Domenica, 1 Agosto 2021
Gallipoli

Depuratore e scarichi, altro rinvio. E ora il sindaco Errico perde la pazienza

Dopo l'audizione nella commissione regionale Ambiente ancora un mese di tempo per adottare le soluzioni definitive per gli scarichi sottocosta. Il sindaco contrariato: "Basta tatticismi o chiederemo i danni". Sferzata anche al Pd

Il depuratore di Gallipoli.

GALLIPOLI - Soluzioni per il depuratore e gli scarichi a mare sul litorale gallipolino, se ne tornerà a parlare tra un mese. E l’esito dell’audizione a Bari presso la V Commissione regionale Ambiente, dedicata nella prima parte agli approfondimenti sugli impianti di depurazione di Barletta, Gallipoli e Pulsano, non ha sciolto il nodo in maniera definitiva. Sollevando di contro una serie di distinguo e perplessità. Con sommo rammarico manifestato apertamente dal primo cittadino di Gallipoli, Francesco Errico presente all’incontro accanto al presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone. “Sulla questione del depuratore, la decisione è ormai soltanto di natura esclusivamente politica”, ha commentato il sindaco ionico a margine dell’incontro regionale di ieri.

L’assessore Barbanente ci ha chiesto un mese di tempo per decidere in merito” evidenzia Errico, “tuttavia è chiaro che se le attese della nostra città, tra i principali traini del settore turistico regionale, dovessero rimanere tali e se si continuasse a metterle in disparte, difenderemo sino in fondo le nostre ragioni”. Il riferimento del sindaco va ad un atto con cui, nel 2010, il Consiglio comunale di Gallipoli ha deliberato un’azione per danni contro la Regione proprio in riferimento alla questione del depuratore, sia sul versante nord che su quello sud. Posizione, questa, rafforzata da recenti sentenze civili e amministrative che hanno riconosciuto in favore di alcuni privati degli indennizzi da parte della Regione, proprio per la vicenda del depuratore.

Per il sindaco gallipolino, pertanto, le parole ed i buoni propositi devono lasciar spazio immediato ai fatti. “Sinora abbiamo sempre agito nel massimo garbo istituzionale e con il rispetto dovuto” aggiunge Errico, “ma non è possibile presenziare a tavoli in cui sono coinvolti la parte tecnica e quella politica, specie se in tali occasioni i tecnici parlano di acqua da bere, quando ben sappiamo, purtroppo, che la realtà è tutt’altra”. Per il sindaco, viceversa, è giunto il momento in cui la Regione deve dire, senza troppi giri di parole né tatticismi dell’ultima ora, se vuole o meno liberare il litorale gallipolino dallo sfregio dei divieti di balneazione e se vuole dar corso alle sentenze dei giudici che, pur lasciando libertà di azione, dicono comunque di liberare il tratto di litorale dai divieti di balneazione e dagli scarichi sottocosta. Rassicurazioni in tale direzione sono state fornite dalla stessa Barbanente che indica tempi breve per le soluzioni definitive che nel prossimo futuro potranno portare all’eliminazione del divieto di balneazione per un chilometro di costa sul litorale gallipolino. Si vedrà.   

“Essendo la decisione solo politica” sbotta Errico, “faccio voti al Pd locale, perché trasferisca questa esigenza di salvaguardia del nostro litorale e quindi dell’immagine e del turismo della nostra comunità ai suoi referenti a Bari presenti nella maggioranza del governo regionale”. Sollecitazione in tale direzione è giunta anche dal consigliere provinciale gallipolino Sandro Quintana che ha lamentato lo “scarso peso politico” della “silente” compagine del Pd locale sul governo Vendola proprio in merito alla questione ancora “irrisolta e rimbalzante da un tavolo ad un altro senza risultati concreti per il martoriato territorio di Gallipoli e la sua economia turistica”.

Il  sindaco Errico invece ha voluto infine ringraziare il presidente Gabellone “per il suo ruolo istituzionale e per aver sostenuto con forza e combattività le ragioni di Gallipoli e del nostro territorio, rafforzando l’immagine di una realtà quanto mai importante, se non decisiva, per le sorti del turismo pugliese”. E mentre l’Arpa conferma sulla scorta delle sue rilevazioni, la salubrità delle acque sversate in mare dal depuratore consortile (in contrasto con quanto documentato con estrema evidenza dagli enti territoriali), per sapere quali soluzioni definitive adottare per bloccare lo scarico a mare ci vorrà almeno un altro mese di attesa: condotta sottomarina, potenziamento dell’affinamento e riuso o fitodepurazione restano in ballo. Ma anche il divieto di balneazione e gli scarichi a mare sul litorale gallipolino restano ancora una paradossale realtà. 

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