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Il bidone era vicino a questo masso, nei pressi di un muretto a secco (foto di Vittorio Calosso).

Il bidone era vicino a questo masso, nei pressi di un muretto a secco (foto di Vittorio Calosso).

Orrore a Gallipoli: cadavere in un bidone, ricoperto di cemento

Il ritrovamento è avvenuto alle 2 di notte in una zona di campagna. Sul posto i carabinieri e la Dda di Lecce. Il corpo reso irriconoscibile

GALLIPOLI – Chissà da quanto tempo giaceva lì, chiuso in un bidone per combustibile, ricoperto di calce e cemento fino a essere trasformato in una macabra statua informe, simile a un calco di Pompei mal conservato.

Le sterminate campagne intorno a Gallipoli covavano un segreto indicibile che qualcuno ha voluto svelare, ieri notte, chiamando il 112. Una di quelle telefonate che devono essere prese sul serio, anche se ci si stenta a credere. Le indicazioni, abbastanza precise. E le ricerche, andate avanti fino all’una e mezzo di notte. Fin quando, cioè, i carabinieri della compagnia comandata dal tenente Francesco Battaglia, hanno trovato un bidone verde. Dentro, c’era la “sorpresa” preannunciata.   

Un ritrovamento non solo raccapricciante, viste le condizioni in cui versava il corpo, ma che sembra celare anche un messaggio molto sinistro. Le modalità sembrano richiamare quelle mafiose.

Di sicuro, ci sono stati pochi riguardi per quell’uomo e la morte stessa, come sia avvenuta, per ora è un mistero. Così come un mistero è l’identità. O meglio, su chi possa essere il “desaparecido”, cova il massimo riserbo. Ma secondo indiscrezioni, una pista porterebbe a un extracomunitario marocchino, la cui scomparsa è stata denunciata in estate, nel mese di giugno. Solo un’ipotesi, al momento. L’unica certezza: quel corpo è di un soggetto maschio, di corporatura magra e di altezza media. Avvisato del ritrovamento, sul posto è intervenuto il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, Alessio Coccioli.

Tutto è nato, come detto, quando sul 112 è arrivata quella strana segnalazione. L'anonimo ha fornito anche qualche indicazione, spiegando ai carabinieri che avrebbero potuto trovare il corpo in un fusto all’interno di una zona agricola nei pressi di via Mahatma Ghandi, illustrando anche gli edifici grossomodo più vicini, fra cui un supermercato, per potervi arrivare. Per la precisione, si tratta di un'area di Contrada Monaci. Una pineta non lontanta dalla statale 274 Gallipoli-Leuca. Si arriva lasciandosi alle spalle il quartiere Lido San Giovanni e lo stadio “Bianco”. Un punto isolato, molto al di fuori della cittadina.

Il fusto era adagiato in posizione orizzontale, coperto da rami secchi. L’estremità si presentava sigillata da pietre e cemento. Sarebbero potuti trascorrere anche anni prima che qualcuno se ne accorgesse, senza una soffiata. Con l'aiuto dei vigili del fuoco di Gallipoli e dei militari della Sezione rilievi del Reparto operativo, è stato estratto il contenuto. Liberato da calce e pietre, si è così alla fine presentato il cadavere.

Sul posto è intervenuto anche il medico legale Roberto Vaglio per le fasi preliminari dell’ispezione cadaverica. Saranno ora gli esami autoptici e antropometrici ad accertare la data e le cause della morte e a individuare l’identità dell'uomo. Ad accertare, cioè, se si tratti, ad esempio, del già citato nordafricano o di qualcun altro. Il cadavere è stato trasportato presso la camera mortuaria dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Per sciogliere i primi dubbi, si procederà con una comparazione del Dna di un parente dello scomparso con quello prelevato da un lembo di pelle della salma.

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