Gallipoli

Dal Seno del Canneto riemergono i rifiuti. Recuperati anche carrelli, motorino e bicicletta

Nell’ultimo week end completata l’operazione di bonifica del fondale da parte dei volontari della Paolo Pinto. Utilizzata anche una “gabbia” per il recupero del materiale gettato in mare

Un momento della pulizia dei fondali.

GALLIPOLI – Non solo l’annoso problema dello scarico del depuratore consortile sul litorale nord, ma ad annebbiare la salubrità del mare e dei fondali di Gallipoli ci pensa anche l’insipienza di chi continua a scambiare, in particolare, lo specchio d’acqua del Seno del Canneto per una vera e propria discarica “a mare aperto”. E’ successo ancora e inesorabilmente. E nonostante la dedizione e il programma continuo di bonifica e raccolta dei rifiuti stipati sul fondale del porticciolo e dell’intera insenatura che si affaccia tra il borgo e il centro storico da parte dei sub e dei volontari dell’associazione Paolo Pinto, il bilancio della nuova raccolta è impressionante. Dopo una fase preparatoria di tre settimane, con l’allestimento e la sistemazione del materiale, e con il posizionamento sul fondo anche di una gabbia metallica per il recupero dei rifiuti, i volontari dell’associazione subacquea, coordinati da Giuseppe Sergi, nell’ultimo week end hanno provveduto a completare un’altra delle operazioni di pulizia del seno del Canneto.

Grazie all’ausilio di un braccio meccanico si è provveduto a recuperare la gabbia ricolma di materiale vario, con bottiglie di vetro e plastica, copertoni, nasse, materiale ferroso e inquinante. L’operazione di bonifica del fondale ha consentito anche di riportare in superficie, e avviare allo smaltimento grazie all’ausilio delle ditte specializzate, oltre una settantina di copertoni e in più due carrelli da supermercato, un motorino e una bicicletta, diverse batterie, venti nasse e un wc oltre a quasi due quintali di bottiglie di vetro e plastica.                        

Nella stessa giornata di domenica  i soci volontari della Paolo Pinto hanno ripulito nuovamente anche la scogliera delle Scale Nove e lo scalo del Rivellino riempiendo altri 26 sacchi grandi di spazzatura di vario genere. Recuperati in particolare grandi quantità di polistirolo e plastica e altro materiale vario riversato nei pressi delle banchine. Sono diversi anni che l'associazione Paolo Pinto si prodiga nella pulizia dei fondali del Canneto. Ma resta sempre impressionante la quantità del materiale e recuperato, per un lavoro che sembra non aver mai una fine. In questi anni per rendere meglio l'idea sono stati recuperati nelle varie pulizie circa 900 copertoni, cime, reti, bottiglie di plastica e di vetro, polistirolo, batterie e in ultimo come visto anche sanitari, carrelli e mezzi arrugginiti depositati senza ritegno sui fondali.   

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