Sabato, 31 Luglio 2021
Gallipoli

Mare inquinato, ma per colpa del depuratore. Ora Errico chiede i danni

Polemica aperta dopo i dati di Goletta verde sui campionamenti negativi che riguardano “solo” il litorale già interessato dal divieto di balneazione. Il sindaco annuncia battaglia: “Danni all’immagine, la nostra città va risarcita”

GALLIPOLI -  I dati allarmanti e negativi snocciolati dall’equipe di biologi di Legambiente, nel monitoraggio effettuato per la campagna di "Goletta Verde" sulla salubrità delle acque, e riportati da tutti gli organi di stampa, scaricano un mare di polemiche. E nel caso dello specchio d’acqua dove insiste lo scarico del depuratore consortile di Gallipoli, in località porto Gaio e sul litorale nord di Torre Sabea, non fanno che confermare quanto, da decenni, gli operatori e l’amministrazione comunale, hanno lamentato all’indirizzo della Regione Puglia. E ora la battaglia si fa aspra e pungente dopo che tali dati, resi noti nella giornata di ieri in quel di Bari, hanno ulteriormente “infangato” l’immagine turistica della città bella nel pieno della stagione balneare. L’errore ovviamente è anche quello di generalizzare la situazione visto che il litorale gallipolino non è ovviamente da definire in toto “fortemente inquinato”, come la lettura amplificata del report degli ambientalisti potrebbe far capire. Il campionamento sul litorale gallipolino, uno dei sei in provincia di Lecce, è quello effettuato e circoscritto proprio in prossimità della foce dello scarico del depuratore in località porto Gaio e sul litorale nord, nel tratto già interessato dal divieto di balneazione,

Una situazione acclarata dunque, dopo anni di negazioni e rassicurazioni da parte di Aqp, Regione ed entri preposti al controllo, e dopo le battaglie anche sui tavoli politici e nelle sedi della giustizia amministrativa. Il tutto mentre l’annunciato finanziamento in arrivo per l’adeguamento e il potenziamento dell’impianto di via Scalelle e di affinamento delle acque reflue pari a 4milioni e mezzo di euro in buona sostanza va letto anche nell’ottica di una presa di coscienza da parte del  governo regionale e di Aqp che, forse, si sono resi conto che qualcosa di anomalo sul depuratore di Gallipoli era in atto. Ma il guaio ambientale e d’immagine è bello e servito. E il sindaco ionico Francesco Errico e la sua amministrazione non hanno certo accolto con favore i dati estrinsecati dalla Goletta verde e riportati dai media. “E’ intenzione dell’amministrazione comunale promuovere un’azione risarcitoria contro la Regione Puglia, nonché contro quanti non hanno perso tempo per screditare, ad estate inoltrata, l’immagine di una città che di fatto rappresenta la punta di diamante per il turismo pugliese e non solo” ha annunciato il primo cittadino di Gallipoli biasimando  i dati che evidenziano livelli di inquinamento del mare in località porto Gaio, lungo il litorale nord cittadino.

“Da lungo tempo nei miei incontri in Regione ho provato a dimostrare, documenti alla mano, come l’attuale funzionamento del depuratore non fosse così scontato ed a regime come invece si sosteneva” accusa Errico, “per questo sin dal primo momento, forte tanto di un deliberato all’unanimità del consiglio comunale quanto di un pronunciamento del Tar e del Consiglio di stato, ho chiesto una soluzione al problema che avesse quale punto finale l’inviolabilità del nostro mare e la salvaguardia della balneabilità del nostro litorale. Tutto ciò non solo per ragioni ambientali ma anche, come poi è stato dimostrato dai fatti, a tutela dell’immagine della mia città, che è stata ingiustamente vilipesa e danneggiata in un momento quanto mai particolare per la nostra stagione balneare. Per questo chiederò il ristoro dei danni a quanti, nessuno escluso, hanno provocato tale danno d’immagine, molto più grave di quanto non si possa pensare”.

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