Martedì, 27 Luglio 2021
Gallipoli

Bilancio in “cottura”. E tra De Tommasi e la Greco è scontro sulle tasse

L'ex segretario generale del Comune suona il campanello d'allarme sulle scelte dell'amministrazione Errico. E annuncia salassi per Irpef e Imu. Il vicesindaco replica: "Ha contribuito lui all'aumento della spesa pubblica"

GALLIPOLI - Bilancio comunale ancora in cottura dopo la proroga per l’approvazione fissata alla fine di ottobre, ma a palazzo Balsamo è già tempo di proclami e polemiche. E mentre il documento contabile ha fatto capolino nelle commissioni consiliari, ma non è stato ancora portato in giunta, ecco che tempestivamente arrivano le prime critiche. Un campanello d’allarme suonato da un ex illustre inquilino a palazzo di città, l’ex segretario generale Luigi De Tommasi.

Che sentenzia: “Occhio al bilancio, saranno innalzate le tasse ai massimi livelli”. Annuncia perentorio dell’ex dirigente comunale, prima ancora che la bozza del documento contabile infiammi la contrapposizione politica. E rendicontato con un copioso intervento, smontato punto per punto in queste ore dalle “delucidazioni” messe nero su bianco dal vicesindaco e assessore al ramo Antonella Greco.

L’analisi più tecnica che politica dell’ex segretario De Tommasi prefigura uno scenario poco incoraggiante per le tasche dei gallipolini. Rammenta quanto accaduto dal 1992 al 2007 l’ex dirigente comunale, dall’onta dello scioglimento dell’assise comunale per presunte infiltrazioni mafiose, alla dichiarazione del dissesto finanziario che portò ad un’azione di risanamento consistente nel blocco delle spese correnti, nella liquidazione dei debiti ai creditori, nel blocco delle assunzioni del personale e, all’aumento di tutte le imposte e tasse comunali ai massimi livelli.

“La cittadinanza pagò a caro prezzo” accusa De Tommasi “la dissennata politica delle amministrazioni di sinistra che avevano distrutto risorse pubbliche senza avere copertura finanziaria e che avevano consolidato spese correnti che non potevano essere più sostenute. I cittadini pur nella rabbia e nella incertezza economica delle famiglie sopportarono il peso del dissesto pagarono le tasse e ciò fino al 2007. Dopo, la politica, dimenticata la lezione” continua l’ex dirigente, “riprese a compiere scelte molto discutibili che portarono ad accumulare ogni anno debiti fuori bilancio anche per  cinque miliardi di lire pagati negli anni successivi con vendita di  immobili ed altri beni comunali”.

Un circolo non virtuoso che potrebbe ora riproporsi alla luce della stesura del nuovo bilancio comunale. A scapito delle tasche dei cittadini e della  programmazione per la città. Almeno secondo le previsioni di De Tommasi. Che sembra avere già un quadro chiaro e dettagliato dei conti comunali e del bilancio in itinere. “Ora siamo arrivati di nuovo al capolinea” sentenzia l’ex segretario, che spiega come non vi siano “più immobili da vendere, incassi faraonici dalle multe e di contro sono aumentate le spese  correnti, i beni comunali produttivi teoricamente di reddito vengono abbandonati a se stessi  e all’uso privato senza introiti per la collettività.

E siamo arrivati a settembre” continua perentorio, “senza un bilancio di previsione, perché non ci sono risorse neanche per coprire le spese che si sono già fatte”. Tirando le fila De Tommasi annunciava l’imminente  approvazione della bozza di bilancio da sottoporre al Consiglio nei venti giorni successivi, “ma dal cilindro spunta come nel 1992 l’aumento al massimo delle aliquote delle imposte comunali come le addizionali Irpef e Imu” conclude l’ex segretario comunale, “perchè oltre allo Stato, alla Regione Puglia ed alla Provincia anche il Comune di Gallipoli vuole la sua parte e decide di prelevare dai pensionati, lavoratori, liberi professionisti, commercianti, risorse ingenti per quattro milioni di euro per coprire il buco che anche il ritardo nell’approvazione del bilancio di previsione ha aggravato”.

L’assessore Greco smentisce le previsioni dell’ex segretario comunale e parla del “vero” bilancio di previsione

Riportiamo di seguito l’intervento integrale del vicesindaco Antonella Greco in risposta alle accuse sulle previsioni del bilancio comunale e del capitolo tassazioni:

Il già Segretario Comunale De Tommasi, anticipando la politica e i partiti, rifacendosi  a delle sue personalissime ed inattendibili fonti ufficiose, annuncia delle verità che mi permetto di mettere in discussione una per una, rinviando una analisi completa a quando il documento sarà approvato. Anticipo che mi rifarò a documenti ufficiali e non a pettegolezzi.

A Settembre siamo arrivati senza il Bilancio non perché non avessimo le risorse per coprire le spese ma perché lo stato ha prorogato i termini poiché soltanto il 28 agosto scorso sono stati comunicati, dopo essere stati rivisti i  trasferimenti e le previsioni del gettito Imu.

Il Bilancio non è stato approvato nella stragrande maggioranza dei Comuni italiani, che hanno preferito essere prudenti dinanzi ad una situazione di grande confusione normativa. E’ la prima volta nella storia italiana che il termine viene prorogato sino al 31 ottobre, De Tommasi lo sa bene. Questo la dice lunga sulle difficoltà che incontrano gli enti ad attuare una programmazione attendibile.

Tanto per fare un esempio prima del 28/8/2012 le previsione per il gettito Imu era di  5 milioni di euro, dopo il 28/8/012 è passato ad essere di 4 milioni, immaginiamoci come sarebbero stati sballati i conti se avessimo approvato il Bilancio, prima di quella data. Ciò che scrivo è verificabile dal sito del Ministero dell’Interno.

Il Sole 24 Ore di ieri riporta alcuni dati che dovrebbero far riflettere chi si accosta a commentare un Bilancio pieno di insidie e difficoltà come quello del Comune di Gallipoli. Mediamente i comuni italiani dal 2008 al 2011 hanno subito tagli dai trasferimenti pari al 43%, aumentato la Tarsu del 40%, incrementato l’addizionale Irpef del 2,5%. In prima pagina a caratteri cubitali è scritto: L’80 per cento delle città aumenta il prelievo ordinario dell’Imu. Che il Bilancio del Comune d Gallipoli sia in situazioni critiche non è notizia recente. Noi nonostante il pesante taglio dei trasferimenti erariali, non abbiamo voluto inasprire ulteriormente la pressione fiscale sulla Tarsu e mortificare ulteriormente i cittadini già vessati dallo Stato, dalla Regione e dalla Provincia per la particolare congiuntura economica. Per le altre entrate occorre fare una premessa.  Abbiamo innanzitutto cercato di contenere e razionalizzare i costi di gestione. Solo successivamente abbiamo valutato in che termini l’aumento delle altre entrate.

 Il Dr. De Tommasi ha la massima cura nell’attribuzione delle date per evitare di mettere in evidenza quelle che sono anche le sue responsabilità; infatti la spesa corrente che attualmente grava sul Comune di Gallipoli è la stessa, se non inferiore, a quella consolidata dalle Amministrazioni durante le quali aveva l’incarico di Segretario Generale del Comune di Gallipoli. Per un’Amministrazione appena insediata non era facile  porre rimedio ai guasti di precedenti amministrazioni con cui il dr. De Tommasi ha collaborato fattivamente e siamo consapevoli che dopo gli sprechi del passato oggi è necessario un forte contenimento dei costi.

Il buco nei bilanci comunali, determinato dalla pesante riduzione  dei trasferimenti erariali e dagli obiettivi molto elevati per il rispetto del patto di stabilità ha costretto tutti i Comuni ad aumentare le percentuali IMU, come riportato sempre dal Sole 24 Ore.

il Comune di Gallipoli  ha quindi  la necessità di dotarsi per il futuro di risorse in più per circa 5 milioni di euro. Lo farà  diminuendo sensibilmente  le  spese e  spuntando  un nuovo capitolato per la nettezza urbana più adeguato alle esigenze della città e con costi sicuramente più bassi  di quello attuale che fu firmato, se  non ricordo male, con il dr. De Tommasi nell’autorevole ruolo di Segretario  e Direttore Generale. Occorre inoltre chiarire che non è vero che il Comune non ha immobili da vendere.

il maggiore gettito dovuto all’aumento dell’Imu riguarderà solo quei cittadini “possidenti”(possessori di seconda casa),che quindi è giusto classificare così e non pensionati  o cittadini più deboli.

Chiaramente, nell’ambito delle ristrettezze e delle difficoltà economiche in cui ci troviamo ad operare, faremo in modo di apportare delle detrazioni per i soggetti che pur avendo una seconda casa, si trovano in particolari situazioni, come gli anziani ricoverati in case di riposo ed altri casi cui presteremo la massima attenzione.

Siamo propensi ad accettare le critiche ma  non possiamo rispondere alla demagogia di chi pensa “tanto peggio,tanto meglio” o ritiene che i cittadini si facciano imbrogliare dall’ormai usurato motto “meno tasse per tutti”.

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