Gallipoli

Ex Salesiani, Comune accelera la vendita. Nuovo affondo di Gallipoli 2012

La Cassa depositi e prestiti ha trasmesso lo studio di fattibilità, il preliminare d’acquisto e la perizia di stima pari a 2milioni e 700mila euro per l’ex villaggio del Fanciullo inserito nel piano delle alienazioni. Critiche della civica

L'ex villaggio del Fanciullo.

GALLIPOLI - Dalla gestione del castello Angioino prossimo all’apertura all’alienazione dell’ex villaggio del Fanciullo che ha attratto l’attenzione della Cassa depositi e prestiti pronta ad investire in quel di Gallipoli. E si riaccende un altro fronte critico alimentato dall’opposizione, e in particolare dalla civica Gallipoli 2012, che già nell’avvio dell’iter aveva manifestato dubbi e perplessità sull’affaire immobiliare. Il primo passo verso la vendita dell’imponente complesso degli ex Salesiani era stato sancito dal Consiglio comunale nella seduta del 6 settembre dello scorso anno. E nello specifico dalla maggioranza del sindaco Francesco Errico che aveva ritenuto del tutto vantaggiosa la proposta di valorizzazione e successiva alienazione dell’ex villaggio del Fanciullo proposto dalla società di investimenti legata alla Cassa depositi e prestiti. Mentre sul versante di parte dell’opposizione, da Gallipoli 2012 con l’allora consigliere in carica, Aldo Petrucci, e da Tutto Cambia con Titti Cataldi (ma anche Sel e Comunisti italiani avevano criticato l’intera operazione), non erano stati fugati tutti i dubbi.

E per capire, forse, un po’ di più sul destino e sul programma di alienazione dell’immobile risalente agli anni 50’ che ospita aule scolastiche, la sede del Centro per l’impiego, e alcune famiglie di senza tetto che occupano dei locali tutt’altro che agibili, bisognava attendere la proposta riveniente dagli uffici romani. E ciò è avvenuto il 19 maggio scorso quando la Cassa depositi e prestiti ha trasmesso lo studio di fattibilità, il preliminare d’acquisto e la perizia di stima pari a 2milioni e 700mila euro del complesso dei Salesiani che si affaccia sul lungomare Galilei. Con la delibera licenziata dal Consiglio comunale a maggioranza si era infatti dato via libera anche alla variazione urbanistica dell’ex villaggio del Fanciullo e al protocollo d’intesa con la stessa Cassa depositi e prestiti Investimenti Sgr per la vendita e la rivalutazione dell’immobile. Atto propedeutico all’attivazione del modello operativo del Fondo Fiv plus (Fondo investimenti per la valorizzazione) con il quale la società controllata dalla Cassa depositi e prestiti acquisisce immobili pubblici suscettibili di valorizzazione, per poi favorirne la vendita.

Un programma alquanto complesso e articolato, e secondo l’associazione Gallipoli 2012,  tutto ancora da chiarire. Allo stato attuale la giunta comunale ha già preso atto della comunicazione e della volontà della Cassa depositi e prestiti ed ha avviato le procedure propedeutiche ad accelerare di fatto l’iter per l’alienazione e la valorizzazione del complesso pena la revoca degli accordi. Dando seguito alle stesse richieste di completamento della fase istruttoria comunicate dalla società di investimento con il parere della commissione urbanistica e una nuova delibera a corredo del Consiglio comunale.

Oltre a rendere, in futuro, libero l’immobile con lo sgombero dell’ala inagibile e occupata da alcune famiglie disagiate, il trasferimento del Centro per l’impiego in alcune sale al piano rialzato dell’ormai ex Tribunale, lo spostamento delle sezioni scolastiche di via Foscolo nella sede dell’istituto comprensivo di via Milano, e la succursale dell’istituto Vespucci da far confluire nella sede che sarà scelta per il Nautico. “Abbiamo censurato, tanto in Consiglio comunale quanto sulla stampa, le procedure che hanno portato alla decisione di vendita dell’istituto e, prima ancora, alla sua variazione urbanistica” recita una nota di Gallipoli 2012 “in aula il consigliere Petrucci ha criticato l’assenza del parere obbligatorio della Commissione urbanistica. Abbiamo lamentato che, trattandosi di sostanziale variazione del Prg, fosse necessaria l’approvazione della Regione Puglia. Insieme ad altri consiglieri d’opposizione, Solidoro, Cataldi e Barba, abbiamo allertato l’assessore regionale competente. Ma nessuna risposta è arrivata. Sostenevamo” continua la civica di opposizione, “che, nel cambio di destinazione urbanistica e trattandosi di immobili a destinazione scolastica, occorresse il parere del Provveditorato agli studi e della Provincia. Abbiamo rilevato come nella stesura della delibera di Consiglio comunale, poi trasmessa alla Cassa depositi e prestiti, mancasse un intero passaggio della relazione tecnica”.

Il riferimento di Gallipoli 2012 è a quel passaggio, evidenziato a più riprese anche nel dibattito consiliare, che era stato “dimenticato” poi nella successiva delibera. “Quello nel quale” spiegano da Gallipoli 2012, “il dirigente comunale chiedeva di impedire la possibile realizzazione di ben 42mila mc di volumi, l’equivalente di 140 appartamenti da 100 metri quadri. Ma i nostri amministratori, con la complicità dei consiglieri comunali di maggioranza, hanno continuato per la loro strada”. E infatti l’iter con la sottoscrizione degli accordi preliminari è andato avanti e ora la Cassa depositi e prestiti, ha posto le sue ulteriori valutazioni per dar seguito all’intesa. “E nel presentare l’elaborato” incalza ancora la civica di Gallipoli 2012, “si richiede ora un nuovo passaggio in Consiglio comunale con l’acquisizione del parere della Commissione urbanistica. Si chiedono i necessari pareri di Provveditorato e Provincia, ma su questo punto  i componenti del Comune di Gallipoli e a dispetto della legge hanno deciso di soprassedere”. Nella relativa delibera di giunta sulla presa d’atto del protocollo d’intesa e le determinazioni, l’amministrazione comunale ha rilevato  che  in virtù dell'inclusione dell'immobile dei Salesiani nel Piano delle alienazioni deliberato dal Consiglio comunale “sono venute meno le motivazioni per la destinazione ad edificio scolastico dell'immobile in questione”. Nel contempo è stato autorizzato il dirigente responsabile dell'ufficio scolastico a “richiedere alla Provincia di Lecce ed al Provveditorato agli Studi il parere previsto dal VII comma dell’art. 8 della L. 23/97”.

Ora si attendono gli ulteriori passi previsti e richiamati dalla Cassa depositi e prestiti. E qui Gallipoli 2012 pone la chiosa finale. “Ora la Commissione urbanistica dovranno convocarla e bisognerà tornare in Consiglio comunale perché i cittadini sappiano che l’intero stabile dei Salesiani è stato valutato dalla Cassa depositi e prestiti per un valore di 2milioni e 700mila euro. Meno di un quarto del suo reale valore di mercato. Su quella base dovrà fondarsi la base d’asta ed a quel prezzo la Cdp si è obbligata ad acquistare. Per poi rivendere? È possibile. A chi? A che prezzo? Siamo dinnanzi” concludono dalla civica, “all’ennesima svendita che vogliono realizzare a danno della città. Una svendita contro la cultura, la storia, le opere di misericordia e anche contro la legge. Ma non è la prima e crediamo, purtroppo, non sarà l’ultima volta”.

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