Gallipoli

Antiche torri da difesa e cannoniere. Il Comune pensa al recupero

Nel corso dei lavori lungo le mura tornano alla luce le postazioni di difesa del bastione Sant'Agata e della Torre Purità. E si ripropone il progetto Gallipoli sotterranea

Un'area dello scavo.

GALLIPOLI -  In origine dovevano essere tradizionali interventi legati alla perizia di variante per i lavori di completamento, recupero e valorizzazione delle mura urbiche, della sede stradale e dei marciapiedi lungo la riviera della Purità.

In corso d’opera però sono emerse le già note testimonianze storiche e architettoniche dell’antica città fortificata del borgo antico gallipolino e così gli scavi, in alcuni punti (come suggerito anche dal presidente di Gallipoli Nostra, Elio Pindinelli), sono dovuti proseguire con più circospezione e profondità con l’interessamento della Soprintendenza ai beni archeologici di Taranto e la consulenza diretta della società di fiducia dell’ente e che ha effettuato i primi rilievi della Akra Iapygia.

Un pezzo delle architetture difensive originarie delle mura fortificate, e interrate all’inizio dell’800, tornano alla luce in particolare lungo il bastione di Sant’Agata o delle Saponere e ora anche nella zona antistante la chiesa della Purità dove il recente scavo per il completamento della rete pluviale prevista nel progetto ha “spolverato” il paramento esterno della vecchia Torre della Purità che prima dell’edificazione dell’omonima chiesa era indicata come Torre delle Ghizzane o fortino di San Guglielmo. Era l’unica torre semicircolare non direttamente bagnata dal mare che intorno al 1875 fu inglobata nelle opere edilizie di riempimento per l’allargamento della riviera, per creare il piazzale antistante la chiesa, e per realizzare la rampa di discesa verso la rinomata spiaggetta sottostante.

SDC_8876-2Su tale ritrovamento nella mattinata di oggi, su disposizione dell’ufficio tecnico comunale diretto dall’ingegnere Giuseppe Cataldi, è stato effettuato un nuovo sopralluogo da parte dei responsabili tecnici della soprintendenza. Il Comune ha infatti disposto i relativi rilievi e sta valutando l’opportunità di procedere ad un recupero o restauro degli antichi tesori che si fanno largo tra scavi e cantieri riproponendo in auge un recente progetto già avviato dall’amministrazione del sindaco Francesco Errico per far riemergere la “Gallipoli sotterranea”. Ovvero un percorso di ricongiungimento, attraverso un’ideale e suggestiva “via dell’olio”, tra i frantoi ipogei, le cisterne dell’oro verde e le antiche saponiere di cui è notoriamente ricca la città nascosta raccolta sotto i meandri dell’isola del centro storico. E che potrebbe, e dovrebbe, annoverare anche le antiche postazioni di difesa e le fortificazioni che puntualmente riemergono alla luce.

In tale direzione proseguono anche gli scavi funzionali e stratigrafici e i saggi archeologici nella zona del bastione di Sant’Agata (unito al bastione di San Francesco con dei cunicoli comunicanti per la difesa e la sortita dei militari), dove già nei giorni scorsi era venuta alla luce la parte superiore della postazione di difesa e l’antica cannoniera che oltre alle bocche per l’artiglieria, ora visibili lungo il perimetro delle mura, dovrebbe essere costituita anche da vani e polveriere che furono interrate nei secoli scorsi. Su insistenza sempre del presidente di Gallipoli Nostra, Elio Pindinelli, è stato chiesto ai responsabili comunali e agli addetti ai lavori di effettuare gli scavi al di sotto dei canonici 50 centimetri di ispezione nel tentativo di giungere alla volta della stanza inferiore del bastione che si prevede possa essere rimasta ancora integra e recuperabile.                    

         
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