notizia della revoca dell’assessore Alberto Leopizzi (con delega ai rapporti con i Comuni ed enti pubblici, Attività istituzionali, Politiche e finanziamenti comunitari e alla Formazione professionale), atto propedeutico al nuovo corso amministrativo, e quella delle nuove manovre di “allargamento” della maggioranza in quel di Gallipoli, hanno scatenato infatti la presa di posizione del massimo esponente centrista. Il tutto mentre per sostituire l’assessore uscente sono sempre più ricorrenti le voci che indicano nel commercialista Alfonso Lovagnini il suo sostituto.

“Che il sindaco Errico possa varare una nuova giunta può risultare legittimo se l’obiettivo è quello di conservare ad ogni posto la poltrona” ha detto il segretario Udc, “ma questo atto non può trovare giustificazione alcuna sul piano dell’etica politica nel momento in cui vengono disattesi gli impegni politici assunti all’atto della costituzione di una coalizione di centrosinistra che ha vinto le elezioni amministrative”. Una presa di posizione analoga, tra l’altro, a  quella che ha portato la consigliera della Puglia in più, Titti Cataldi, a rifiutare l’appoggio ad un’amministrazione che navigherà ben “oltre” i confini del centrosinistra. Un forte rimbrotto quello del già parlamentare salentino dell’Udc contro la gestione della crisi amministrativa in quel di Gallipoli e le ultime, a suo dire, “incoerenti” decisioni del primo cittadino. “E’sufficiente leggere le dichiarazioni di ringraziamento rese alla stampa prima dall’amico Frasca, candidato con la lista Oltre con Fitto, per il sostegno ricevuto dall’assessore Piteo e dal consigliere Guglielmetti, entrambi appartenenti al centrosinistra, e successivamente quello dello stesso assessore che conferma quanto accaduto, per capire la grande confusione politica che caratterizza la città di Gallipoli” accusa diretto Ruggeri. 

E a tal proposito secondo il segretario Udc “sarebbe interessante sapere quali siano stati i criteri che hanno portato il sindaco a revocare da assessore Leopizzi e non invece l'assessore Piteo. Non possono essere in politica i rapporti di amicizia ad avere la priorità” conclude Ruggeri, “semmai devono essere altri i motivi soprattutto quando si occupano ruoli istituzionali. Comprendo che al sindaco Errico tutto questo non fa specie, ma farebbe bene a rassegnare le dimissioni e restituire la parola ai cittadini perché compiano la scelta di eleggere una nuova amministrazione credibile che abbia veramente a cuore le sorti della comunità di Gallipoli”. Un attacco frontale al quale il sindaco Errico ha replicare a stretto giro di posta. “Mi meraviglia e non poco la tempestività del segretario Ruggeri che trova il tempo di intervenire su una revoca di un assessore di una lista civica che non ha alcun colore politico, mentre per tre anni non si è mai interessato di garantire correttezza ed equilibrio all’amministrazione da me guidata” ha ribattuto il sindaco, “e senza dare neanche conto del tradimento dei due consiglieri dell’Udc che hanno cercato di mandarmi a casa, con riunioni carbonare, senza nemmeno spiegare a me e alla città le ragioni del loro insano gesto e del loro allontanamento dalla maggioranza”.

La posizione di forte dissenso espressa dal sentore Ruggeri verso una convergenza della coalizione di centrosinistra che ha portato Errico alla guida di Palazzo Balsamo ha fatto da grimaldello anche per la presa di pozione di Vincenzo e Antonio Barba che in buona sostanza prendono le distanze da ogni forma di coinvolgimento nelle manovre in atto per puntellare una nuova maggioranza “allargata” a sostegno di Errico.  “Il senatore Ruggeri ha centrato in pieno il bersaglio. Il sindaco Errico, se solo si fermasse un attimo, se solo evitasse di intestardirsi in una battaglia inutile contro i cittadini, se solo ragionasse con la sua testa, se solo facesse appello al senso di responsabilità che deriva dalla sua carica e ci tenesse un po’ di più all’immagine della città bella, non dovrebbe esitare, nemmeno un secondo, a rassegnare irrevocabilmente le dimissioni e chiudere la triste pagina amministrativa che sta svergognando il nostro territorio” attacca Vincenzo Barba. E nella immediata vigilia dell’assise comunale di domani pomeriggio il gruppo di “Oltre con Fitto” non concede sconti e margini di possibili collaborazione al governo di Errico.   

“Il sindaco sa benissimo che ha messo in piedi un’accozzaglia raccogliticcia di persone abbarbicate al legno che a stento galleggia” incalza Barba, “sarebbe invece sufficiente fare un passo indietro e consegnare Gallipoli ad un buon commissario prefettizio che le ridarebbe lustro e affronterebbe nel migliore dei modi la stagione estiva, che rappresenta il biglietto da visita della nostra economia per un anno intero. Servirebbe un’efficiente gestione commissariale contro il disastro turistico, economico, commerciale e morale che ha contraddistinto l’amministrazione negli ultimi anni. Anche perché” prosegue il già senatore azzurro, “nessun valido supporto, ci auguriamo almeno, potrà mai essere dato, a prescindere da qualche spiffero, da consiglieri dell’area di centrodestra, dal momento che le segreterie provinciali e cittadine immediatamente lo stopperebbero, considerandolo contrario alla nostra progettualità, alla nostra morale, ai nostri intendimenti, alla coerenza e alla lealtà nei confronti dei gallipolini che tre anni fa scelsero da chi volevano essere governati.

Ho, infatti, già avuto modo di dire che il nostro movimento è agli antipodi di Errico and company: dove ci sono loro, i Guglielmetti vari, non ci siamo noi e viceversa”. Da qui la chiosa finale e la condanna dei fittiani legati a Barba sullo scoglio gallipolino. “Tre anni possono bastare per esprimere un giudizio sull’amministrazione Errico” chiosa Barba, “e poi caro sindaco lei, proprio lei, come farebbe a mettersi sotto scacco proprio di Toti Di Mattina, suo avversario alle scorse comunali e contro il quale aveva detto di tutto e di più? I suoi compagni di banco sarebbero d’accordo a trattare con chi ha esposto progetti  completamente diversi dai vostri? Non si sente di stare tradendo il suo elettorato? Ecco” conclude Barba, “noi il nostro non lo tradiremo mai, al nostro elettorato al quale abbiamo promesso una seria opposizione all’attuale giunta, non volteremo le spalle”.

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