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De Marini sbotta e chiama Fitto: “Dignità per La Puglia Prima di Tutto”

Il referente del movimento che fa capo all’ex ministro pone una serie di interrogativi sulla situazione di stallo del centrodestra e rivendica più autonomia nei confronti del Pdl: “Perchè si cerca solo un sindaco pidiellino?”

 

GALLIPOLI – Una piccola scossa tellurica in casa del centrodestra gallipolino. In attesa di sbloccare la situazione di stallo nella scelta del programma e del candidato sindaco per le amministrative di maggio. E con il termine ultimo per la presentazione delle liste elettorali che dovrebbe essere ormai fissato al 3 aprile prossimo. A scuotere gli ambienti politici del Pdl ci ha pensato in queste ore il referente cittadino della Puglia Prima di Tutto, Giovanni De Marini che ha chiamato a rapporto lo stesso leader regionale del movimento e del partito del Popolo della Libertà, Raffaele Fitto. Perchè il caso Gallipoli e la situazione di stallo che ormai si protrae da troppo tempo deve essere presa di petto. E risolta quanto prima. E De Marini cerca di smuovere le acquee e i pantani, ponendo sette quesiti indirizzati direttamente all’ex ministro e rivendicando anche maggiore dignità per la compagine della Puglia Prima di Tutto che non ha intenzione di farsi “schiacciare” politicamente dal Pdl di Vincenzo Barba. E va anche oltre De Marini, paventando che in assenza di risposte plausibili e soddisfacenti da parte di Raffaele Fitto sulla questione gallipolina e sugli “imbarazzi” del centrodestra, “bisognerà valutare se restituire la Ppdt al mittente con gli auguri di un futuro successo”.

Sgomita e interviene in maniera risoluta il rappresentante locale della Puglia Prima di Tutto, che già pochi giorni addietro aveva dato la sua disponibilità a ricoprire la carica di primo cittadino ed invogliato i vertici del Pdl gallipolino ad indire le consultazioni primarie. Ora, trascorsi altri giorni di empasse, De Marini chiama in causa i vertici più alti del centrodestra pugliese. E chiede perentoriamente: “Cos’è la Ppdt? E’ un movimento partitico, sia pure su scala regionale, quindi con pari dignità nei confronti del Pdl oppure è una succursale di tale partito nazionale? E se la risposta, come ovvio attendersi, è che la pari dignità non si discute, come mai la ricerca del candidato sindaco viene praticamente fatta nell’ambito esclusivo del Pdl?”.

Prosegue con gli interrogativi l’ex consigliere comunale che non riesce a comprendere “come mai, pur avendo sotto gli occhi soluzioni ovvie, in termini di rappresentatività sociale nel territorio, per storia, per inserimento, per qualità professionale, per esperienza politica, si cercano soltanto soluzioni nel Pdl ficcandosi in un imbuto otturato. Forse perché si vuole dare spazio a soluzioni giovani, ma non nuove, di scarsa esperienza, di ristretti curricula, che però purtroppo sono fortemente concorrenziali tra loro, non essendoci al loro interno chi viene percepito come più autorevole? O forse perché si vuol dar credito a chi millanta di riuscire a creare un riavvicinamento di pecorelle smarrite?”.

E conclude con altri due quesiti il rappresentante della Puglia Prima di Tutto gallipolina: “Non crede l’ex ministro che fondamentale sia la rappresentatività del candidato nel tessuto sociale della città. Della città con le sue arti e professioni, le sue specifiche realtà, o si ritiene che il sindaco possa essere chiunque, da qualunque realtà estrapolato, purché abbia la casacca del Pdl? Non ritiene l’ex ministro che una persona più autorevole possa avere maggiori possibilità di creare intorno a se quella unità con altre forze politiche, che problemi nati esclusivamente all’interno del Pdl locale ha spezzato in passato?”. Fin qui gli interrogativi di De Marini. Dal Pdl e da Fitto arriveranno le agognate risposte? Si vedrà. 

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