Mercoledì, 28 Luglio 2021
Gallipoli

Condotta “affondata”. Via libera ad affinamento e depurazione verde

Dopo l'ultimo vertice in Comune ribadita la volontà di Regione e Aqp di potenziare l'impianto di trattamento dei reflui e il riuso in agricoltura e nel parco naturale. Ok di Sel. "La condotta? Solo se il Comune si accolla i costi"

GALLIPOLI – Scarichi a mare e depuratore consortile di Gallipoli, la questione resta sempre aperta. Con la soluzione della condotta sottomarina sul litorale nord quasi definitivamente posta in archivio, ora si spinge sempre più verso il potenziamento dell’impianto di affinamento e sulla fitodepurazione. Il nodo del blocco degli scarichi a mare arriva ad un bivio. E si spera di incanalare subito la via definitiva per risolvere la questione ambientale legata al depuratore consortile di Gallipoli, Alezio, Sannicola e Tuglie. Nel recente sopralluogo tecnico con i referenti della Regione, di Acquedotto pugliese, Comune e Consorzio di bonifica si è discusso del potenziamento della fase di affinamento e di come utilizzare le acque affinate al fine di massimizzare il riutilizzo della risorsa idrica.

Nello specifico l'acquedotto si è impegnato a potenziare l'impianto e la rete di distribuzione dei reflui affinati (un progetto che prevede un costo che si aggira sui 4 milioni di euro e sul quale, al momento, ci sono dichiarazioni d’intenti ma non ancora atti ufficiali deliberati e reperibili) e il consorzio di bonifica “Ugento-Li foggi” ha concordato con lo stesso ente quali comprensori irrigui possono essere potenzialmente interessati e si è impegnato da approfondire la questione al fine di promuovere il riuso ai fini irrigui e allargare l'utenza che usufruisce di tale risorsa.  

Il Comune da parte sua si è impegnato a proporre un progetto per la realizzazione di una rete duale che garantisca l'irrigazione delle aree verdi in ambito urbano. Più in generale il potenziamento dell’impianto di trattamento dei reflui consentirà di utilizzare l’acqua affinata per tutti gli altri usi non potabili: per lavare le strade, i cassonetti, per rifornire le cisterne dei mezzi dei vigili del fuoco, e per irrigare il verde urbano e per opere di rinaturalizzazione nel parco naturale.

All’incontro, grazie all’intercessione del sindaco Francesco Errico e dell’amministrazione comunale e su interessamento del consigliere regionale Antonio Galati, hanno preso parte anche i tecnici di Sel, Enrico Ancora e l’ecologo della Lipu, Luciano Scarpina. Su proposta dello stesso Scarpina il Comune si è impegnato a proporre un progetto di rinaturalizzazione del tratto terminale del canale dei Samari per migliorarne la permeabilità e renderlo più idoneo a ricevere parte dei reflui depurati. Sul nodo condotta sottomarina l'Aqp ha specificato che “la realizzazione della condotta non è prevista dal Piano tutela delle acque” (anche per questo l’ex assessore Amati ne chiedeva la modifica), e quindi non è finanziabile a meno che “non sia lo stesso Comune a sobbarcarsi l'intero importo” di realizzazione dell'opera. Una chimera, ovviamente, con i tempi che corrono.

correnti contrarie-3Su questo i tecnici di Sel in particolare hanno ribadito ancora una volta forti perplessità, ribadendo che la condotta sottomarina metterebbe a serio rischio integrità e qualità dell'ecosistema marino. Il sindaco Errico ha ribadito invece di essere aperto a tutte le soluzioni purché si riesca a togliere il divieto di balneazione dal chilometro di costa ad oggi interdetto. L'acquedotto pugliese ora coordinerà le azioni di potenziamento dell'affinamento, della rete irrigua e duale e del riuso ai fini naturalistici nell’area del parco naturale. Nella speranza che lo scarico a mare venga definitivamente e realmente debellato.

“In questi giorni abbiamo appreso da fonti giornalistiche delle prese di posizione del sindaco di Gallipoli, di alcuni consiglieri regionali di opposizione e della maggioranza, a favore della condotta sottomarina” scrive in una nota il segretario cittadino di Sel, Massimo Esposito, “questo per Sel è fonte di grave preoccupazione in quanto il problema della condotta  sembra sia diventato solo una questione di principio, e la sua eventuale mancata realizzazione oggi è intesa da taluni soggetti politici come una sconfitta di posizioni personalistiche e di mera contrapposizione trascurando di fatto il bene della città. Per questo il nostro partito sarà vigile e presente” continua Esposito, “sia a livello locale sia in Regione con il consigliere Galati e se si valuteranno situazioni per così dire opache saremo pronti a farci valere in tutte le sedi. Per noi la via è indicata: affinamento al 100 per cento e fitodepurazione. Adesso passiamo ai fatti e apriamo i cantieri. Non c’è altro tempo da perdere”.

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