Lunedì, 14 Giugno 2021
Gallipoli

Faro della Procura sul concorso. Minerva: “Nessun blitz e non sono indagato”

Il primo cittadino chiarisce i risvolti della vicenda dell’indagine sul bando di concorso per la dirigenza della polizia locale

GALLIPOLI - Si accende il faro della Procura di Lecce per verificare le procedure del concorso per la nomina, a tempo determinato, del comandante della polizia locale di Gallipoli, dopo tre esposti giunti dall’ottobre scorso sui tavoli della magistratura. Ma sul rincorrersi delle notizie e sulla delicata questione interviene il sindaco Stefano Minerva che con una nota ufficiale puntualizza alcuni aspetti della vicenda e soprattutto smentisce che vi sia stato alcun blitz nell’ambito degli uffici comunali per sequestrare atti relativi alla procedura concorsuale. "Rimango allibito dalla notizie che stanno circolando in queste ore” commenta il primo cittadino, “alcune del tutto travisate e prive di fondamento. Innanzitutto, non mi è  stato notificato alcun avviso di garanzia ed è per questo motivo che  sono sereno e fiducioso nell'operato della magistratura, consapevole che  nessun comportamento penalmente rilevante sia stato posto in essere  dall'amministrazione comunale e dai dirigenti degli uffici”.

Sulla vicenda in questi mesi si aperta anche una lunga querelle politica alimentata dai dubbi e dalla richieste di atti e chiarimenti da parte del gruppo consiliare di Gallipoli Futura e del capogruppo (temporaneamente sospeso dalla carica) Flavio Fasano. Dopo le incalzanti segnalazioni e rilievi sulla procedura messa in atto dall’amministrazione comunale nei mesi scorsi da parte del gruppo consiliare di opposizione, e la decisione anche del segretario generale Giancarlo Ria di inviare gli atti di gara del concorso interno agli organi di controllo al fine di confermarne la regolarità, il sindaco Stefano Minerva e la giunta comunale avevano deciso di sospendere temporaneamente l’iter procedurale in attesa dei chiarimenti richiesti. Dopo alcune settimane i dirigenti comunali sono tornati a chiedere lumi in particolare al Dipartimento della Funzione Pubblica il quale, nel far presente la difficoltà a far fronte per iscritto a tutte le richieste di parere che vengono presentate come per il caso del concorso interno del Comune di Gallipoli, ha comunque evidenziato come, in conformità alle norme specifiche “occorre esperire una selezione pubblica aperta non già meramente al personale interno bensì a tutti i soggetti interessati aventi i requisiti per l'incarico, avendo l'amministrazione l’obbligo di verificare preliminarmente la possibilità di affidare l'incarico al personale interno avente qualifica dirigenziale”. Incassate tali prescrizioni la giunta comunale ha quindi disposto di confermare la volontà di assegnare l’incarico a tempo determinato per il comando dei vigili e, revocando la procedura già in corso, ha stabilito la pubblicazione di un nuovo bando. Avviso di selezione riveduto e corretto e già pubblicato il 15 marzo scorso.

Sull’intero iter procedurale il primo cittadino di Gallipoli ha inteso altresì precisare “che non ci sono mai stati atti di  favoritismo verso nessuno e sulla vicenda del concorso per dirigente della polizia municipale sin da subito l'attuale amministrazione si è resa conto che  Gallipoli necessita più che mai di un dirigente, sia per la natura della città, che per sei mesi l'anno vede  centuplicarsi le presenze, sia per il rafforzamento del corpo di polizia locale  che necessita di una guida competente, di polso e in sintonia con  l'intero corpo e con l'amministrazione comunale”. Per ulteriore chiarezza, vi è un passaggio fondamentale che viene esplicitato da palazzo Balsamo: “il dipendente Parisi, autore di tre esposti, non può  ricoprire la funzione di dirigente in quanto privo del requisito 
fondamentale. Nello specifico, Parisi non è in possesso del titolo di studio della  laurea per l'accesso a tale qualifica, un requisito richiesto anche per  gli incarichi a contratto a tempo determinato. Quindi, di converso,  costituirebbe abuso attribuire un incarico dirigenziale a un funzionario  interno che non ha requisiti di legge”.

Nel merito dell’evoluzione dell’indagine avviate dalla Procura l’acquisizione degli atti relativa all’inchiesta avviata dal sostituto procuratore della Repubblica di Lecce, Paola Guglielmi, muove da almeno tre esposti giunti a partire dall’ottobre scorso sui tavoli della magistratura, tra i quali quelli presentati anche dall’attuale vice comandante e reggente del corpo, il maggiore Giuseppe Parisi, assistito dal legale Giampiero Tramacere. Ma gli atti relativi alla prima stesura del concorso interno sono stati anche inviati direttamente presso l’autorità giudiziaria su iniziativa del sindaco Minerva e del segretario generale del Comune. Circostanza che Mineva puntualizza ulteriormente nella sua replica. “Mi preme soprattutto specificare che non vi è stato alcun blitz e condanno chiunque abbia diffuso questa falsa informazione: per  chiarezza, sono stati il sottoscritto e il segretario generale Giancarlo Ria  a trasmettere alla prefettura di Lecce e alla Procura della Repubblica  di Lecce tutta la documentazione relativa alla vicenda sulla selezione  per la copertura del dirigente della polizia municipale, al fine di  verificare la linearità e la trasparenza dell'amministrazione, con la  consapevolezza che nel campo del diritto si è purtroppo esposti a varie  interpretazioni.

"Nessuno è entrato negli uffici, nessuno ha invaso la  regolare quotidianità degli stessi. L'infondatezza della notizia viene confermata dal fatto che l'ipotesi  dell'abuso di ufficio, secondo queste voci di corridoio, sarebbe stata  configurata solo nei confronti del sottoscritto, ma giova ricordare che  relativamente a questa procedura io non abbia mai firmato alcun atto  monocratico che giustificherebbe la mia esclusiva iscrizione al registro degli indagati. Infine, l'amministrazione comunale ha riavviato, con modifiche relative ad una possibilità di più ampia partecipazione da parte di più soggetti” conclude il sindaco, “tutta la procedura a seguito di contatto del segretario generale con il  dottor Angelo Roberto Cerroni, dirigente coordinatore del servizio per  l'organizzazione e gli incarichi dirigenziali del Dipartimento della funzione pubblica, al quale dipartimento l'amministrazione si era pure rivolta per un quesito procedurale. Pertanto, non posso tollerare che gli interessi personali si celino dietro denunce e dietro atteggiamenti diffamatori: questa volta, per  certo, si agirà per vie legali".

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