Gallipoli

Strappo tra i democratici, ma le larghe intese vanno avanti

Resa dei conti a Gallipoli e il segretario Pd, Luigi Natali, getta la spugna: “Per noi una Caporetto. Piegati ai diktat romani e dell’Udc”. La Greco e Capone dissentono: “Scelte condivise, il laboratorio non si tocca”

Luigi Natali

 

GALLIPOLI - Mentre in città è già partita la corsa per il toto giunta, e con neo sindaco Francesco Errico già al lavoro, il dopo ballottaggio ha già fatto segnare qualche strappo annunciato. La resa dei conti è partita in casa del Pd, e non certo a sorpresa. Ed è stato il segretario cittadino, Luigi Natali, a giochi fatti, a sbattere la porta e ad ufficializzare le sue dimissioni da tempo “congelate”. Il tumulto era nell’aria, mitigato da un successo elettorale, quello di Francesco Errico, che ha di fatto legittimato il laboratorio politico messo in piedi con l’Udc e che si è coagulato intorno alla figura, risultata poi vincente, del neo sindaco. Ma questo non ha spento i dissidi, ne offuscato il risultato negativo dei Democratici gallipolini, crollati al si sotto dell’8 per cento. Ma è sulla scelta di campo e sulla linea (a detta dell’ex coordinatore cittadino) “verticistica” che Natali ha segnato il suo divorzio.

Una frattura che non sembra aver impressionato e impensierito più di tanto i fautori del progetto delle larghe intese in casa Pd, dalla consigliera comunale rieletta Antonella Greco al segretario provinciale Salvatore Capone, che hanno fatto subito quadrato sulle loro scelte di campo. Forti anche del risultato generale che ha portato alla vittoria di Errico. E così in casa Pd si annuncia che il progetto “non si tocca e andrà avanti”. Senza indugio. Per Natali invece, per lunghi anni omologo alle scelte della dirigenza del partito, c’è qualcosa che non torna. Per l’ex segretario la vittoria di Errico ha un doppio risvolto. “L’asse Udc-Pd vince l’elezioni e Francesco Enrico diventa sindaco della città, ma per noi è una Caporetto” sentenzia Natali, “un fatto drammatico considerando che qui a Gallipoli dovremmo essere eredi di un’antica e gloriosa tradizione”.

Va giù duro Natali che segna il suo divorzio dall’attuale dirigenza dei democratici gallipolini. Possibile dopo una vittoria elettorale che tiene comunque a galla il partito? Una tornata che al di là del risultato personale del Pd, può aprire con più autorevolezza la stagione del rilancio e della riorganizzazione? Possibile. “Gli elettori hanno bocciato in maniera inequivocabile la scelta fatta dai dirigenti provinciali e regionali, a loro volta suggeriti da qualche stratega del vertice nazionale” ammonisce l’ormai ex segretario, “la scelta di essere subalterni all’Udc e ai diktat dell’onorevole Ruggeri. Insieme al comitato direttivo” continua Natali, “avevo indicato altre strade, altri uomini (la candidatura più a sinistra di Remo Natali ad esempio ndr) altri metodi, e sicuramente i risultati sarebbero stati migliori, sia per noi che per la città. Auguro, comunque” conclude, “che il partito possa trovare la strada giusta per una politica che abbia a fondamento gli interessi dei cittadini di Gallipoli e non le alchimie romane”.

Antonella Greco (Pd)-2Una presa di posizione stigmatizzata dalla consigliera rieletta a suon di voti, Antonella Greco, che parla solo di “un progetto per la città premiato dagli elettori e della scelta azzeccata di puntare sulla figura di garanzia di Errico sul quale la dirigenza locale ha sempre creduto indipendentemente dalla convergenza o meno degli organi provinciali, regionali o nazionali. Le larghe intese erano necessarie e ora, dopo, la vittoria ci sarà il tempo per riorganizzare anche il nostro partito visto che tante nuove forze e tante persone di buona volontà hanno voglia di unirsi a noi e tornare a fare politica seria”. Prende atto di una scelta “già nota”, ringrazia per il lavoro svolto, e rintuzza anche e soprattutto Salvatore Capone. “Ci sarà consentito di dissentire dalle motivazioni addotte da Natali” dice Capone, “le scelte riguardanti la tornata elettorale sono state prese in perfetto accordo tra tutti i livelli del partito, con un grande lavoro svolto sul territorio.

Nessuna subalternità, quindi, ma la costruzione comune di un processo che i gallipolini hanno dimostrato con il voto di condividere e che ha consegnato alla città bella la guida autorevole di Francesco Errico. Per il Partito Democratico” prosegue il segretario provinciale, “si apre a Gallipoli una sfida importante, quella di dare qualità alla propria azione di governo e di rafforzare ulteriormente il proprio ruolo all'interno delle dinamiche sociali della città. È questo il lavoro che ci attende e nelle prossime ore verranno individuate le soluzioni organizzative migliori per mettere il circolo locale in condizione di svolgerlo al meglio”. 

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