Martedì, 28 Settembre 2021
Gallipoli Gallipoli

Beffa a Gallipoli: via Acquedotto senza acqua

La strada in questione si trova vicino a quella interessata dalla voragine di via Firenze. E per le ultime 17 famiglie pronte al rientro nelle palazzine si prospetta
un nuovo disagio

Quando il diavolo ci metta la coda. Sembra davvero beffarda la situazione che stanno vivendo da almeno due giorni alcuni cittadini di Gallipoli. Alcune zone della città a partire dalle 9 del mattino rimangono letteralmente a secco. Un problema diffuso a macchia di leopardo tra il borgo nuovo e il centro storico. Ma la situazione beffarda a cui si accennava riguarda una traversa della città nuova, a ridosso della centralissima via Lecce. Anche qui residenti disperati e sul piede di guerra. Anche perché si sentono penalizzati due volte. Per quale motivo? Provate ad indovinare come si chiama la via alle prese con la mancanza d'acqua? Via Acquedotto! Neanche a farlo apposta. Una strada per altro molto popolata che sfocia nell'area di via Firenze teatro alcuni mesi addietro della terribile voragine che inghiottì letteralmente il terreno e costretto diverse famiglie ad evacuare le proprio abitazioni. Per quest'ultimo caso proprio in queste ore sembra in via di risoluzione la trasferta forzata degli sfollati dopo la messa in sicurezza delle due palazzine danneggiate dal crollo. Erano 17 le ultime famiglie che ancora non avevano fatto ritorno a casa per il protrarsi degli interventi di verifica delle cave ipogee e del consolidamento delle strutture, dopo la copertura del grosso cratere.

Le famiglie e sono state ospitate in parte da parenti e amici, e in parte in alcuni alberghi della città. quest'ultimi nonostante la grande disponibilità manifestata fin dai primi giorni della tragedia, con l'inizio della stagione turistica avevano comunicato alle autorità competenti la necessità di liberare le stanze delle strutture ricettive già prenotate dai turisti. E anche il commissario prefettizio, Angelo Trovato e il sub commissario Vincenzo Calignano, si erano adoperati per adottare un provvedimento tampone per il trasferimento degli sfollati. Dal fondo di riserva delle casse comunali era stato messo a disposizione un contributo di 90mila euro per il reperimento di nuove strutture o per l'affitto di abitazioni private nelle quali far dimorare le famiglie. Ora tutta l'emergenza e il disagio di quei residenti sembra volgere al termine con il rientro nei rispettivi appartamenti. nella speranza che una volta rientrate non debbano condividere l'emergenza idrica con i dirimpettai di via Acquedotto.

I quali lamentano l'impossibilità di lavarsi e di utilizzare il bene primario direttamente dai loro rubinetti: "Dove andiamo a lavarci a mare? La situazione è insostenibile" gridano all'unisono massaie e operatori commerciali della zona. Già pronti a muovere minacciosi verso il vicino palazzo comunale di via Pavia. L'inconveniente, non certo trascurabile in un periodo come quello estivo, sarebbe da imputare all'abbassamento della pressione idrica nelle condotte dell'Acquedotto pugliese. L'invito è ovviamente di trovare una soluzione adeguata per gettare "acqua" sul fuoco della esasperazione popolare visibilmente alle stelle.

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