Mercoledì, 28 Luglio 2021
Gallipoli

Barba taglia Vendola: “Sacro Cuore si salva con i fatti, non a parole”

Il deputato del Pdl si dice insoddisfatto delle risultanza del vertice in difesa dell'ospedale e delle promesse della vicepresidente Capone e tiene alta la guardia sollecitando anche il sindaco. "Solo chiacchiere, più incisività"

 

GALLIPOLI - La lotta senza quartiere contro i tagli dei punti nascita dell’ospedale di Gallipoli e nell’intero arco salentino non può fermarsi. Ed è necessario che ai buoni propositi, alle promesse e alle parole seguano i fatti concreti. E così il deputato gallipolino Vincenzo Barba e il Pdl tengono alta la guardia incalzando il governo Vendola e il sindaco ionico Francesco Errico. Perché la battaglia vera si gioca  in quel di Bari. E con l’apertura delle audizioni da parte della Commissione regionale alla sanità, bisogna fare subito leva e pressione affinché le ragioni del “Sacro Cuore di Gesù” giungano sul tavolo e portino ad una revisione delle scelte di “lacrime e sangue” per i reparti di Ostetricia e Ginecologia e il depauperamento di Rianimazione, divisione mai attivata. Barba smonta anche le flebili rassicurazioni giunte dall’incontro di sabato scorso in ospedale da parte dei referenti regionali, la vicepresidente Loredana Capone in primis, e ribadisce l’invito a maggiore “incisività” da parte delle autorità locali. In attesa sempre che anche la battaglia annunciata dinnanzi al Tar possa rendere “giustizia” contro le scelte della giunta Vendola sul conto del nosocomio gallipolino.               

“La triste vicenda del depotenziamento che la Regione Puglia sta arbitrariamente perpetrando ai danni del Sacro Cuore di Gesù di Gallipoli, attraverso la chiusura del reparto di Ostetricia, la mancata apertura di quello di Rianimazione e le tante nubi che si addensano sul futuro della struttura” ammonisce Vincenzo Barba, “non ha trovato certamente una risposta opportuna nella riunione che si è svolta sabato scorso in città sul tema dei tagli alla sanità alla presenza del vicepresidente della Giunta Vendola, Loredana Capone, e di qualche consigliere della maggioranza. Allo stato dei fatti, la richiesta di chiarimento che il sottoscritto e i consiglieri di opposizione, oltre al neosindaco Errico hanno rivolto agli interlocutori, non ha ottenuto alcun riscontro credibile e rassicurante. Ci ha fatto piacere ascoltare lorsignori, per garbo e per rispetto istituzionale abbiamo manifestato, con educazione e civiltà, le nostre rimostranze, che sono le rimostranze di un intero territorio, abbiamo perfino umanamente compreso le difficoltà di chi si trova tra l’incudine delle legittime richieste dei cittadini ed il martello del decisionismo irresponsabile del Governatore di Puglia” aggiunge Barba, “ci ha fatto anche piacere che qualcuno, proprio a differenza di Vendola, ci abbia messo la faccia, abbiamo persino sopportato l’ennesima passerella, ma confermiamo con grande preoccupazione che le chiacchiere stanno a zero e che le parole non riempiono la pancia, come si suol dire”.

“Solo una mente poco lucida può partorire l’idea che tra Casarano e Gallipoli non ci debba essere un punto nascita e, soprattutto, in materia di sanità pubblica si navighi a vista, con l’ipotesi non tanto remota di impoverire e depotenziare gli ospedali storici, oberando, poi, di insostenibile lavoro le altre strutture” rincara la dose il parlamentare gallipolino che insiste nell’evidenziare altresì “che il al di là del classico scaricabarile, gli esponenti del governo e della maggioranza non hanno messo sul tavolo della discussione uno straccio di proposta alternativa”. E poi tira chirurgicamente le sue conclusioni finali Vincenzo Barba, contestando le “partigiane spartizioni” in termine di tagli sanitari messe in campo dal governo Vendola. “Che qualcuno in Regione possa arrivare a teorizzare che debbano essere i sindaci a concordare tra loro la politica dei tagli da far attuare alla Regione, significa parlare di aria fritta, o, peggio ancora, tentare di scatenare la guerra tra poveri” conclude, “non credo esisterà mai un primo cittadino che possa minimamente pensare di danneggiare la propria città e i propri cittadini a beneficio di altri. Anzi, a tal proposito, continuo ad invitare il sindaco di Gallipoli, a non essere troppo fiducioso, a non demordere, a dare un colpo d’ali alla reazione della città, facendosi battagliero portavoce, di più e meglio, delle istanze che giungono dal territorio. Noi gli staremo accanto nella consapevolezza che le chiacchiere o le belle parole dette in modo garbato da tutti gli intervenuti all’ultima convention, come detto, non sembrano portare a nulla di buono”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Barba taglia Vendola: “Sacro Cuore si salva con i fatti, non a parole”

LeccePrima è in caricamento