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Domenica, 26 Maggio 2024
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Crolli e degrado dell’antica torre. Da Italia Nostra esposto per Masseria Itri

L’associazione presieduta da Marcello Seclì segnala la situazione di criticità nel complesso rurale a sud di Gallipoli e il crollo che ha interessato l’antica torre di avvistamento del XVI secolo. Richiesta di intervento alle autorità

GALLIPOLI – Un altro pezzo di storia e di architettura rurale che crolla sotto il peso dell’abbandono e dell’indifferenza. E la mancanza di interventi e di attenzione nel corso degli anni continua a sbriciolare importanti testimonianze del passato e delle radici autoctone. Il grido d’allarme parte ancora una volta da Italia Nostra (sezione del Sud Salento) che tramite il presidente Marcello Seclì ha posto in evidenza la situazione di degrado e pericolo abbarbicata presso la masseria Itri, risalente al XVI secolo e che insiste sul versante meridionale di Gallipoli, e soprattutto per quanto concerne il crollo dell’antica torre di avvistamento intorno alla quale sorge il rilevante complesso rurale. Il presidente di Italia Nostra ha così presentato un esposto- denuncia, indirizzato al sindaco di Gallipoli, Francesco Errico, al prefetto, alla Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici, e anche alla Procura di Lecce per segnalare il danneggiamento della testimonianza storico-architettonica e richiedendo nel contempo interventi urgenti di salvaguardia e messa in sicurezza.

“Dobbiamo registrare con dolore e rabbia” scrive Marcello Seclì nel suo esposto, “anche il crollo della torre di avvistamento della Masseria ‘Itri’ di Gallipoli risalente al XVI secolo, torre intorno alla quale era stato eretto uno dei più importanti complessi masserizi dell’hinterland gallipolino e nei cui pressi, verso la fine del ‘700, l’illustre economista Giuseppe Palmieri, che ne fu proprietario, fece realizzare una cappella. E’ da alcuni decenni che la torre manifestava evidenti criticità strutturali” evidenzia il presidente di Italia Nostra, “e il cedimento delle pareti nord e ovest della torre, avvenuto probabilmente lo scorso inverno, unitamente alle due coperture a botte e alla scala esterna, si è sviluppato proprio in corrispondenza con una lesione verticale che interessava l’intera torre in tutta la sua altezza".

"Eppure pochi anni fa, nel 2007, per la Masseria Itri era stato predisposto un progetto di recupero con destinazione ricettiva, tant’è che il Consiglio comunale di Gallipoli prima e la giunta regionale dopo avevano approvato i rispettivi atti deliberativi per il cambio di destinazione d’uso dell’immobile e sul cui progetto erano stati rilasciati i pareri favorevoli della Soprintendenza per i beni ambientali e paesaggistici e quello dell’assessorato al Turismo della Regione. A quel progetto, evidentemente, i soggetti proponenti (e proprietari) non hanno ritenuto di dare seguito, lasciando così che le criticità prendessero il sopravvento fino al tragico evento del crollo”.

Allo stato dei fatti ora Italia Nostra preme affinché  le varie autorità, ognuna per le proprie competenze, adottino dei provvedimenti urgenti nell’area e per il recupero dell’immobile. E tra questi il puntellamento della parte della torre ancora rimasta in piedi, per evitare ulteriori crolli e danni (un intervento da effettuarsi prima dell’imminente stagione autunnale, l’emanazione di un’ordinanza che vieti il prelievo di ogni genere di materiale dal perimetro della masseria o finanche il sequestro dell’area, per evitare l’accesso a curiosi ed avventori ed eventuali danni alle persone.

“E’ necessario evidenziare che durante il sopralluogo effettuato di recente dall’associazione” spiega ancora Marcello Seclì, “è stata rilevata la presenza di materiale inerte accatastato di fattura antica, e probabilmente riveniente dal sito stesso, forse in attesa di essere portato via. Ad ogni buon conto sollecitiamo le istituzioni  a voler richiamare la proprietà a porre in essere tutti gli interventi necessari alla tutela del manufatto e, magari, alla ricostruzione dello stesso. E in maniera specifica alla Procura” concludono da Italia Nostra, “si chiede di riscontrare eventuali responsabilità per l’avvenuta distruzione di testimonianze storico-architettoniche di particolare importanza”.

L’intento prioritario dell’associazione salentina è ovviamente quello di evitare che ancora una volta l’appello e la campagna di sensibilizzazione lanciato già da un decennio sullo stato di estremo degrado di molte masserie del Salento, non cada nel vuoto. E che ai crolli che hanno interessato importanti testimonianze del territorio quali masseria Valentini in quel di Salve, e masseria San Salvatore in agro di Sannicola e ora quello della masseria Itri, non seguano altre irrimediabili perdite del patrimonio storico salentino.

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