Notizie da Gallipoli

Gallipoli, si riparte: L'obiettivo è sempre la serie B

Campiontato di C, orgnico da B, cornice di pubblico da serie A: grande cornice per la presentazione della squadra. Madrina d'eccezione, Manuela Arcuri. Barba: "Arriveremo nella piazza che conta"

Assalto alla B. Il presidente Vincenzo Barba, com'è nel suo Dna, non si è mai nascosto dietro un dito, dicendo sin dal primo giorno che la cavalcata dei giallorossi aveva un unico obiettivo: la B, "il calcio che conta". E allora ha deciso di non lasciare nulla al caso, con una presentazione degna di una squadra di serie A. "Nessuna squadra di serie B può permettersi una presentazione così, con una madrina come l'Arcuri e questa cornice di colori e di pubblico", dice Gianni Ippoliti, una delle icone del tifo gallipolino.

"Seguo il Gallipoli da quando le promesse del presidente Barba sembravano utopie a chi come me sa quanto siano duri i campi cosiddetti ‘minori', eppure questa cavalcata ha preso forma con un gruppo, un gioco ed una squadra che quest'anno, grazie agli investimenti del presidente ed agli sforzi del suo staff, ha la qualità per fare il salto decisivo". Sottofondo musicale della ‘Carovana del Sole', grande partecipazione del commando ultras e i colori giallorossi a illuminare la scena. La serata, condotta dal giornalista di TeleRama Giuseppe Ienuso coadiuvato dal collega di Quotidiano e Studio100 Liberato Casole e dall'addetto stampa del Gallipoli Calcio Matteo Sciscioli si è aperta con la presentazione della Beretti, per poi passare alla sfilata delle nuove maglie Garman: la prima tradizionale a strisce giallorosse, la seconda bianca con risvolti giallorossi e la terza a righe orizzontali sempre con i colori sociali della squadra jonica.

Poi il momento ‘istituzionale', con i giocatori in passerella: applausi per tutti, i boati del pubblico sono però per alcuni della ‘vecchia guardia' come Tonino Minadeo, Gianni Califano e Christian Cimarelli. Una rosa di primo ordine, in cui è difficile stabilire la cerchia dei titolari a causa dell'alta competitività in ogni ruolo. In porta è arrivato una garanzia come Francesco Rossi che avrà alle spalle due ‘giovani terribili' come Spina e Santarelli, primavera della Lazio che si porta addosso la benedizione di ‘nuovo Peruzzi'. In difesa accanto ai confermatissimi Minadeo, Mele, Paschetta che quest'anno nella linea a quattro potrà esprimere le sue qualità, e al dato per partente LoMonaco, i nuovi arrivi portano il nome di Molinari e Antonioli, coppia di granitici centrali del Frosinone vincitore della C1, della promessa della primavera blucerchiata, il nigeriano Solomon Enow, e di due esterni di valore come Andrea Suriano e Gaetano Vistola, l'ultimo anno in A con l'Ascoli.

Il centrocampo è il reparto che ha subito le maggiori variazioni: unici riconfermati l'estroso Cimarelli e il giovane Di Miceli, sono arrivati innesti di qualità come l'argentino Lucas Correa della Lazio, che sembrava destinato al Messina e che innalza notevolmente il tasso tecnico della squadra, il nazionale ungherese Andràs Horvath, l'esterno destro Giorgio Cini, l'altro primavera Lazio Daniele Greco, due mastini come Monticciolo e Stentardo e l'ultimo in ordine di tempo, Giuseppe Russo. Lo scoop della serata riguarda però il reparto dei bombardieri.

"Gianni Califano - sono le parole del direttore sportivo Danilo Pagni - resterà qui, per formare con Di Gennaro una delle coppie gol più forti della C1". Accanto all'intramontabile Califfo (18 reti la scorsa stagione) e al bomber ex Lucchese sono arrivati l'under 21 romeno Cristian Cigan, di cui si dice un gran bene,e l'altro primavera biancazzurro Matteo Merini, senza scordare il prezioso contributo che può dare Stefano Morello. Subito dopo la squadra è il turno dello staff tecnico, con il viceallenatore Marcello Marrocco, il preparatore dei portieri Claudio Bozzini e mister Dario Bonetti.

"E' una rosa di grande, grandissima qualità", ha commentato il mister. "Ce la metteremo tutta, ma ricordo ai miei ragazzi che la qualità, se non è supportata dalla giusta dose di umiltà, non porta i risultati che ci siamo prefissati". Tutta la squadra è sulle gradinate del palco allestito a centrocampo quando arriva il momento clou: è Gianni Ippoliti a chiamare Manuela Arcuri, che sfila in tutta la sua eleganza con la bandiera giallorossa del Gallo. La Manuela nazionale per la seconda volta ad una presentazione del team di Barba, con lo stesso auspicio della volta precedente. "Certo, spero di portare bene una seconda volta al Gallipoli. Sono onorata di essere qui, anche perché non so mai dire di no al mare del Salento". Dulcis in fundo, arriva il suo momento: il presidente che arriva acclamato dai tifosi per i quali è qualcosa di più della sua figura dirigenziale. E proprio il commando ultras decide di dedicare al suo presidente "Insieme", brano inciso a bella posta per la serata.

Parte lo show che si conclude nel bacio tra Barba e la Manuelona nazionale, a cui viene regalata una maglia (non ufficiale, diciamo noi) che prende spunto da quella del Lecce: una maglia su cui campeggia lo sponsor "La notte dell'Arcuri". Un simpatico tributo di Gallipoli e della Garman, che ha omaggiato anche il presidente Barba e la curva Sud. "Grande festa, grande festa", gongola il presidente. "Ci sono tutte le premesse per arrivare nella piazza del calcio ‘buono', e d'altronde il mio progetto è sempre stato quello, "B come Barba". Doveroso il ricordo ad una persona che del Gallipoli calcio era anzitutto un amico, Sergio Vantaggiato ricordato con il suo servizio celebrativo della vittoria della coppa Italia di C.
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Tutti si sono fermati e la curva Sud gli ha dedicato lo striscione ‘Ciao Sergio, voce del Salento'. "Quando vedo il logo di TeleRama qui allo stadio - commenta il direttore sportivo Danilo Pagni - resto un po' interdetto. Era un grande uomo, ricordo quando lo chiamavo perché qualcosa nel servizio non mi era piaciuta, e lui rispondeva sempre con grande garbo, grande umiltà e pacatezza, doti che solo un grande uomo può avere". A fargli eco, commosso, il presidente Barba "E' triste, oggi è una giornata di festa ma non possiamo non pensare al nostro amico, un grande professionista. Quello che mi fa rabbia è che abbia dovuto perdere la vita nel modo opposto al suo modo di essere. Ciao Sergio".

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