Martedì, 3 Agosto 2021
Gallipoli

No alle trivelle nello Ionio. Errico e Risi pronti alla mobilitazione

Dopo le richieste di valutazione di impatto ambientale da parte della Shell per le ricerche di idrocarburi liquidi e gassosi in mare, è già battaglia. I sindaci di P.Cesareo, Gallipoli e Nardò contrari. Manifestazione a Policoro

GALLIPOLI - Dalle sponde dell’Adriatico a quelle ioniche con l’identico obiettivo comune: bloccare l’avanzata delle trivelle e dei cercatori dell’oro nero. E per difendere il mare di casa nostra da un nuovo e invasivo attacco. La multinazionale Shell Italia E&P spa ha fatto pervenire nel mese scorso la documentazione per ottenere due Valutazioni d'impatto ambientale a diverse amministrazioni pugliesi e salentine per ottenere l'autorizzazione alla ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in mare lungo la dorsale del litorale ionico. La Shell ha inviato l’istanza il 15 novembre scorso e ha depositato la relativa documentazione, oltre che al Ministero dell’Ambiente, anche presso le Province di Lecce e Taranto e nei Comuni rivieraschi interessati. E sono almeno 13 le amministrazioni salentine chiamate in causa: da Porto Cesareo, Nardò, Galatone, Sannicola a Gallipoli, Taviano, Racale, Alliste, Ugento, Salve, Morciano di Leuca, Patù, Castrignano del Capo. Per le trivellazioni la multinazionale del petrolio ha intenzione di usare una piattaforma semisommergibile di grande impatto almeno sotto il profilo visivo.

Ed è già partita la mobilitazione politica e degli ambientalisti a tutte le latitudini. Non ancora roboante, ma già utile per  cercare di smuovere le acque e bloccare l’arrivo delle trivelle nel mare del Salento e non solo. “No alle trivelle sullo Ionio…Salviamo il nostro Mare”, è la manifestazione indetta per il prossimo 17 dicembre a Policoro dai sindaci della fascia jonica di Calabria, Basilicata e Puglia. Una forte mobilitazione per fermare quello che lo stesso sindaco di Policoro, Rocco Luigi Leone, nel corso della conferenza stampa di presentazione, ha definito “un vero e proprio atto criminale del governo centrale”. Il dissenso si è già diramato in terra salentina. Dove il primo ad alzare la voce è stato il primo cittadino di Porto Cesareo, Salvatore Albano che ha chiamato il territorio alla mobilitazione. Ed hanno subito fatto eco le risposte delle amministrazioni di Gallipoli e Nardò con la presa di posizione comunicate dai due sindaci.        

Il primo cittadino di Gallipoli, Francesco Errico, prenderà parte alla manifestazione organizzata dal comune di Policoro sin dalla mattinata di lunedì 17 dicembre. La manifestazione inizierà alle 9.30, con un corteo dei partecipanti, rappresentanti delle istituzioni, associazioni, cittadini, che muoverà sino al “Palaercole”, dove si svilupperanno i diversi interventi, tra cui quello del fisico Maria Rita D’Orsogna, professore associato presso il Dipartimento di Matematica della California State University al Northridge di Los Angeles, esperta nei temi oggetto dell’incontro. “Ho prontamente aderito all’invito del collega Leone” spiega Errico, “per aggiungere anche la voce del Comune di Gallipoli al coro che lunedì prossimo sancirà l’inviolabilità del mar Ionio che, come più volte ribadito, rappresenta per la nostra comunità un valore identitario prim’ancora che una straordinaria risorsa ambientale ed un importante strumento per la valorizzazione della nostra economia”. La manifestazione di Policoro si concluderà infine con la stipula del protocollo d’intesa delle istituzioni presenti ed avente ad oggetto “Azioni concordate al fine di scongiurare le trivellazioni petrolifere nel mar Ionio”.

Sul versante neritino la battaglia di sensibilizzazione mossa principalmente da Fare Verde e dalla comunità militante “Andare Oltre”, va avanti. E anche il primo cittadino Marcello Risi ha ufficialmente diramato e motivato la sua contrarietà alle ricerche petrolifere lungo la costa ionica. “Il territorio di Nardò è una ricchezza da valorizzare e da utilizzare in maniera sostenibile” scrive il sindaco neritino, “la consapevolezza della sua unicità e della sua irriproducibilità ci spinge ad essere contrari ad ipotesi di trivellazioni per esplorazione di giacimenti petroliferi nel mare. Il mare rappresenta per noi un serbatoio di vita ed insieme una importantissima risorsa in grado di produrre benessere per la nostra comunità. Il Salento e il territorio di Nardò che ne è ampia parte ospitano e sopportano un carico di impianti di produzione di energie alternative, sia solare che eolico, che contribuisce in maniera determinante ai fabbisogni nazionali, sostenendo l’economia in maniera importante. Abbiamo accettato l’impatto del fotovoltaico nelle nostre campagne. E lo abbiamo fatto proprio perché le rinnovabili rappresentano una valida alternativa alle produzioni di energie tradizionali. Non è pensabile” conclude Risi, “che sul nostro territorio convivano le torri eoliche sulla costa, gli impianti fotovoltaici nelle campagne e le trivelle nel mar Jonio. Non è pensabile che si possa ulteriormente gravare la nostra terra di un peso che non può e non deve sostenere avendo già pagato un tributo decisivo allo sviluppo dell’intera economia nazionale”. La questione sarà affrontata da vicino anche nell’assise comunale di palazzo Personè atteso che il consigliere Pippi Mellone, ora referente del gruppo Andare Oltre, ha richiesto la convocazione di una seduta monotematica proprio inerente il tema delle “trivellazioni nel nostro mare”.

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