Martedì, 27 Luglio 2021
Gallipoli

Giro di vite sull'igiene: tonnellate di pesce e cozze sotto sequestro

Controlli a tappeto fra pescherie, magazzini di prodotti ittici all'ingrosso e centri per la spedizione e per la vendita di molluschi, uno dei quali è stato in parte sequestrato, con tutti i prodotti, per carenze di vario tipo

 

GALLIPOLI - Sanzioni per circa 25mila euro, prodotti ittici finiti sotto sequestro per un valore di circa 30mila euro. Sono alcuni dei numeri di un controllo a largo raggio fra pescherie e magazzini messi in atto fin dall’alba di oggi in tutta Gallipoli dai carabinieri della stazione locale, insieme ai militari del Nas di Lecce e personale veterinario dell’area sud di Maglie dell’Asl.  

Con l’ingresso nel vivo della stagione estiva e l’arrivo dei turisti sul litorale jonico, cominciano anche i controlli serrati delle forze dell’ordine, per contrastare truffe alimentari e verificare le condizioni igienico-sanitarie dei locali di molti esercenti. Per una città a vocazione turistica come Gallipoli, tra i poli d’attrazione principali in Italia, si tratta di un’azione di routine e quanto mai necessaria, in questa stagione dell’anno, la quale ha condotto, ancora una volta, a risultati che inducono a una riflessione.

Carabinieri e personale dell’Asl hanno passato al setaccio due pescherie, sette magazzini per la vendita all’ingrosso di prodotti ittici e due centri per la spedizione e per la vendita di molluschi bivalvi (cozze, vongole, fasolari, ostriche). E non sono mancate le sanzioni, che hanno riguardato, in particolare, cinque dei sette proprietari di altrettanti magazzini di vendita di pesce all’ingrosso. I militari hanno sottoposto a sequestro amministrativo oltre 300 chili di pesce azzurro, poiché infestati da larve di anisakis. Il parassita, come noto, risulta pericoloso per la salute, se il pesce, contaminato, viene ingerito crudo o poco cotto, o, comunque, non sottoposto alle operazioni che ne garantiscano la morte.

Peggio è andata, però, al proprietario di un centro per la spedizione e per la vendita di molluschi, che ha subito il maxi sequestro di oltre 6 tonnellate di cozze nere, 100 chili di ostriche, 30 chili di noci bianche e 10 chili di vongole.

I controlli, infatti, hanno permesso di evidenziare che la struttura utilizzata per la lavorazione e la purificazione dei molluschi non era notificata all’autorità competente e priva del riconoscimento “Ce”, nonché dei requisiti igienico sanitari minimi prescritti. Secondo quanto rilevato dai militari, alcune strutture metalliche erano intaccate da ruggine, parte dell’impianto era privo di pavimentazione e di pareti laterali, con caduta d’intonaco.

Per tale ragione, tutti i prodotti in fase di lavorazione sono stati sottoposti a sequestro amministrativo, così come parte della stessa struttura. Nella fattispecie: la linea di confezionamento, di circa 150 metri quadrati, il locale per la depurazione, di ulteriori 150 metri quadrati, e un locale per il trattamento delle acque, dell’ampiezza di circa 80 metri quadrati. E’ stato prelevato anche un campione dell’acqua utilizzata per la depurazione dei molluschi, per approfondimenti di carattere microbiologico.

Infine, i carabinieri e i veterinari dell’Asl hanno sanzionato il titolare di una pescheria, poiché avrebbe detenuto, per la vendita, cozze già sgusciate in carenza di autorizzazione. Sottoposti a sequestro circa 3 chilogrammi di prodotti.

I carabinieri della compagnia di Gallipoli, si sono però concentrati anche sul fenomeno dei campeggiatori abusivi su aree demaniali, con tutto ciò che ne consegue, a livello di problematiche sanitarie e di pulizia. Sono quindi stare organizzate ispezioni notturne. I carabinieri della stazione di Sannicola, in particolare, alle prime luci dell’alba, hanno cinturato e sottoposto a controllo le spiagge di Padula Bianca, elevando cinque sanzioni ad altrettanti turisti, accampatisi a ridosso del mare, per un totale di circa 2mila euro. Tra le persone sanzionate, anche due senegalesi, probabilmente commercianti ambulanti che, durante il giorno, si recano lungo le spiagge per la vendita di vari prodotti, e un cittadino di Reggio Emilia. 

 

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