Mercoledì, 16 Giugno 2021
Gallipoli

“Il Consiglio comunale è legittimo”, il Tar respinge il ricorso di Gallipoli Futura

Regolare la procedura di convocazione della seduta dell’11 gennaio scorso impugnata. Solidoro: “Confermata la nostra correttezza”

Il presidente del Consiglio, Solidoro.

GALLIPOLI – Seduta legittima e regolare quella dell’assise comunale di Gallipoli convocata lo scorso 11 gennaio a Palazzo Balsamo. Questo è quanto rilevato dal Tar di Lecce che ha respinto un ricorso dell’unica opposizione. I punti all’ordine del giorno della seduta del Consiglio furono discussi e le delibere votate all’unanimità e il gruppo di Gallipoli Futura, ribadendo l’illegittimità della convocazione dell’assise (dopo aver già segnalato la violazione dell’articolo 42 del regolamento comunale sul funzionamento del Consiglio, nella parte in cui prevede il rispetto dei due giorni lavorativi precedenti alla seduta dell’assise nei quali devono essere messi a disposizione dei consiglieri tutti gli atti da votare), decise di abbandonare ancora una volta l’aula. I consiglieri  Giuseppe Cataldi e Mina Della Ducata (in sostituzione di Flavio Fasano dopo la conferma della sospensione temporanea della carica e la presa d’atto della nuova decisione del Tribunale di Lecce) avevano deciso di abbandonare i lavori e rimettere alle valutazioni del prefetto Claudio Palomba la regolarità dell’assise e l’ulteriore passaggio successivo era stato anche il ricorso al Tar.

Ma con una recente sentenza del 10 marzo scorso i giudici amministrativi hanno ritenuto “inammissibile ed infondato” tale ricorso presentato a nome del gruppo consiliare di Gallipoli Futura, dal capogruppo Giuseppe Cataldi, e con il quale era stato impugnato l’atto di convocazione della seduta dell’assise e con esso gli atti deliberativi poi approvati, lamentando la violazione del regolamento in relazione ai tempi di consegna dei documenti ai consiglieri.  

Il tribunale amministrativo ha ora riconosciuto la legittimità dell'operato del Comune, difeso dall'avvocato Francesca Traldi, e degli uffici preposti allo svolgimento delle sedute consiliari, condannando i ricorrenti anche al pagamento delle spese di lite (per 1.500 euro) e ritenendo, come si legge testualmente nella sentenza, “evidente la legittimità dell’operato del civico ente e per converso, l’infondatezza delle censure articolate dal ricorrente” nell'iter procedurale che ha portato a celebrare l'assise civica dello scorso gennaio. Per il Tar dunque la segreteria generale del Comune ha rispettato il dispositivo del regolamento comunale sul funzionamento degli uffici (segnatamente l'articolo 42), come del resto aveva già segnalato il segretario Giancarlo Ria nel corso della seduta e pertanto nessuna censura è stata proposta nei confronti dell'ente di Palazzo Balsamo.

A margine della seduta pomeridiana dell’11 gennaio scorso per la discussione sui sette punti all’ordine del giorno (tra cui la presa d’atto della conferma della sospensione temporanea della carica di consigliere di Fasano, la presa d’atto sui rilievi della corte dei Conti, le modifiche al regolamento delle consulte civiche e l’istituzione di una commissione consiliare di verifica interna) i consiglieri di Gallipoli Futura lamentarano che “gli atti sono stati trasmessi alle 12,57 di lunedì 9 gennaio quando il Consiglio doveva tenersi mercoledì 11, per questo abbiamo abbandonato l’aula per non prestare, con la presenza, acquiescenza alla illegittima convocazione del consiglio e per questo ricorrendo nelle competenti sedi anche giudiziarie”. Censure e doglianze che sono ora state respinte dai giudizi amministrativi che non hanno ravvisato procedure o comportamenti lesivi dei diritti dei consiglieri comunali.  

“La soddisfazione per il riconoscimento della legittimità posta in essere dal Comune e dagli uffici” commenta il presidente del consiglio, Rosario Solidoro, “mitiga solo in parte l'amarezza che si prova quando si osserva l'atteggiamento di chi cerca di spostare il confronto dal perimetro politico a quello giudiziario, cercando con sentenze e dispositivi legittimazioni alle proprie posizioni di parte. Un atteggiamento poco costruttivo, anche considerando l'apertura di questa presidenza al confronto ed al dialogo con tutte le forze consiliari, culminato addirittura con l'abbandono dell'aula consiliare, ma che è evidentemente scientifico, visto che a breve il tribunale amministrativo si pronuncerà su un'altra questione, sollevata dallo stesso gruppo consiliare che ha anche scritto direttamente al prefetto denunciando contro questa presidenza presunte violazioni dei diritti dei consiglieri comunali, smentite nei fatti.

"Invero la sentenza del Tar” conclude Solidoro, “oltre che a ripristinare la verità dei fatti, ha rimarcato ancora una volta la correttezza e la linearità procedurale degli atti posti in essere da questa presidenza”. Sulla questione la sezione locale "Lino Magno" della Dc di Gallipoli, avuto notizia del rigetto da parte del Tar del ricorso presentato dal capogruppo di Gallipoli Futura, tramite il segretario cittadino Roberto Cataldi, “si augura che possa finire finalmente questa guerra a carte bollate che nulla ha a che vedere sulla buona amministrazione della città. Meglio si farebbe a mettere energia per produrre idee che possano migliorare la vita della città” conclude Cataldi, “e infine, si esprime solidarietà al primo cittadino gallipolino nella certezza che stia operando nel rispetto delle leggi e per il bene della città”.

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