Gallipoli

Pd e Udc sono ora più vicini. Ed Errico potrebbe fare da collante

Dopo il faccia a faccia tra democratici e centristi, prove di larghe intese in vista delle amministrative. Quintana: "Voglio un candidato politico". Veto sugli ex consiglieri dissidenti. Pdl : "Terzo Polo decida con chi stare"

La sezione dell'Udc di Gallipoli.

 

GALLIPOLI – Un’altra settimana di grandi manovre in salsa gallipolina. Mentre tra il Pd e Udc si torna a dialogare. Con insistenza, anche se la contrattazione politica è ancora agli albori. E la svolta in casa del centrosinistra locale potrebbe arrivare nel giro di poche settimane. Anche perchè gli umori e le dinamiche del neo governo nazionale nelle mani del traghettatore Mario Monti potrebbero portare alla consultazione per il rinnovo del Consiglio comunale gallipolino in tempi anche più rapidi. Ed allora è tempo di accelerare, ma sempre con circospezione. E l’Udc torna a sterzare verso sinistra, provando nuovamente a convergere verso il laboratorio programmatico intavolato con il Pd, e successivamente valutando la possibilità di aderire alle larghe intese avversate sul tavolo del centrosinistra, invece, dall’asse di Sel, degli ex iscritti e dirigenti Pd e dai vendoliani. Prove tecniche di dialogo e di coalizione dunque tra le forze di sostegno dell’ex Venneri ter, dopo un incontro formale, consumato la scorsa settimana, tra i referenti cittadini dei Democratici e centristi.

Da un lato il direttivo del Pd della neo sezione di via Andronico, dall’altro il coordinatore cittadino del partito di Casini, ovvero Felice Stasi e il consigliere provinciale, Sandro Quintana. Con quest’ultimo che ora sembra meno irreprensibile sull’ipotesi di riavviare il dialogo con il Pd, ma soprattutto verso le larghe intese. Più incline e propenso a riavviare l’intesa magari con la Grande Gallipoli di Coppola (trattative a quanto pare già in corso), e meno con i venneriani. Ma si valuterà strada facendo. Per ora continua a prevalere il tatticismo, perchè anche l’apertura di Quintana verso il Pdl è tutt’altro che tramontata. “Non c’è preclusione al dialogo con nessuno” ribadisce il consigliere provinciale dell’Udc, “anche perchè il mio unico interesse è quello di dar vita ad una colazione che sia composta da persone che abbiano a cuore lo sviluppo e il futuro della città. E il momento di sintesi sarà quello di individuazione del candidato sindaco che per quanto mi riguarda dovrà essere un politico ed espressione autentica dell’Udc, con una coalizione capace di portare a termine il mandato di governo”.

Ed i centristi, a quanto annuncia Quintana, spalleggiato dai consiglieri provinciali Pendinelli, Siciliano e Tundo, a breve presenteranno il proprio candidato sindaco di riferimento che sarà posto alla valutazione dei partiti e movimenti con cui si continuerà a dialogare. Tutte le strade in tal senso portano all’indicazione della prima ora dell’ex vicesindaco Francesco Errico. Un nome e una figura che potrebbe fare da collante, mettendo d’accordo gli animi controversi dell’Udc e convincendo anche il Pd, e le altre forze interessate al progetto delle larghe intese (a questo punto tasversali) per la città. Ovviamente prima di parlare del candidato sindaco, bisognerà intavolare proposte e programmi. E valutare anche altre “autorevoli” candidature in itinere, espressione della società civile. Quella dell’ex magistrato Aldo Petrucci in primis.       

Ma solo dopo il congresso provinciale Udc e l’acclamazione di Totò Ruggeri quale segretario dei centristi se ne saprà di più. E l’incontro chiarificatore con il Pd? Al momento si parla di approccio interlocutorio in cui sono state ribadite posizioni, divergenze e punti reali di intesa. In casa dei Democratici c’è interesse a dialogare, ma anche a creare le premesse per erigere un laboratorio programmatico capace non solo di vincere le elezioni, ma di governare stabilmente. Senza intoppi e sgambetti. “E questo si può fare solo affidandosi a persone serie e scevre da facili condizionamenti” hanno ribadito nel corso dell’incontro a chiare lettere i Democratici. Il che tradotto dal politichese gallipolino lascia intendere che anche nella composizione delle liste il Pd non nasconderà un certo disappunto nel rivedere candidati ex consiglieri (leggi Caiffa e Padovano) che hanno contribuito a far naufragare l’esperienza del Venneri ter.

 

Il Pdl sbotta: “E’ tempo che Udc e Terzo Polo decidano con chi stare. Basta con gli inciuci”

Mentre si intensifica il dialogo sulla sponda del centrosinistra tra Pd e Udc, sul versante del Pdl gallipolino si invoca una scelta di campo definitiva. E dal coordinamento cittadino del partito di Vincenzo Barba e Giorgio Cacciatori arriva un monito chiaro all’indirizzo del centristi. I quali, con le dichiarazioni di Quintana, non hanno escluso che il dialogo anche con la coalizione del centrodestra sia fattibile. Ma ovviamente delle due, l’una. E il Pdl in tal senso è chiaro. E “rinfresca” il concetto con una nota ufficiale. “Il tempo corre e gli schieramenti iniziano a delinearsi” ammonisce il Pdl gallipolino, “e risulta altrettanto chiaro che la posizione di chi fa a gara a rappresentare l’Udc tenda a farsi più confusa che nitida. Sembra, infatti, che più che una volontà di dialogo a 360 gradi, esistano divergenze strategiche: da un lato ci sono le parole pro-centrodestra rilasciate dall’amico Sandro Quintana che, dopo essere stato, non più tardi si questa estate, bistrattato dalla segreteria provinciale adesso viene nuovamente investito dal gravoso impegno di un mandato esplorativo cittadino. Dall’altro le valutazioni di chi, come il segretario sezionale, guarda al Pd e strizza l’occhio al centrosinistra e in ultimo anche di chi vuole stare fermo fermo, per realizzare il sogno del cosiddetto Terzo Polo.

“Nessuno di noi vuol fare i conti in casa altrui ed ogni valutazione dell’Unione di Centro sarà sempre e comunque rispettata” continua la nota, “il Pdl e l’intero centrodestra restano, con buona volontà, in attesa di un chiarimento in casa scudocrociata, poiché la stessa analisi che abbiamo effettuato con molti loro autorevoli rappresentanti al momento della sfiducia nei confronti di Venneri, rimane per noi di grande attualità, sia per il presente che per il futuro. E poiché conosciamo la fermezza di alcuni loro esponenti locali, non abbiamo dubbi che il cammino iniziato nella scorsa estate possa protrarsi dalla prossima in poi. Se poi questa comune visione andrà a ‘carte 48” concludono dal Pdl, “e si preferirà la strada dell’accordo con l’area sinistrorsa che civetta con Coppola e Venneri, ci adegueremo anche noi di conseguenza, nell’interesse unico e solo dello sviluppo di Gallipoli, città che ha dimostrato alla grande di rigettare la madre di tutti gli inciuci”. 

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