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Gabellone: "Provincia salvaguarderà mare di Gallipoli"

Il presidente della Provincia interviene sul caso dell'impianto di depurazione delle acque nella perla ionica e chiede a Vendola un tavolo istituzionale per una soluzione di lungo termine entro Natale

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GALLIPOLI - La Provincia di Lecce interviene in merito agli ultimi provvedimenti della giunta regionale pugliese, riguardanti l'attività del depuratore a servizio delle comunità di Gallipoli-Casarano. Il governo pugliese, infatti, ha deliberato il consenso ad utilizzare i campi di spandimento già esistenti al servizio del depuratore di Casarano per lo spandimento dei reflui in alternativa allo scarico degli stessi nel Canale Raho di Gallipoli (che confluisce nel Canale dei Samari).

Il provvedimento, secondo il presidente di Palazzo dei Celestini, Antonio Maria Gabellone, sarebbe "frutto del lavoro del tavolo tecnico portato avanti in maniera produttiva dalla Provincia di Lecce". Tuttavia, per il numero uno dell'ente provinciale, la soluzione non si può considerare "interamente esaustivo" del problema dello scarico dei reflui e del più complessivo e efficace completamento del ciclo della depurazione delle acque nel Salento e nel Sud Salento soprattutto.

"Queste problematiche - afferma Gabellone -, infatti, possono essere affrontate solo con interventi organici, complessivi e strutturali, concordati con il territorio e con il coordinamento della Provincia, che da sempre nella nostra gestione della vicenda ha svolto il suo ruolo in questa direzione e con questo spirito, avendo individuato proprio come priorità programmatica sin dall'avvio della Legislatura la risoluzione dell'emergenze depuratori e scarichi in mare in Salento".

Per questo il presidente della Provincia ha dato mandato agli uffici provinciali a richiedere un incontro, da tenersi entro le festività natalizie, al governatore Vendola e all'assessore ai Lavori pubblici, Fabio Amati, per affrontare la situazione nel complesso, "partendo dal presupposto fermo e condiviso da Provincia e Comune di Gallipoli - ricorda Gabellone - che neppure una goccia delle acque frutto di depurazione dovrà finire nel mare a nord o a sud di Gallipoli".

"Questa realtà turistica salentina - spiega Gabellone -, grazie a politiche mirate di marketing e di sviluppo territoriale provinciale, si è distinta a livello nazionale per gli altissimi flussi turistici in entrata registrati nel 2009, in netta controtendenza con i dati in flessione del sistema turistico nazionale, anch'esso attraversato dalla crisi dell'economia globale".

"Per questo, sulla scia di questi numeri positivi - conclude -, il sole e il mare di Gallipoli vanno solo promossi e accompagnati a politiche di sviluppo ancora maggiormente incisive e forti, migliorando la recettività complessiva, aumentando l'appetibilità dei servizi, non certo diminuendone il valore o minandone la bellezza".

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