Notizie da Gallipoli

Il futuro del Gallipoli non si sblocca. Coro di protesta dalla Curva sud

Mentre continua la ridda di accuse reciproche tra il patron dimissionario Barone e il sindaco Errico, la tifoseria giallorossa avvia la fase della contestazione. "Il titolo non va venduto, vogliamo la D". Polemica per i ritardi del Comune

Foto di repertorio della Curva Sud.

GALLIPOLI – Dalla vittoria trionfale del campionato di Eccellenza al lungo travaglio per sbloccare la situazione societaria e mettere mano ai lavori di adeguamento dello stadio Bianco. L’estate del Gallipoli calcio è sempre più calda. E sempre più ingarbugliata e nebuolosa. All’ultimatum del presidente Marcello Barone, tornato ad attaccare l’amministrazione comunale vista la situazione di stallo sul futuro della squadra di calcio, potrebbe seguire il disimpegno e la cessione del titolo per la serie D in  altri lidi. Trattative in tale direzione sarebbero già in corso in quel di Maglie, altra piazza in attesa di un definitivo rilancio calcistico.

E mentre il sindaco Francesco Errico, proprio in queste ore, rintuzza alle nuove esternazioni del patron dimissionario del Gallo, il fronte caldo diventa quello della tifoseria giallorossa ormai stanca di attese, battibecchi e rinvii che potrebbero seriamente decretare una nuova chiusura ingloriosa per gli amati colori. L’ipotesi di perdere il diritto a partecipare alla campionato di serie D, e lo spettro di non trovare un nuovo sodalizio societario in grado di garantire almeno un torneo di Promozione non può certo far dormire sogni tranquilli i supporter più legati alla maglia giallorossa.

Da qui una nuova comunicazione ufficiale della “Curva Sud Gallipoli 1987” che senza mezzi termini esprime tutto il suo rammarico per quanto si sta consumando in riva allo Ionio, riconoscendo da un lato i merito attribuibili alla dirigenza uscente del patron Barone per la “rinascita” delle sorti calcistiche del Gallipoli negli ultimi tre anni, e dall’altro non lesinando di sollecitare l’amministrazione comunale a dare seguito a quelle promesse che già subito dopo il termine della stagione agonistica avrebbero dovuto avere immediata esecutività. E invece la ridda di botta e risposta tra Barone ed Errico continua. E il futuro societario e della squadra tarda a trovare una rapida via d’uscita. “A poche settimane dall'inizio della stagione agonistica la Curva Sud esprime profonda rabbia nel constatare che ancora una volta lo scenario che si presenta è dei più inquietanti” commenta amaramente la nota della tifoseria gallipolina, “e invitiamo inoltre il presidente Barone a non trasferire il titolo lontano da Gallipoli. Pretendiamo categoricamente che la nostra squadra disputi il campionato di Serie D, vestita dei nostri colori e del nome della nostra città, non accettiamo assolutamente l'ipotesi della Promozione o di categorie ancora inferiori”.

Su tali determinate posizioni la Curva Sud annuncia l’inizio dello stato di protesta  che verrà messa in atto “anche in altri termini e in ben altre sedi,  e che continuerà ad  oltranza fino a quando non cesserà questa umiliante condizione che non è altro che il frutto dell’incompetenza e dell’improvvisazione di chi dovrebbe porre la città di Gallipoli e i suoi cittadini al centro del proprio impegno amministrativo”. Il riferimento è più che esplicito e rimbalza verso i meandri di Palazzo di città dove il sindaco Errico ha avuto modo anche di spiegare la  posizione del Comune nel recente confronto pubblico presso l’oratorio di San Lazzaro. Ma i tifosi del Gallo invocano subito chiarezza. E passano in rassegna l’evolversi, in negativo, della situazione in questi mesi.

“Sono passati ormai tre anni da quando la famiglia Barone ha assunto la presidenza dell'Asd Gallipoli Football 1909 e grazie alle ingenti energie economiche profuse in questi anni la nostra squadra, dopo la pagina nera della radiazione, è riuscita a riconquistare di diritto i prestigiosi palcoscenici della serie D che da quest'anno torna ad essere la Quarta serie nazionale” scrivono i tifosi della Curva sud, “tuttavia è mortificante constatare come ogni estate si ripropongano le annose questioni della mancanza di una società capace di farsi carico delle spese di gestione che richiede una squadra di calcio e dell'inagibilità dello stadio Bianco. Ad oggi non è stato fatto nulla per garantire alla nostra squadra una società capace di affrontare il campionato di Serie D, né è stato mosso un dito per adeguare lo stadio di Gallipoli alle normative vigenti in merito alla sicurezza e alle dotazioni degli impianti autorizzati alla disputa delle gare per il campionato che ci attende a meno di un mese e mezzo”.

Da qui la nuova offensiva della tifoseria giallorossa. Che esprime il proprio palese rammarico e che resta in balia degli eventi. “Se alle altisonanti promesse che già dal 27 aprile, giorno della vittoria del campionato di Eccellenza, fossero seguiti i fatti, non vi è dubbio che avremmo già assistito alla presentazione di nuovi organigrammi societari e all'inizio dei lavori in questione” rintuzzano dalla Curva Sud giallorossa, “nonostante l'attuale dirigenza abbia definito in chiari termini i tempi necessari per poter programmare la nuova stagione, fino ad oggi non si è riunito un Consiglio comunale monotematico per approvare un piano d'intervento risolutivo".

"Per tutta risposta nessuno degli amministratori comunali si è preso il disturbo di intervenire pubblicamente sulla questione, neppure il sindaco Errico e l'assessore allo Sport, Fiore, che fin dal primo giorno del loro insediamento hanno ostentato appartenenza alla nostra tifoseria. Per quale ragione” si legge ancora della nota, “sono passati tutti questi anni senza che nulla di concreto sia stato fatto per dar seguito agli obbiettivi dichiarati, e fino ad ora conseguiti da questa società, di riportare il calcio gallipolino ai vecchi fasti? Come mai, per l'ennesima volta, il Bianco non ha superato il giudizio di omologazione per lo svolgimento di gare in notturna, viste le gravi carenze che da sempre presenta l'impianto di illuminazione? Ci chiediamo come mai” concludono i tifosi del Gallo, “in altre realtà del tutto simili alla nostra e distanti pochi chilometri si giunga a una soluzione in tempi brevi e si trovi un punto d'incontro tra la società sportiva e l'amministrazione comunale. E’ tempo di fare chiarezza. E subito.”

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