Notizie da Gallipoli

E' morta Aida Talà. L'auto trovata in mare a Gallipoli

A calarsi in acqua i sommozzatori che hanno purtroppo potuto scorgere nell'abitacolo il cadavere della 34enne. Il tragico rinvenimento è avvenuto alle 15 nei pressi del molo ferrovia del porto ionico

La Fiat punto ripescata dai fondali del porto di Gallipoli dai vigili del fuoco
Sgomento, incredulità e un grande senso di impotenza. Sono i sentimenti e stati d'animo che si percepiscono a pelle nell'area portuale di Gallipoli. Lì dove il dramma interiore e personale della giovane mamma di Sannicola, la 34enne Aida Lorena Talà, ha avuto il suo tragico epilogo. Sono da poco passate le 14,30 quando i sommozzatori della Protezione civile di Gallipoli e dell'associazione subacquea "Paolo Pinto" impegnati nell'attività di coordinamento delle ricerche della donna scomparsa da casa ormai da oltre cinque giorni, fanno l'amara scoperta. La Fiat Punto azzurra, vecchio tipo, a bordo della quale Aida Lorena è andata via di casa giace ad un paio di metri sul fondo melmoso del porto di Gallipoli. Basta poco tempo a Giuseppe Sergi, uno dei sub impegnati a scandagliare lo specchio d'acqua antistante il molo foraneo gallipolino per rendersi conto che nell'auto giace il corpo senza vita della giovane mamma. L'angoscia di questi cinque lunghissimi giorni, lascia spazio alla disperazione. Quella dei familiari che giungono alla spicciolata sulla banchina e si mescola tra le forze dell'ordine tutte mobilitate nell'area portuale. Le ricerche, iniziate subito dopo la segnalazione della scomparsa, terminano qui. I familiari si erano rivolti alla trasmissione televisiva di Rai tre "Chi l'ha visto?" in onda questa sera e che avrebbe dovuto affrontare la storia di Aida. Per dare un barlume di speranza. Troppo tardi, la tragedia purtroppo, si è già consumata.

Da subito nel pomeriggio di oggi si è cercato di fornire una prima ricostruzione dell'accaduto. Per comprendere non tanto le modalità e la dinamica del gesto fatale, quanto i tempi. I tempi di esecuzione di un suicidio che potrebbe essere stato meditato e pianificato con fredda razionalità, così come invece frutto di un atto estemporaneo dettato dalla disperazione e dal dramma interiore che la donna stava vivendo in questo ultimo periodo. Qualcuno tra i familiari in lacrime ricorda: "Chiedeva spesso, ma il mare nel porto di Gallipoli è profondo?". Un segnale. Forse, una premeditazione di ciò che poi, Lorena come la conoscevano i più, ha finito per mettere, tragicamente, in atto. Di certo c'è che la giovane Aida ha raggiunto il porto di Gallipoli sicuramente in piena notte. Magari quel giovedì sera quando un testimone e in particolare, un ambulante di un chiosco sul lungomare Galilei di Gallipoli, riferisce di aver visto la donna, apparentemente tranquilla, che ha anche acquistato due bottigliette d'acqua e si è allontanata sulla sua auto. Solo nei giorni successivi il commerciante ha collegato quell'episodio con quello della donna scomparsa. Solo l'autopsia potrà fare piena chiarezza su questo. Più plausibile che Aida abbia deciso di gettarsi in mare nella notte tra giovedì e venerdì, ma sempre dopo le 4 del mattino in quanto nel tratto in cui l'auto è stata ritrovata solitamente sono ormeggiati i pescherecci della marineria gallipolina che prendono il largo all'alba.

Le stesse imbarcazioni rimangano "a terra" nel fine settimana e quindi occupano fisicamente il tratto della banchina Ferrovia dove la fiat Punto si è inabissata. Così come fino alle 3 di questa notte gli uomini della Protezione civile di Gallipoli hanno presidiato la zona del porto senza notare nulla di strano, ne tanto meno la presenza di un'auto ampiamente segnalata a tutte le forze dell'ordine. I rilievi e l'esame autoptico sul corpo della 34enne sannicolese potranno fornire elementi più precisi in merito all'ora della morte. Sulla dinamica, come detto, facile appurare dal sopralluogo nel porto che l'auto si è diretta verso la banchina lasciandosi alle spalle gli uffici doganali e quelli del Consorzio del porto, e superato il cordolo di demarcazione tra la carreggiata e il tratto finale del molo, sia precipitata a fondo. Proprio sul cordolo sono evidenti i segni della marmitta che ha impattato con la superficie, prima di inabissarsi a fianco del peschereccio "Frangi" del compartimento marittimo di Gallipoli.

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Poco dopo le 16,30 di questo pomeriggio i sommozzatori sempre dell'associazione "Paolo Pinto" di Gallipoli e dei vigili del fuoco si sono immersi per recuperare prima il corpo di Aida, trasportato fuori dalla vista dei curiosi a bordo di un gommone della Guardia Costiera, mentre sempre gli uomini della Capitaneria di porto, dei vigili del fuoco e della Protezione Civile con l'ausilio di una gru di stanza nel porto mercantile (un primo mezzo meccanico privato fatto giungere nell'area portuale non è stato ritenuto idoneo) hanno provveduto al recupero della Fiat Punto rimasta incagliata anche tra le funi degli ormeggi delle imbarcazioni. L'auto, che si presentava con il parabrezza ovviamente frantumato dall'impatto violento con l'acqua, è stata adagiata sulla banchina e controllata dai carabinieri e dagli agenti del commissariato di Gallipoli. Recuperati alcuni effetti personali che la donna aveva portato via con sé al momento della scomparsa. A presidiare la zona tutte le forze dell'ordine già mobilitate in questi giorni, i mezzi del 118, la squadra nautica della polizia e della Guardia di Finanza e i volontari della protezione civile.

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