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Gallipoli, un premio qualità per i "Pupi" di cartapesta

Mentre in città si prepara la macchina organizzativa del Carnevale, Rc chiede
un concorso per i manufatti "bruciati" per tradizione nella notte di Capodanno. E parte un appello Pro loco Comune

Volate via con l'Epifania le festività natalizie, Gallipoli si appresta a vivere con la solita intensità l'imminente periodo carnascialesco. E tra il ritorno delle tradizionali "focareddhe" e la maestosità dei carri allegorico-grotteschi (in fase di ultimazione nei capannoni artigianali sulla provinciale per Taviano) bisogna fare un passo indietro e tornare alle altrettanto "spettacolari" opere in cartapesta bruciate nella notte di Capodanno. I tradizionali "pupi", ovvero i fantocci sapientemente ricostruiti dai giovani gallipolini seguendo le linee guida dei maestri cartapestai, che quest'anno, per numero e per qualità rappresentativa, hanno veramente superato ogni limite. In alcuni casi si può parlare di vere e proprie opere d'arte che superano di gran lunga la loro primogenita vocazione di essere realizzati semplicemente come simbolo dell'anno vecchio che (riempito di polveri da sparo e mortaretti) viene fatto bruciare con il suo carico di problemi e negatività per far posto al ben augurante nuovo anno.

Pupi di cartapesta affidati all'iniziativa personale dei giovani dei quartieri cittadini e che secondo il segretario cittadino di Rifondazione comunista, Pompeo Demitri, dovrebbero avere un riconoscimento per la loro valenza sia artistica che sociale. Da qui parte la proposta rivolta principalmente al Comune di Gallipoli e alla Pro loco, per istituzionalizzare la realizzazione artigianale dei pupi della notte di Capodanno. Creando cioè un apposito concorso a premi che consenta di affinare ancor più la tecnica e l'impegno nella realizzazione dei manufatti e una sana concorrenza tra i vari rioni a chi realizza il "pupo" più bello ed originale. E volendo, il concorso potrebbe partire già da subito, visto che i pupi realizzati quest'anno sono stati per la quasi totalità immortalati dallo studio fotografico di Christian Fuso, prima di esser ovviamente "sparati" allo scoccare della mezzanotte. Istituire un premio, magari anche con una piccola quota in denaro (oltre a quella fornita dagli sparuti sponsor locali), potrebbe servire anche a interrompere la rituale, e a volta incauta, richiesta di "offerte" che i ragazzini gallipolini rincorrono nella giornata della vigilia di Capodanno gettandosi letteralmente tra le auto in transito nei pressi dei luoghi destinati ad ospitare i fantocci di cartapesta.

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