Notizie da Gallipoli

Il dramma della casa che non c’è. E le famiglie occupano la sede del Comune

Tornano a protestare quattro famiglie che nei mesi scorsi sono state fatte sgomberare dall'ex mercatino rionale di viale Europa, occupato abusivamente, e trasferite in case-parcheggio per sei mesi. Bloccato l'ingresso della sede di via Pavia

GALLIPOLI - Il dramma del disagio abitativo che si riverbera. Dopo solo sei mesi dall’ultima “trattativa” e dal trasferimento temporaneo e provvisorio in alcune abitazioni per le quali il Comune ha garantito sino ad ora il pagamento del relativo canone d’affitto. Ora l’incubo e la disperazione tornano vive per quattro famiglie gallipoline, in condizioni di disagio, che lo scorso anno erano state fatte sgomberare dai locali occupati abusivamente dell’ex mercatino rionale di Viale Europa e “parcheggiate” temporaneamente in alcune abitazioni messe a disposizione da un’agenzia immobiliare nella marina della Baia Verde. Una soluzione concertata con l’ufficio dei Servizi sociali e direttamente dal sindaco Francesco Errico e dalla sua vice, Antonella Greco. Ma che non poteva essere quella definitiva per eliminare la piaga della mancanza di alloggi e per dare una sistemazione a quei nuclei familiari. E così alla scadenza del periodo di “soggiorno” nelle case-parcheggio ecco le nuove proteste e il dramma della disperazione che si riaffaccia.

E per dare un segnale forte e per destare l’attenzione sulla propria situazione precaria questa mattina le componenti delle famiglie, che rischiano ora di rimanere letteralmente per strada, hanno deciso di occupare pacificamente la sede comunale decentrata di via Pavia. Per tutta la mattinata, dopo aver bloccato l’ingresso principale con una scrivania, e dopo aver affisso striscioni e cartelloni di protesta contro le “false promesse” e contro l’amministrazione comunale, alcune donne appartenenti ai nuclei famigliari sgomberati dall’ex mercatino rionale, si sono barricate all’interno della sede comunale. E lì intendono restare sino a che la situazione non sarà chiarita. Minacciando anche lo sciopero della fame. Il disagio per quanto evidente è stato limitato, visto il continuo controllo a distanza delle pattuglie di carabinieri e polizia, e della polizia locale. Gli utenti che si sono recati presso gli uffici comunali sono stati fatti accedere, con una piccola deviazione rispetto all’ingresso principale, da altre entrate dell’edificio.                         

SDC11323-2A guidare la protesta e a chiedere con veemenza, ma in maniera composta, l’intervento degli amministratori locali è stata Rosaria Gatto, la donna che già nel 2012 si era opposta allo sfratto da un locale adibito abusivamente in abitazione nell’ex mercatino di viale Europa e che dopo aver accettato il trasferimento nell’alloggio temporaneo alla Baia Verde in attesa di una sistemazione definitiva, ora teme per il suo futuro e quello del suo bambino e condivide il dramma con le altre famiglie.

“Dopo tante promesse fatte ora ci ritroviamo al punto di partenza” accusa la donna, “noi siamo qui per rivendicare un diritto e non un privilegio, quello della casa che non abbiamo. Siamo quattro famiglie con figli e con gravi situazioni di salute. Ora a maggio ci dicono che dobbiamo abbandonare le case nelle quali ci siamo trasferiti dopo aver accettato di andare via dal mercatino e dove vivono ancora due famiglie che non sono state fatte andare via. Ma noi non abbiamo la possibilità di trovarci una casa in affitto. E adesso con l’estate in arrivo sarà sempre più difficile e costoso. Il Comune ci ha detto che può darci solo un contributo definitivo di tremila euro e niente più. E dopo noi con i nostri figli dove andremo a vivere, in mezzo alla strada?”.

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Una matassa ingarbugliata nel calderone più ampio relativo alle occupazioni abusive, alle assegnazioni degli alloggi popolari, e alle ordinanze di sgombero dei locali comunali (le ultime due in ordine di tempo riguardano l’immobile degli ex Cappuccini di Corso Italia). Sulla vicenda delle quattro famiglie che hanno inscenato la protesta in via Pavia hanno espresso la loro vicinanza il segretario cittadino di Comunisti Italiani, Romano Fiammata, e il presidente di Italia Destati, Sandro Quintana. “Queste famiglie rivendicano un diritto sacrosanto ad avere una casa” dice Quintana, “e tale criticità non si risolve con soluzioni tampone che non portano da nessuna parte. Come ho più volte detto alla base ci vuole una rivisitazione dei criteri di assegnazione degli alloggi popolari e dei locali comunali, perché a Gallipoli ci sono molte case che sono abitate o occupate da persone che non ne hanno diritto o che risiedono in altre abitazioni, e in tanti non versano nessun canone all’ex Iacp o al Comune. E ci ritrovino con casi limite come queste famiglie che vivono nel disagio e avrebbero invece diritto ad avere assegnato un alloggio dignitoso”.          

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