Gallipoli

Dopo i pass giro di vite sul suolo pubblico. Aprea mette mano al regolamento

Approvate dal commissario straordinario di Palazzo Balsamo le modifiche sostanziali al regolamento per l’occupazione del suolo pubblico delle attività commerciali. Norme più rigide, nuovi divieti e sanzioni più pesanti per i trasgressori. “Necessario frenare gli abusi”

GALLIPOLI – Prosegue l’impegno del commissario straordinario Guido Aprea per mettere ordine quanto più e possibile nell’area del centro storico gallipolino. E dopo aver messo mano alla disciplina per la zona a traffico limitato e l’area pedonale urbana stringendo i freni sulla discrezionalità nel rilascio dei pass d’accesso al borgo antico, ora il reggente di Palazzo Balsamo ha approntato nuove e sostanziali modifiche al regolamento che riguarda l’occupazione del suolo pubblico per le attività commerciali. E anche qui è arrivato il classico giro di vite che nelle intenzioni dovrebbe arginare la deregulation che negli ultimi anni ha interessato le vie e piazze cittadine, e in particolare le riviere della città vecchia. 

Sono principalmente sette le sostanziali variazioni che di fatto cambiano volto allo strumento normativo esistente sinora per le occupazioni degli spazi e le aree pubbliche del comune di Gallipoli. E norme più rigide prevedono anche l’inasprimento delle sanzioni per gli eventuali abusi e trasgressioni. E se non è uno stravolgimento, poco ci manca. Soprattutto nel principio di fondo che anima il regolamento volto a moralizzare il rispetto delle regole nell’uso, e non nell’abuso, del suolo pubblico. Una questione calda e molto sentita in terra gallipolina soprattutto con il proliferare delle aperture di attività ristorative e di locali con i rispettivi servizi di somministrazione all’aperto in particolare nel periodo estivo. “L’idea di fondo è quella di garantire ordine, disciplina ed un effettivo rispetto delle regole” spiega in merito il commissario Aprea, “e per  fare ciò è stato deciso di eliminare la possibilità di occupazioni selvagge in ogni dove, evitando in questo modo che il suolo pubblico possa diventare il luogo in cui  riempire ogni spazio utile. Si è cercato inoltre di dare norme chiare e precise, evitando che si possa passare con disinvoltura eccessiva dall’uso  all’abuso, dalla regola all’eccezione, dalla norma all’arbitrio. Per questo motivo” aggiunge Aprea, “proprio per evitare che il regolamento restasse solo un buon proposito sulla carta, si è deciso di inasprire notevolmente il regime sanzionatorio, con conseguenze gravi e direi esemplari per i trasgressori, proprio per dar efficacia e vigore a quanto è stato deliberato”.

Un chiaro giro di vite che si sintetizza in alcuni cambiamenti radicali come i  tempi più rapidi per lo sgombero delle occupazioni difformi o non autorizzate (si passa dai vecchi 5 giorni ad appena 24 ore dar seguito al provvedimento), con ulteriore divieto di occupazione al primo week end utile per i trasgressori. I quali, in caso di inottemperanza, vedranno altresì decadere la Scia, con contestuale informativa alla procura per l’occupazione abusiva e le violazioni delle norme. Inoltre, sempre per i trasgressori, si disporrà da parte del Comune anche la chiusura dell’attività all’interno del locale per almeno 5 giorni e comunque sino al ripristino dello stato dei luoghi. Infine l’interdizione della Scia per l’anno successivo diventerà efficace dopo la terza, e non più come previsto in precedenza dopo la quarta, violazione. Insomma uno stravolgimento più che una modifica dell’assetto regolamentare, che investe in modo significativo il centro urbano e il borgo antico. “Credo che sia stata fatta una scelta di buon senso” conclude il viceprefetto Aprea, “che rappresenta il giusto contemperamento tra il diritto all’impresa di chi opera nel rispetto delle regole e quello, da parte dei cittadini e più in generale degli utenti, di fruire degli spazi  pubblici”.

Oltre a sanzioni più pesanti per i trasgressori le modifiche al regolamento contenute nella delibera licenziata dal commissario straordinario impongono nuove restrizioni per ristoratori e commercianti. Nello specifico è stata disposta “l’eliminazione” della possibilità di occupare spazi ed aree pubbliche ad utilizzazione commerciale da parte dei titolari degli esercizi di vicinato e delle attività artigianali di asporto e ciò al fine di  rendere conforme il regolamento alle più recenti evoluzioni  interpretative rese in materia dal ministero dello Sviluppo Economico. Non sarà, quindi, più possibile per tali attività collocare tavoli e  sedie per lo stazionamento della clientela”. E ancora l’ampliamento delle zone in cui “è preclusa” la facoltà di installare gazebi per gli esercizi pubblici, includendo tutte le principali piazze della città: non solo nel centro storico e corso Roma, ma anche piazza  Tellini, piazza Carducci e piazza Falcone e Borsellino.

Prevista l’eliminazione della facoltà di realizzare strutture “scatolari” nella  zona del centro storico e di corso Roma. Si ripristina il divieto di  poter apporre degli elementi modulari di chiusura per le strutture realizzate nelle zone predette. E’ stato anche introdotto il divieto di installare arredi in tutte le strade del  centro storico in cui la larghezza risulti essere inferiore o uguale a  3 metri  e ciò al fine di garantire il passaggio in condizioni di  sicurezza dei mezzi di soccorso e delle forze di polizia oltre che dei  mezzi adibiti alla raccolta dei rifiuti solidi urbani ed altri mezzi di  trasporto pubblico. Novità più rigorose anche sul lungomare con l’eliminazione della possibilità di occupare, con tavoli e sedie, spazi ed aree pubbliche ad utilizzazione commerciale da parte degli automarket attrezzati posti su tutto il lungomare Galilei.

Il capitolo specifico sulle sanzioni prevede nel dettaglio l’introduzione di regole più stringenti nei confronti  delle attività commerciali che realizzino occupazioni senza titolo ovvero in difformità rispetto a quanto dichiarato all'ufficio preposto. Nello specifico, nel caso in cui venga accertata l'occupazione di suolo  pubblico senza preventiva presentazione di Scia o in misura  eccedente la superficie segnalata, il titolare dell'attività commerciale, cui la struttura è funzionalmente connessa, è tenuto a  ripristinare lo stato dei luoghi, mediante la rimozione dell'occupazione  senza titolo ovvero realizzata in difformità, entro le 24 ore successive (nella precedente versione erano concessi cinque giorni), decorrenti dalla notifica del  verbale di accertata violazione da parte dell’organo accertatore.

Al  verbale di accertata violazione, consegue sempre quale sanzione  accessoria, la sospensione dell'occupazione per tre giorni consecutivi,  la cui esecuzione avverrà nel primo venerdì, sabato e domenica  successivo alla contestazione. In caso di inottemperanza alla sanzione della sospensione dell'occupazione la polizia municipale provvederà a  segnalare il fatto all'autorità giudiziaria ed al competente ufficio per  l'adozione del provvedimento di decadenza della Scia per  l'occupazione di spazi ed aree pubbliche ad utilizzazione commerciale. Inoltre sarà ordinata la chiusura dell’esercizio  fino al pieno adempimento dell’ordine e del pagamento delle spese o  della prestazione di idonea garanzia e, comunque, per un periodo non  inferiore a cinque giorni.

Inoltre, qualora il segnalante violi per la  terza volta in un anno solare una norma contenuta nel regolamento sarà  sanzionato anche con il provvedimento accessorio della decadenza dell’occupazione e con l'interdizione dalla  possibilità di presentare nuova Scia per l'anno successivo. Nella  precedente versione tale sanzione scattava alla quarta violazione. Infine è stato recepito a pieno il parere reso dalla Soprintendenza di Lecce, in data 11 aprile 2014, con il quale si precludeva la possibilità di realizzare occupazioni di suolo pubblico, nella  zona del centro storico, al di fuori dell'intervento temporale dal 20 marzo al 20 novembre e la possibilità di installare strutture aperte scheletriche lungo le  cinta murarie in quanto altererebbero la godibilità del contesto storico e paesaggistico con la presenza di un ingombro fisso a differenza degli ombreggianti chiudibili durante gli orari di riposo degli esercizi commerciali.

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