Sabato, 24 Luglio 2021
Gallipoli

Nessuna compravendita di voti. Assolti Quintana e altri sei imputati

Emessa ieri pomeriggio la sentenza di assoluzione nell'ambito dell'inchiesta per un presunto voto di scambio nel corso delle elezioni provinciali ed europee del 2009. Dimostrata l'estraneità ai fatti per la strada di via Calamate

LECCE - Non ci fu nessuna compravendita di voti o scambio elettorale di favori ai tempi delle elezioni provinciali ed europee del 2009 in terra gallipolina. E per questo sono stati tutti assolti, su disposizione del giudice Michele Toriello,“perché il fatto non sussiste” i sette imputati finiti nel calderone dell’inchiesta avviata dal procuratore aggiunto Antonio De Donno. Fra questi figurava anche l’attuale consigliere di palazzo dei Celestini, Sandro Quintana e nel registro degli indagati finirono anche Fabio Negro, Isabella Storelli, Anna Cacciatore, l’ex segretario Udc Giovanni De Marini e Antonio Caiffa, tutti di Gallipoli, e Laura Monte originaria di Matino.  

 

I fatti inizialmente contestati risalgono proprio al periodo delle elezioni del 2009 nell’ambito delle quali Sandro Quintana era candidato al Consiglio provinciale di Lecce. Secondo l’accusa iniziale gli imputati avrebbero agito, a diverso titolo, per garantire a circa un centinaio di residenti della zona “Calamate”, in agro di Gallipoli, l’asfalto del manto stradale di quella località. Il tutto a spese dell’allora candidato Quintana e con la promessa dello scambio del voto. Ma nel corso dell’inchiesta di questi anni, e anche sulla scorta delle prove portate dal collegio difensivo degli imputati, è stato smontato il castello accusatorio primordiale dimostrando l’insussistenza del fatto. Tant’è che l’assoluzione decretata nella sentenza di ieri pomeriggio non è stata per altro una sorpresa atteso che lo stesso pubblico ministero, Antonio Negro, aveva formulato per i sette imputati una richiesta di assoluzione.

 

Gli avvocati difensori Luigi Suez, Paola Scialpi, Biagio Palumbo, Angelo Calvi, Alessandra Tomasi e  Angelo Pallara, hanno dimostrato che i lavori per il rifacimento di quella strada erano stati già appaltati nel maggio del 2009 su iniziativa dei residenti, e quest’ultimi si erano dovuti difendere anche in un altro processo (anche qui c’è stata l’assoluzione), dall’accusa di abusivismo edilizio proprio per la realizzazione e i lavori della stessa strada. Così come è stato dimostrato che un assegno pari a 2mila euro, consegnato secondo la prima accusa, da De Marini a Laura Monte per procacciare presunti voti a Quintana tra quei residenti, era stato in realtà un regalo personale e di amicizia che la stessa imputata ha poi utilizzato per un acquisto di un’auto usata. Allo stesso modo non è stato provato nessun legame o scambio sospetto per un altro assegno dello stesso importo che nel corso della campagna elettorale per il parlamento europeo sarebbe dovuto servire per convogliare i voti sull’allora candidato in quota Udc, Salvatore Proto. Nessun coinvolgimento diretto degli imputati Quintana, De Marini e Caiffa è stato accertato. Da qui la richiesta di assoluzione per tutti gli imputati e l’accoglimento dei giudici della seconda sezione penale del Tribunale.    

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