Mercoledì, 29 Settembre 2021
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Gallipoli fallito, cartellino rosso a D'Odorico e Barba

Dopo il fallimento della società del luglio 2010 e il processo penale per truffa arrivano le decisioni della Figc:sospesi rispettivamente per cinque e tre anni i due ex presidenti deferiti

GALLIPOLI - La pagina nera del fallimento del Gallipoli calcio, dopo lo storico traguardo della serie B, si arricchisce di una nuova annotazione: dopo il crack milionario della società ionica e il processo penale in corso per truffa, la Figc ha emesso il suo verdetto in ambito sportivo dopo il deferimento dei protagonisti della oscura vicenda. E per i due ex presidenti della ex società del Gallipoli calcio, ovvero Daniele D'Odorico e Vincenzo Barba, sono arrivate le sospensioni dagli ambienti federali nazionali. Nello specifico la commissione disciplinare della Federazione italiana giuoco calcio, chiamata ad esprimersi e a decidere sul deferimento disposto dalla Procura federale il 4 agosto scorso in merito alla vicenda del fallimento della società gallipolina, ha decretato l'inibizione per 5 anni e la preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della Figc per D'Odorico, e l'inibizione per tre anni per l'ex presidente Vincenzo Barba.

Tra i personaggi legati alla vicenda, e deferito, figura anche il collaboratore di fiducia di Daniele D'Odorico, ovvero Christoph Concina ma la sua posizione nell'ambito della Commisione disciplinare del 27 ottobre scorso è stata stralciata, con gli atti del procedimento restituiti alla Procura federale. La valutazione della Commissione federale presieduta da Sergio Artico, è stata alquanto dettagliata e puntuale. E dopo avere accertato, in via preliminare, che in effetti il Gallipoli Calcio Srl è stato dichiarato fallito dal Tribunale di Lecce con sentenza del 26 luglio del 2010 (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=21898), si è passati ad accogliere le tesi di responsabilità dei due ex presidenti giallorossi già evidenziate dalla Procura federale. L'organo di disciplina sportiva ha in buona sostanza ritenuto responsabili diretti del fallimento della società del Gallipoli, tanto l'imprenditore friulano Daniele D'Odorico (proprietario della società ionica al 99%, dall'11 agosto 2009 e amministratore unico dal 13 agosto 2009 alla data della sentenza di fallimento) quanto il suo predecessore Vincenzo Barba (proprietario della società dalla sua costituzione il 20 giugno 2005 e sino all'11 agosto 2009 nonché amministratore unico sino al 13 agosto 2009). Ovviamente con gradi di "colpevolezza" differenti tant'è che per D'Odorico era stata richiesta l'inibizione massima e la preclusione da qualsiasi rango o categoria federale. Mentre per Barba solo l'inibizione.

E si legge nello stralcio del provvedimento della Commissione disciplinare: "?considerato che il comportamento del Barba va sicuramente censurato avendo portato la società nel periodo in cui era proprietario e presidente, in una situazione di indubbia grave sofferenza economico-finanziaria ed avendo contribuito all'ulteriore dissesto con la rideterminazione del contratto di sponsorizzazione sottoscritto con società di sua proprietà?Valutata come ancor più grave la posizione di Daniele D'Odorico, capace in pochi mesi, dopo aver acquisito la proprietà e la presidenza, di portare la società al fallimento omettendo di pagare stipendi e contributi, facendo lievitare il passivo societario a livelli insopportabili, omettendo di provvedere alla ricapitalizzazione della società stessa; Preso atto, inoltre, che il D'Odorico veniva rinviato a giudizio dinanzi al Tribunale di Lecce sezione distaccata di Gallipoli perché "con artifici e raggiri consistiti nel far credere a Vincenzo e Antonio Barba, nella loro qualità di soci della Gallipoli Calcio Srl di avere assoluta disponibilità finanziaria, e nel serbare maliziosamente il silenzio sulla circostanza dell'esistenza di due iscrizioni ipotecarie sui beni di loro proprietà, inducevano in errore gli indicati Antonio e Vincenzo Barba, che pertanto si determinavano a cedere loro le quote societarie, procurandosi un ingiusto profitto con ingente danno patrimoniale per i Barba, cui non veniva versato alcunché di quanto stabilito a titolo di prezzo ammontante ad euro 3.115.520,00".


Nell'ambito dell'udienza dinnanzi alla Commissione di giustizia sportiva nessuno dei tre soggetti deferiti, D'Odorico, Barba e Concina ha depositato una memoria difensiva e nessuno si è presentato al cospetto dell'organo federale. Un altro tassello dunque della dolorosa vicenda del fallimento del Gallipoli calcio che ancora oggi fa male al cuore dei tifosi giallorossi. I numeri di quell'odioso crack finanziario parlano chiaro: 4 milioni 533mila e 972 euro i debiti che la società giallorossa aveva accumulato fino al 30 aprile del 2010, oltre ad un altro precedente dell'ammontare di 904mila e 514 euro. Cifre da capogiro, che nel giugno dello stesso anno portarono il pubblico ministero Stefania Mininni a chiedere il fallimento. Richiesta contro la quale la società aveva presentato ricorso, ma invano. Fallimento decretato dalla sezione commerciale del Tribunale di Lecce il 26 luglio del 2010 e con la nomina del curatore fallimentare Luca Maggiulli.

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