Mercoledì, 16 Giugno 2021
Gallipoli

Taglio dei fondi per il recupero del Nautico. C’è il ricorso della Provincia

Il presidente Gabellone ha annunciato l'impugnazione dinnanzi al Tar Lazio delle modifiche del bando regionale e del Miur che hanno stralciato 12 milioni di euro

L'istituto anutico di Gallipoli

GALLIPOLI - Barricate e battaglia giudiziaria contro lo scippo dei fondi per il recupero funzionale del Nautico di Gallipoli. E la Provincia di Lecce ricorre al Tar del Lazio per impugnare gli atti che hanno stravolto la graduatoria definitiva del bando pubblico del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca, nell'ambito del concorso "#scuole innovative", e che di fatto privano il Salento e la Città Bella di fondi importanti e cospicui, pari a 12 milioni di euro, per demolire e ricostruire la vecchia sede di via Gramsci e renderla innovativa e più tecnologica. L’intervento era stato inizialmente ammesso dalla Regione Puglia, come secondo progetto utile, a godere del finanziamento alle spalle dell’istituto comprensivo di Bari. Ma nell’ambito della definizione delle aree progettuali la ripartizione delle risorse da parte del ministero ha determinato un taglio dei fondi destinati a Gallipoli di 9 milioni di euro che sono invece stati convogliati per incrementare il progetto delle scuole del capoluogo pugliese passato da una previsione di spesa di 9milioni e mezzo a oltre 18 milioni di euro. Dopo l’allarme lanciato oltre un mese addietro dal presidente Antonio Gabellone, è giunta la conferma dagli atti regionali e ministeriali. E da qui la contromossa della Provincia.

“La nuova valutazione dei costi del progetto interamente rivisitato è stata incredibilmente accettata dalla Regione Puglia e dal Miur” spiega Gabellone, “e ora l’amministrazione provinciale è immediatamente insorta per difendere il finanziamento che garantisce la ricostruzione e la salvezza dell’istituto Nautico di Gallipoli proponendo ricorso al Tar del Lazio, per il tramite dell’avvocato Francesco Baldassarre, contro la Regione Puglia ed il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca”. Nel ricorso fra i vari motivi dedotti dal legale dell’ente per denunciare la “illegittimità della decisioni assunte”, si fa presente che nelle procedure di evidenza pubblica, siano esse gare di appalto, concorsi pubblici, bandi per finanziamenti o contributi, “le domande presentate dai concorrenti corredate della relativa documentazione amministrativa, tecnica ed economica, una volta inviate tempestivamente all’amministrazione che ha indetto l’avviso pubblico non possono essere modificate, variate, integrate, pena la inevitabile violazione dei principi di trasparenza, imparzialità e par condicio, che costituiscono le regole fondanti di ogni procedura selettiva pubblica”.

Secondo la ricostruzione del presidente Gabellone si evidenzia come “in questa vicenda è accaduto che dopo il provvedimento di approvazione della graduatoria uno degli enti concorrenti, e segnatamente il Comune di Bari, ha rinegoziato con la Regione Puglia, con il consenso del Ministero, al di fuori di ogni forma di evidenza pubblica e delle condizioni fissate nel bando, il contenuto del proprio progetto modificandolo in maniera così significativa tanto da raddoppiare il costo dell’intervento, che è passato da nove milioni di euro a 18 milioni di euro”. Il tutto tagliando le risorse per il Nautico di Gallipoli ridotte a poco più di 3 milioni di euro. Nel ricorso proposto dalla Provincia si sottolinea invece l’importanza strategica del progetto di ristrutturazione dell’istituto gallipolino e l’assoluta urgenza di accedere ai fondi pubblici “per procedere velocemente alla ristrutturazione della sede scolastica per renderla fruibile alla città di Gallipoli ed a tutta la comunità salentina”.

     

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