Gallipoli

Tassa rifiuti da rivedere nei camping. Ok dalla Commissione tributaria

Lo Sportello dei Diritti della provincia di Lecce segnala un’importante sentenza su ricorso del campeggio gallipolino “La Masseria” relativo alle tariffe della Tarsu. “I bungalow devono essere equiparati alle civili abitazioni”

GALLIPOLI - Tasse e balzelli sulla raccolta dei rifiuti da rivedere in particolare nelle aree dei camping salentini. E quanto disposto in merito da una recente sentenza della Commissione tributaria provinciale di Lecce, in favore del noto campeggio “La Masseria” di Gallipoli, è destinato a fare giurisprudenza e ad imporre alle amministrazioni comunali un sostanziale cambio di rotta su aliquote o tariffe. Questo è quanto evidenzia anche Giovanni D’Agata, fondatore e presidente dello “Sportello dei Diritti” della provincia di Lecce, che rileva come la sentenza in questione sia particolarmente importante, anche a livello nazionale, per far comprendere ai Comuni che “le strutture fisse abitative devono sempre essere tassate come le civili abitazioni e non devono subire un ingiustificato aumento soltanto perché inserite in strutture alberghiere o campeggi”.

La recente sentenza della seconda sezione della Commissione tributaria provinciale di Lecce, presieduta da Mario Fiorella (depositata il 7 maggio scorso), su ricorso redatto dall’avvocato Maurizio Villani, ha stabilito l’importante principio che le strutture fisse abitative dei campeggi, per esempio i bungalow, devono essere tassate con l’aliquota unica delle civili abitazioni pari a 2,30 euro, che logicamente è molto più bassa rispetto alle tariffe previste genericamente per i campeggi e fissate invece a 3,30 euro. In questo modo, il campeggio gallipolino in questione dovrà pagare una tarsu sensibilmente inferiore rispetto a quella imposta e richiesta dal Comune. “I bungalow devono essere equiparati alle civili abitazioni” spiega D’Agata, “e i comuni non possono pretendere aumenti ingiustificati”. 

In senso estensivo  per i campeggi arriva la concreta possibilità di avere una tariffa riequilibrata relativa alla tarsu per tutte le aree o strutture fisse destinate alla sola ricezione: dai bungalow, alle piazzole, alle mobilhome e via dicendo. Nel caso specifico con il ricorso presentato nel luglio del 2010, i titolari del campeggio gallipolino “La Masseria” (che per altro ha ottenuto l’autorizzazione comunale alla raccolta e smaltimento in proprio e a proprie spese dei rifiuti non pericolosi assimilati agli urbani, ma non per questo alla riduzione o esclusione del pagamento del tributo), avevano impugnato la cartella di pagamento, notificata dall’agente di riscossione Equitalia nell’aprile dello stesso anno, e relativa alla tassa sui rifiuti del 2008 per un importo di poco superiore ai 39mila euro.
 
Pur non trovando accoglimento la richiesta di annullamento da parte dei ricorrenti per “l’inesistenza della notifica, l’illegittimità della tariffa, e il difetto di motivazione e sottoscrizione”, il ricorso è stato poi accolto nell’ambito della richiesta in subordine della “riliquidazione della tassa dovuta in applicazione della tariffa prevista per le abitazioni private”. In buona sostanza e in sintesi la commissione tributaria ha ritenuto valida e accolto la richiesta del campeggio La Masseria in quanto “appare irragionevole ritenere che un nucleo familiare in vacanza produca più rifiuti di quelli prodotti ordinariamente nella propria abitazione, mentre tale discorso non vale per le altre superfici aperte al pubblico, alle quali hanno accesso numerose persone, e quindi hanno una potenzialità a creare maggiori rifiuti”.

Il Comune di Gallipoli dunque sulla scorta di tale sentenza dovrà provvedere alla riliquidazione della tarsu, distinguendo le varie aree e assimilando le superfici delle strutture fisse abitative a quelle delle civili abitazioni. “I Comuni le inventano tutte pur di far cassa” conclude D’Agata, “e la giustizia, anche quella tributaria può censurare gli eccessi delle amministrazioni comunali che a volte pretendono più di quanto la legge consenta d’imporre”.

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