Domenica, 21 Luglio 2024
Per Minerva testo “allusivo” / Gallipoli

Consiglio, commissione di controllo ko. Scintille sulla questione morale

Bocciata la proposta dell’opposizione di riproporre l’istituzione dell’organo di garanzia per la verifica dell’attività amministrativa. Contestato il riferimento della delibera ad “una mole di atti viziati”. Scontro Fasano-Venneri. Pepe: “Basta fango sulla città”

GALLIPOLI - Bocciata dalla maggioranza la proposta riveniente dal gruppo di Gallipoli Futura di riproporre l’istituzione della commissione di controllo e garanzia per la verifica dell’attività amministrativa. Tra il disappunto palesato dal capogruppo Flavio Fasano, il tentativo conciliatore (non andato a buon fine) del consigliere della civica Cantiere 73014, Matteo Spada, e le ragioni della maggioranza spiegate dal sindaco Stefano Minerva per il quale “il testo allusivo della delibera non poteva essere avallato politicamente”.

E’ tornato a riunirsi il consiglio comunale gallipolino, convocato dal presidente Rosario Solidoro, nel quale l’opposizione è tornata a chiedere, con vigore, la modifica del regolamento sul funzionamento dell’assise comunale con l’istituzione della Commissione permanente di garanzia e di controllo sull’attività amministrativa.

L’assise comunale era chiamata a trattare quatto punti all’ordine del giorno tra le approvazioni tecniche del bilancio consolidato al 31 dicembre 2022, una variazione di bilancio che apre le porte alla futura progettualità della nuova piscina comunale (inserita nel piano delle opere pubbliche a completamento dell’impianto sportivo di via Pasolini e da finanziarie con un mutuo di oltre 3 milioni e 700 mila euro a interessi zero con il Credito sportivo d restituire in 15 anni).  E il riconoscimento, la legittimità e il provvedimento di ripiano di alcuni debiti fuori bilancio.

Il quarto e ultimo punto riguardava la riproposizione della modifica del regolamento sull’organizzazione e sul funzionamento del consiglio comunale con l’istituzione di una commissione permanente di controllo e garanzia sugli atti della pubblica amministrazione.

La richiesta di Gallipoli Futura

Una proposta che muoveva ancora una volta dai banchi del gruppo consiliare di Gallipoli Futura (con riferimento stavolta anche all’analoga istituzione in quel di Nardò) e che già nel 2016 e poi nel gennaio del 2022 aveva presentato identica richiesta ed esigenza atteso che tale commissione vede per altro la presidenza appannaggio dei gruppi di minoranza. E ancorché perché anche nelle relazioni della Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, viene sempre più richiesta a sindaci e amministrazioni comunali di incentivare l’attuazione del sistema dei controlli interni della pubblica amministrazione

Nella precedente formulazione della richiesta, mai approvata dal consiglio, il gruppo dell’opposizione aveva già evidenziato come la stessa Corte dei Conti aveva mosso alcune “chiare censure alla precedente amministrazione, con contestuali raccomandazioni per il futuro avendo la stessa, per il rendiconto di gestione dell’esercizio finanziario 2019, constatato irregolarità contabili e criticità”.

Anche per queste ragioni e alla luce anche delle recenti vicende giudiziarie e amministrative, Gallipoli Futura insisteva per l’approvazione della Commissione permanente di garanzia per uniformarsi anche all’attività di controllo che riguarda la stragrande maggioranza dei Comuni d’Italia.

Nella scorsa legislatura la proposta non fu accolta per la mancanza degli estremi di legge per avviare la procedura, ovvero principalmente perché la proposta di delibera non era stata presentata da almeno un quinto dei consiglieri. Situazione oggi mutata alla base della nuova richiesta, dopo ni ritiro dello scorso anno, formulata dai quattro consiglieri dell’opposizione Flavio Fasano, Antonella Russo, Antonio Barba e Daniele Benvenga, sulla quale vie era la convergenza anche di Cantiere 73014.

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Il voto e le ragioni della “bocciatura”

Nonostante la necessità di un doppio emendamento per la modifica del testo della delibera, la proposta non è passata all’esame del consiglio: nove i voti contrari dei consiglieri di maggioranza, e cinque quelli a favore espressi da parte gruppo di Gallipoli Futura e del consigliere Matteo Spada (Cantiere 73014).

Il sindaco Stefano Minerva ha spiegato la sua contrarietà “politica” all’approvazione della delibera presentata da Gallipoli Futura, contestando la premessa testuale che faceva riferimento ad “una mole di atti amministrativi viziati”. Per il primo cittadino e la sua maggioranza l’unica via percorribile sarebbe stata quella del ritiro dell’atto e della riformulazione del testo “allusivo” della delibera, compresi gli emendamenti legati alla modalità di assegnazione della presidenza alle minoranza sulla base della cifra elettorale dei consiglieri e alla competenza specifica della commissione sull’attività generale e non sugli atti della pubblica amministrazione, come segnalato anche dal parere tecnico del segretario comunale.

Il capogruppo di Gallipoli Futura, Flavio Fasano, si è espresso favorevolmente a presentare gli emendamenti (poi votati con astensione della maggioranza), ma non ha inteso ritirare nuovamente la delibera. Che è stata poi messa a votazione e bocciata.

Scintille in apertura di seduta anche sula questione morale “invocata” con una interrogazione urgente di Gallipoli Futura che ha chiesto lumi sulla vicenda legata ad uno dei componenti dell’Oiv comunale, finito nel fascicolo d’inchiesta della procura di Potenza, e sulla decisione o meno del sindaco di sospenderlo “opportunamente” dalla carica. L’attacco mosso all’indirizzo del sindaco ha scatenato anche la reazione “passionale” del consigliere della maggioranza Corrado Venneri.

Consigliera Pepe: “Basta fango e insinuazioni”   

A margine dei lavori in aula, il capogruppo della lista La Forza del Cuore, la consigliera Serena Pepe, ha inteso sottolineare e soprattutto giustificare il suo voto contrario alla proposta del gruppo di Gallipoli Futura riguardante l’inserimento di una Commissione permanente di controllo e garanzia sugli atti della pubblica amministrazione.

“Preciso che ogni consigliere nell’espletamento delle sue funzioni in qualsiasi stato democratico abbia il diritto e il dovere del controllo politico amministrativo” esordisce nella sua nota la consigliera di maggioranza, “sembra però che qualcuno voglia istituire un tribunale speciale a garanzia di non si sa di che cosa. A me e ai miei colleghi consiglieri spetta il dovere di essere sentinelle nella legalità in qualsiasi atto politico amministrativo che questa maggioranza propone. 

“Mi duole il cuore, anche e soprattutto per l’amore che nutro per questa città, leggere e sentire, da parte dell’opposizione, la richiesta continua imperterrita, e soprattutto insistente e insensata di un fantomatico scioglimento del consiglio comunale” incalza la consigliera Pepe, “ricordo a tutta la cittadinanza l’offesa ricevuta, e già affrontata da questa comunità, negli anni ‘90, quando fu sciolto il consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, voluto, sposato e decretato da chi oggi siede nei banchi dell’opposizione. Nessuno, e dico nessuno, nell’ambito di quello scioglimento fu mai condannato, ma intanto, la città di Gallipoli ha pagato a caro prezzo l’onnipotenza politica di qualcuno”.

“Ho letto e sentito in consiglio comunale di una sbandierata questione morale” scrive ancora il capogruppo della lista civica, “è morale è giusto, invece, chiedere a gran voce lo scioglimento del consiglio comunale per una sola sete di vendetta politica che nulla ha a che fare ne con la questione morale, ne con questa città?  Bene farebbe chi oggi grida a gran voce allo scandalo, alla questione morale, a sedersi al tavolo politico di rappresentanza di questa città. Maggioranza e opposizione che dovrebbero confrontarsi sui problemi della città e cercare di risolverli insieme.  Chi oggi grida allo scandalo incurante del suo passato, bene farebbe a non proclamarsi giudice.  Ogni persona con la sua dignità, ha il sacrosanto diritto di essere giudicato fino al terzo grado di giudizio”. 

“Esistono persone, figli e parenti che mai e poi mai dovrebbero assistere e subire la spettacolarizzazione mediatica che colpisce molti che espletano la loro funzione pubblica amministrativa come quella di dirigenti, di consiglieri, di impiegati amministrativi che con spirito di abnegazione svolgono le loro funzioni” conclude la consigliera Pepe, “ecco perché ribadisco alla stampa, spiegando il mio voto contrario a questa richiesta, poiché la politica non può mai sostituirsi alla legge, né tanto meno a tribunali speciali ingegnosamente richiesti”.

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