Gallipoli

Cantiere e lavori fermi in via Firenze? Il Comune tranquillizza le famiglie

Trivella ferma e cantiere deserto per alcuni giorni e tra le famiglie sgomberate cresce la preoccupazione per possibili ritardi. L’assessore ai lavori pubblici, Stasi, e il sindaco Errico chiariscono: “Nessun blocco, verifiche in atto sui materiali e la sicurezza”

GALLIPOLI – Quella calma protratta per diversi giorni nella zona del cantiere di via Firenze e un nuovo fronte di protesta nei confronti dell’amministrazione comunale. E tra i residenti torna la preoccupazione. E anche la rabbia. Anche se il timore di un nuovo blocco dei lavori e di ulteriori ritardi sulla tabella di marcia degli interventi di messa in sicurezza dell’area interessata dalla voragine del 2007, è subito acquietato dalle rassicurazioni che giungono dal Comune che smorza i toni allarmistici e chiarisce la questione nel dettaglio. In questi, giorni dopo la recinzione dell’area oggetto degli interventi e l’interdizione del traffico e l’arrivo di una trivella posizionata in loco, il cantiere è apparso di nuovo fermo. E non solo nelle giornate di pioggia.

Da qui il capannello di alcune delle famiglie che sono state sgomberate per consentire la realizzazione delle opere in sicurezza, che ogni mattina si radunano nei pressi del cantiere e delle abitazioni per verificare la ripresa degli interventi della ditta esecutrice. E in attesa anche di ricevere, magari, notizie dirette da parte dell’amministrazione comunale e degli uffici, sullo stato di calma apparente nel cantiere. Ieri è stato apposto anche uno striscione simbolico di protesta, poi rimosso: “Un mese senza lavori, vogliamo la verità” recitava la scritta sulla recinzione.

Il bisticcio di comunicazione sembra essere nato dalla notizia, rimbalzata ai residenti, riguardante la trivella per l’esecuzione di lavori che secondo tali voci sarebbe rotta. E da qui il nuovo stop (negli ultimi giorni mezzi fermi e nessun operaio in giro almeno in superficie) che ha fatto nuovamente crescere l’allarme per un ulteriore slittamento della conclusione delle opere di consolidamento delle cave oltre il 30 giugno prossimo. Termine entro il quale le famiglie che hanno trovato un alloggio temporaneo in locazione (per lo più in abitazioni estive che i proprietari hanno già intenzione di affittare ai turisti senza concedere deroghe agli attuali occupanti) dovranno far rientro tassativo nelle loro case. Ma in realtà il cantiere della Idrogeo srl non sarebbe in letargo a lungo termine da quanto spiegano dalla vicina sede comunale di via Pavia.

“Voglio tranquillizzare i residenti di via Firenze e delle zone limitrofe” spiega l’assessore ai Lavori pubblici Felice Stasi, “il cantiere non è bloccato. Il fatto che mezzi e la trivella non siano per ora attivi ha generato comprensibilmente confusione e falso allarme tra i residenti che hanno abbandonato le loro case, ma sia l’amministrazione comunale che l’ufficio tecnico stanno controllando che tutte le procedure siano in regola e vigileranno sulle attività delle ditte esecutrici. Attualmente” spiega ancora l’assessore Stasi, “si stanno effettuando i saggi e i controlli sui materiali, le verifiche sulle armature in cemento armato, e tutti gli accertamenti tecnici per eliminare infiltrazioni e ogni elemento di criticità che possa consentire di portare a termine le operazione di consolidamento.  E così come ha promesso il sindaco Errico” conclude Stasi, “riusciremo a rispettare i tempi di ultimazione dei lavori”.

E sulla questione anche il sindaco Francesco Errico ha inteso rasserenare gli animi con una comunicazione istituzionale per fornire dei chiarimenti alle legittime rimostranze di residenti e operatori commerciali costretti ad abbandonare temporaneamente  abitazioni e  negozi per garantire i lavori di consolidamento delle cave sotterranee. “I lavori di via Firenze non stanno subendo nessun rallentamento né fasi di stallo, visto che il periodo trascorso è servito esclusivamente per effettuare verifiche tecniche e saggi dei materiali, che rappresentano un passaggio obbligato considerando la complessità dell'attività che si sta eseguendo.

SDC11124-2Questo sempre nell’ottica del principio per cui quest’intervento è stato predisposto, vale a dire la sicurezza e l’incolumità dei residenti”, ha spiegato il primo cittadino intervenendo così sul nodo dei lavori della zona di via Firenze, Siena, Acquedotto e Galatina. “In questa primo lotto di intervento c’è una fase di studi e saggi che non è visibile e che può ingenerare dubbi sulla regolare prosecuzione dei lavori” spiega ancora il sindaco, “dubbi però che non hanno ragione di esistere perché, come detto, vi è a monte un’attività di verifiche, controlli ed esami che orienteranno l’intervento successivo, grazie al quale garantiremo in via definitiva sicurezza e tranquillità ai residenti delle zone interessate dai lavori”.

Per questo motivo Errico ha ritenuto “necessario e doveroso” il intervento anche per fugare “congetture e illazioni del sentito dire che nulla hanno a che fare con il reale andamento dei lavori” sui quali gli uffici comunali stanno costantemente vigilando. “Vorrei ricordare che è anche interesse del Comune concludere nei tempi previsti questi lavori che, tra intervento e sostegno alle famiglie ed esercizi commerciali sta costando una cifra vicina al milione di euro, non proprio marginale per il nostro bilancio” ha puntualizzato ancora Errico, “tuttavia siamo sempre più persuasi della necessità dell’intervento, perché per noi l’incolumità e la sicurezza dei cittadini vengono prima di tutto”.

Per questo il primo cittadino ha ribadito che continuerà l’attività di controllo e monitoraggio da parte del Comune. “Proprio ieri ho incontrato personalmente l’ingegnere Rocco Gnoni, geologo e referente della ditta che esegue l’intervento” conclude il sindaco Errico, “cercando ed ottenendo rassicurazioni sulla tempistica dei lavori e sul rispetto di quanto previsto all’affidamento dell’appalto”. Il Comune per ora ha garantito anche la prima tranche degli indennizzi per alleviare i disagi, pari a mille euro per nucleo familiare. E per il momento dunque non resta che attendere che il cantiere torni a vivacizzarsi e possa entrare a regime. In modo da poter tranquillizzare, anche visivamente, le famiglie. 

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